L’embargo Ue «non ha alcun senso». Il settore più colpito: l’agricoltura. Proteste anti-Putin? «Come in Italia»

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«Da diverso tempo da parte dei capitali russi è in atto una tendenza ad investire in modo importante sia nel turismo che nell’acquisto di fondi agricoli, nel Veneto e ancor più nel resto d’Italia. Ma tale tendenza ha cominciato a venir meno dopo che la Russia è stata sottoposta ad una serie di sanzioni economiche». Usa parole misurate, studiate al millimetro, Eligio Paties Montagner, console onorario di Russia per Venezia. Titolare dei Do Forni (uno dei più blasonati ristoranti della città di San Marco, da sempre ritrovo della buona borghesia della città di Marco Polo) nel suo palmares di imprenditore vanta un ricordo particolare: nel 2011, quando aveva 69 anni, il suo locale venne prescelto per sovrintendere alla preparazione del pranzo di Benedetto XVI allora in visita in Laguna.

A proposito dell’embargo Ue contro la Russia dopo la crisi dei rapporti di Mosca con l’Ucraina (appoggiata dalla Nato), non più tardi di ieri il ministro degli esteri Angelino Alfano (Ncd) se n’è uscito con una dichiarazione per alcuni inaspettata: «Siamo certi che le sanzioni non possono essere eterne, rinnovate automaticamente». Un messaggio che pesa soprattutto per la sede prescelta ieri, ovvero un summit confindustriale a Padova. Che l’argomento sia caldo, e particolarmente sentito dall’imprenditoria del Nordest, lo conferma lo stesso console Paties: «Più che il turismo ad aver perso molto è il settore dei prodotti agricoli di qualità. Un settore che per il Veneto rappresenta un’occasione assai rilevante: per capire quanto importante sia questo legame basti pensare che ogni autunno a Verona si tiene un importante incontro tra investitori veneti e russi. Ovviamente non c’è solo l’enogastronomia o la produzione agricola di pregio ma anche altri settori importanti come la meccatronica o la meccanica di precisione che nella nostra regione vanno forte potrebbero rappresentare un ottimo sbocco per gli interscambi con Mosca, la quale è un interlocutore tanto affidabile quanto interessato a noi. A patto che queste sanzioni cessino».

Riguardo al turismo, tuttavia, il console sottolinea con soddisfazione il trasferimento di molti russi «sulla riviera romagnola per passare in Italia gli anni della pensione, fenomeno che un pochino alla volta volta comincia a replicarsi anche a Jesolo e dintorni». Una sorta di migrazione pensionistica. Affiancata da un fenomeno prettamente vacanziero: quello dei russi in soggiorno a Venezia. «Un turismo di livello alto o medio alto» al quale fa da contraltare «quello mordi e fuggi dei villeggianti russi che dalle spiagge del comprensorio riminese fanno la classica capatina mordi e fuggi da un giorno proprio qui a Venezia». E qui Paties lancia una bacchettata, unica sortita fuori dalla iper-prudenza diplomatica d’ordinanza: «Occorrerebbe senz’altro più savoir faire». Segnatevelo, veneziani.

Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, in passato si è lamentato più volte delle quote perdute di business. Il Veneto, anche in ragione del deprezzamento del rublo nel 2013, ha perso in questi quattro anni, solo nell’agroalimentare, un buon 50% dell’export verso la terra che fu degli Zar. In ambienti della stessa maggioranza di centrodestra a Palazzo Ferro Fini è nata anche una delegazione ad hoc che ha fatto visita in Crimea. Cosa che aveva suscitato a più riprese le critiche del Pd. Il quale ha definito pressapochistico e farsesco l’atteggiamento del centrodestra. «Io – sottolinea Paties – non entro mai in questioni di natura politica. Dico solo che queste sanzioni, gradualmente ma speditamente, dovrebbero essere rimosse perché non hanno alcun senso. E dico di più: i russi nei confronti degli italiani hanno una grandissima simpatia».

Nel 2018 in Russia si vota per le presidenziali. Non mancano da parte dei dissidenti le proteste e le critiche al vetriolo contro il governo Putin, come non mancano quelle occidentali su temi come il trattamento degli omosessuali (specie in Cecenia, autonoma ma facente parte della Federazione Russa). «Non mancano nemmeno da noi verso i governanti di turno» si limita a commentare Paties, ironico e abbottonato, riferendosi al dibattito politico di casa nostra. È sicuro, in ogni caso che il voto «riconfermerà a larga maggioranza» il presidente russo uscente.

Fonte: http://www.vvox.it/2017/05/03/il-console-russo-a-venezia-sanzioni-a-mosca-danno-al-veneto/