Per colui che ha fede, non servono spiegazioni.

Per colui che non ha fede, nessuna spiegazione è possibile.

San Tommaso d’Aquino

Lettera aperta a:

Al Vescovo di Treviso Mons. Gianfranco Agostino Gardin

Vita del Popolo

Presbiteri della Diocesi

Treviso XXIV giugno I° anno dell’era della Tenerezza

Innanzitutto, precisiamo il nostro intento di non volere giudicare NESSUNA persona (il GIUDIZIO è di esclusiva pertinenza di Cristo), bensì valutare espressioni seguendo gli insegnamenti di Cristo e il perenne Magistero della Chiesa Cattolica Apostolica Romana, quindi LA Verità.

Riportiamo alcune parole di Sant’Antonio da Padova, sulla Verità:

 «La verità genera odio; per questo alcuni, per non incorrere nell’odio degli ascoltatori, velano la bocca con il manto del silenzio. Se predicassero la verità, come verità stessa esige e la divina Scrittura apertamente impone, essi incorrerebbero nell’odio delle persone mondane, che finirebbero per estrometterli dai loro ambienti. Ma siccome camminano secondo la mentalità dei mondani, temono di scandalizzarli, mentre non si deve mai venir meno alla verità, neppure a costo di scandalo».

In questi giorni, Bergoglio ha visitato la tomba di Don Lorenzo Milani a Barbiana. Di pari, la Curia di Treviso ha organizzato una Messa a cui seguirà un incontro sulla vita di Don Milani.

Considerando l’eco mediatico per il cinquantesimo dalla morte di Don Milani ci siamo soffermati su alcuni aspetti che meritano lo scrutinio con il metro della verità.   Non potendo analizzare ogni cosa in una breve lettera, ci preme sottolineare uno scritto che riguarda i ragazzi, in considerazione delle disposizioni che sono o entreranno in vigore, con la legge della “LA BUONA SCUOLA”, foriera del GENDER.

Esponiamo alcune frasi scritte da Don Milani, pubblicate sul libro Don Milani. Chi era Costui?

E so che se un rischio corro per l’anima mia non è certo di aver poco amato, piuttosto di amare troppo (cioè di portarmeli anche a letto!)” – e poco più avanti, in una lettera a un giornalista poi suo biografo: “E chi potrà amare i ragazzi fino all’osso senza finire di metterglielo anche in culo, se non un maestro che insieme a loro ami anche Dio e tema l’Inferno?” – già anni prima in una lettera a un amico, aveva scritto: “Vita spirituale? Ma sai in che consiste oggi per me? Nel tenere le mani a posto”».

 

Normalmente l’espressione metterlo nel culo, viene utilizzata in senso metaforico da certe persone e in certi ambienti. Quando invece l’espressione proviene da un chierico è lecito supporre che non sia proferita a mo’ di metafora.

 

A tal proposito, si rammentino le parole di nostro Signore Gesù Cristo recepite e tramandate dal Magistero della Chiesa Cattolica riportate nei Vangeli di San Matteo, San Marco e San Luca: per chi scandalizza uno di questi piccoli, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina da asino, e fosse gettato negli abissi del mare.

Parole tremende ed inequivocabili, tanto è grave questo peccato contro natura per giunta quando la vittima è un bambino da essere uno dei quattro peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio.

 

Noi semplici Cattolici abbiamo il dovere davanti a Dio e agli uomini di dire SEMPRE la Verità, e PER INTERO, a prescindere dalle “convenienze o conseguenze”.  Proprio come facevano i Santi, facendo proprie le parole di Cristo: la verità vi farà liberi.

 

Le falsità e mezze verità propinate, partendo dalle più alte sfere, costringeranno i più piccoli – se non i sassi – a gridare la verità!

Miserere nostri, Domine, miserere nostri.

Gruppo NON EXPEDIT Treviso