Una ennesima prova che siamo una colonia degli Stati Uniti

Dopo un intero pomeriggio fra questura e commissariato abbiamo denunce per lesione a pubblico ufficiale – in realtà Marco e Maria Cristina nemmeno hanno toccato un poliziotto e io che reggevo il lenzuolo cercando di difenderlo non ho aggredito nessuno semplicemente mi sono un po’ divincolata mentre mi placcavano.

Ma quando si fanno le cose in tre e in un luogo come quello, bisogna mettere in conto denunce.Per tutti e tre denuncia per lesioni (!!) e manifestazione non autorizzata, per me foglio di via (non risiedendo a Roma ed essendo recidiva del genere visti i precedenti contro Kerry (in conferenza stampa) e Obama (per strada a Roma), e NATO (a Trapani). 

Il punto è che per giorni abbiamo cercato varie organizzazioni ma nessuno ha sentito di voler manifestare antiTrump (forse perché c’è già Taormina?). E allora semplicemente organizzare un sit in in piazza remota con permesso era assurdo, due gatti lontano da tutti. Si poteva fare solo un’azione diretta sotto il naso di Trump. L’abbiamo fatta male. Ma non potevamo stare a casa.

Riassunto dell’accaduto…
Certo può sembrare stupido beccarsi un foglio di via e una denuncia ingiusta per lesioni a pubblico ufficiale a causa di una manifestazione non autorizzata tentata sotto il naso dell’auto di Trump da tre persone e alla fine non riuscita per via di vari intoppi e ingenuità. Ma poiché, avendo noi scritto a vari gruppi per indurli a preparare eventi e non avendo avuto risposte, con Marco e Maria Cristina di Rete No War, abbiamo pensato che chiedere il permesso per una remota piazza sarebbe stato irrilevante e che non potevamo però rimanere a casa, mentre un altro presidente della potenza coloniale USA passava impunito per Roma. Quindi rimaneva un’azione diretta nonviolenta sotto il suo naso. Questo abbiamo fatto. Se fossimo stati in una ventina i poliziotti non avrebbero potuto farla fallire.
All’incrocio fra via Nazionale e la via che porta al Quirinale, abbiamo portato, nascosto, un lenzuolo (più difficile strapparlo) con su scritto testualmente (ma ora è sequestrato come da verbale): “Trump /NATO /G7, Wars on peoples, war against the planet, fathers of terrorism” (e sotto i dollari e le parole Saud, Qatar, Turkey …). C’erano alcuni fotografi. Quando abbiamo visto arrivare il corteo siamo avanzati di alcuni metri (le transenne non c’erano) cercando di esibire il lenzuolo almeno per qualche secondo. Immediatamente immobilizzati e lenzuolo sommerso, e la foto di Trump e del re Saud stracciata.

Ne sarebbe valsa la pena se qualcuno al mondo avesse potuto vedere ben dispiegato il lenzuolo riassuntivo di che cos’è Trump, la NATO e il G7. Forse qualcosa si è visto nelle foto di Stefano Montesi e nei video di Hamid Masouminejad (che erano là) ma mi trovo in internet point e non posso verificare. E ovviamente l’uomo che ha già bombardato vari Paesi, che ha incontrato i tiranni del Golfo fautori del terrorismo, che è capo virtuale della NATO e che attacca anche il clima non si è accorto di nulla chiuso nel suo privilegio dai vetri spessi 10 cm.
Però, non si poteva stare fermi mentre Trump passava.

DOMANDA: ma come ha fatto Greenpeace in tempi di terrorismo a stare 10 minuti vicino a San Pietro CON UN TIR visto che noi non abbiamo avuto diritto neanche a un momento? Forse Greenpeace era autorizzata dalla polizia? Su Repubblica c’è scritto “la polizia ha lasciato fare per 10 minuti”. Boh

di Marinella Correggia

Fonte: Marinella Correggia