Archivio per settembre 2017

LA PRIORITÀ ASSOLUTA IN UNA CHIESA SENZA PAPA

Risultati immagini per Crocifisso e Maria addolorataL’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

La mancanza del vero Capo è dunque una certezza, anche se lasciando tante questioni in sospeso. Qui si apre un ventaglio di opinioni, che non dovrebbero, però, accantonare la priorità assoluta, che non cambia né dipende da circostanze o difficoltà umane.
Il problematico Conclave di Viterbo è un esempio della continuità di questa priorità assoluta nella fede dei figli fedeli della Chiesa. Né veramente manca oggi, se non nei sedevacantisti, da quando quelli più attaccati all’importanza della presenza del Papato, come voluto al Signore sono arrivati alla certezza, dato il suo stravolgimento, della vacanza. Ciò era allora una cosa sola con assoluta priorità di sempre. Ma chiaramente questa restava nell’ordine dei principi, da tener presente, fino alla fine del mondo.
L’ASSOLUTA PRIORITÀ DELLA CHIESA NEI NOSTRI TEMPI
Un principio fondante della Chiesa non cambia. Anzi, se raggirato diviene ancora più urgente. Nel caso attuale si è scoperto che la sua applicazione era sbagliata nel conclave che elesse Roncalli divenuto G23 perché questo era un deviato e proprio nel senso di mutare la Chiesa.
Poiché lo dimostrò, iniziando a operare in questo senso, il suo conclave è nullo. Ciò vale per i successori e per accresciute ragioni di deviazione nella fede. La situazione è interamente inquadrabile nel MISTERO D’INIQUITÀ, perdurante da quasi sessant’anni.
La sola soluzione è nell’intervento divino per ristabilire la Chiesa come è stata edificata da Dio.
Ma un’azione è richiesta ai sui figli, che tale intervento sia supplicato secondo la testimonianza della Sua integrità e priorità assolute nella Fede; che sia nelle mani del Signore.
E nessuna supplica può esse più piacevole a Dio Padre che quella attraverso il Santo Sacrificio del Figlio.

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Lo spot allo ius nel libro di scuola: “Immigrati sono indispensabili”

“E’ chiarissimo, sulla base della Dottrina Sociale della Chiesa, che chi è favorevole allo ius soli non è Cattolico” (Matteo Castagna, Resp. Naz. Circolo Cattolico Christus Rex)

Il libro edito da Loescher Editore adottato da alcuni istituti medi italiani. Uno spot allo ius soli e all’immigrazione “indispensabile”

di Giuseppe De Lorenzo

Il poeta irlandese William Buttler Yeats diceva che “la scuola non è riempire un secchio, ma accendere un incendio”.

Bello da sentirsi, più difficile essere sicuri che il sistema scolastico funzioni sempre così. Perché è davvero sottile la linea che divide l’educazione (l’incendio) dall’indottrinamento (il secchio riempito). Basta poco per plasmare la malleabile mente di un bambino, propenso com’è a credere a quasi tutto quello che gli viene proposto dagli insegnanti. Prosegui la lettura »

Sgarbi: “Nuovo codice antimafia. Approvato da deficienti”

Scritto e segnalato da Antonio Amorosi

Sgarbi: "Nuovo codice antimafia. Approvato da parlamento di deficienti"

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Spoil system a Verona, l’ombra di Tosi su Sboarina: Federico smarcati finché puoi!

Segnalazione di Vvox.it

di Marco Milioni
Il sindaco di centrodestra deve sciogliere tutti i nodi nella partita delle nomine per rinnovare la macchina comunale: difficile cancellare il Decennio tosiano
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L’assassinio della storia

di John Pilger

L’assassinio della storia

Fonte: Comedonchisciotte

Uno degli “eventi” più pubblicizzati della televisione americana, il film The Vietnam War, è iniziato sulla rete della PBS. I registi sono Ken Burns e Lynn Novick. Burns, celebre per i suoi documentari sulla Guerra Civile, la Grande Depressione e la Storia del Jazz, asserisce che i suoi film sul Vietnam: “Ispireranno il nostro Paese ad iniziare a parlare e pensare alla guerra del Vietnam in modo completamente nuovo”.

In una società spesso senza memoria storica e alla mercè della propaganda della sua “eccezionalità”, la “totalmente nuova” Guerra del Vietnam di Burns è presentata come “opera epica e storica”. La sua ricca campagna pubblicitaria glorifica il suo maggiore sponsor, la Bank of America, che nel 1971 fu bruciata dagli studenti di Santa Barbara, in California, come simbolo dell’odiata guerra in Vietnam. Prosegui la lettura »

Iran, un missile e due messaggi

di Sergio Romano

Iran, un missile e due messaggi

Fonte: Corriere della Sera, 24/9/2017

Quando ha visitato l’Arabia Saudita nello scorso maggio ed è stato accolto trionfalmente dai suoi ospiti, Donald Trump non poteva ignorare quali fossero i loro rapporti con l’Iran sciita. L’Arabia custodisce due luoghi santi dell’Islam (Mecca e Medina), riceve ogni anno immense folle di pellegrini prevalentemente sunniti ed è la capitale religiosa della loro grande famiglia in un periodo storico in cui le crisi medio-orientali hanno inasprito il secolare dissidio fra sunniti e sciiti. Non poteva ignorare quindi quale sarebbe stata la reazione di Teheran non appena il governo iraniano avesse appreso che Trump aveva approfittato del suo viaggio per concludere con i sauditi uno dei maggiori contratti per forniture belliche stipulati negli ultimi anni. L’America venderà armi al Regno dei Saud per una somma pari a 110 miliardi di dollari, destinati a diventare 350 nel corso del prossimo decennio. E Trump, nei mesi seguenti, non ha smesso di dichiarare pubblicamente che l’Iran è uno Stato canaglia e che quello stipulato da Barack Obama insieme ad altri Paesi (i cinque del Consiglio di sicurezza e la Germania) è un pessimo accordo, da abolire o rinegoziare il più rapidamente possibile. Il missile iraniano delle scorse ore contiene dunque almeno due messaggi. Il primo dice ai sauditi che Teheran è in grado di colpire le loro città e le loro installazioni militari. Il secondo dice a Trump che l’Iran non si lascerà intimidire dalle sue provocazioni. Prosegui la lettura »

Anche i tedeschi nel loro piccolo si arrabbiano

di Marcello Foa 

Anche i tedeschi nel loro piccolo si arrabbiano

Fonte: Marcello Foa

Con ogni probabilità la Merkel rimarrà cancelliere, con una longevità straordinaria. Ma il risultato delle elezioni di ieri in Germania non rappresenta un trionfo per Angela. Al contrario. Quando la CdU perde oltre l’8% dei voti, passando dal 41,5% al 32,7% e quando l’altro partito al governo l’Spd ne perde meno (“solo” il 5%) ma scendendo al 20% il peggior della sua storia, è difficile parlare di successo. Ed è difficile credere che la Germania sia un Paese davvero in salute e soprattutto felice, come sembra da lontano.

Queste elezioni sono dense di significati. Anche a Berlino, come nella maggior parte dei Paesi europei, gli elettori credono sempre meno nei partiti moderati sia di destra sia di sinistra, che si differenziano per il colore delle bandiere ma non per l’azione politica. L’Spd e la Cdu alla fine dei conti sono troppo simili e rappresentano l’establishment. Assieme hanno perso il 13%, un’enormità. Quello di ieri va letto come un voto di protesta contro un sistema politico omologante e alla fine falso. Che senso ha distinguere fra destra e sinistra se poi sono quasi uguali? In Germania addirittura hanno governato assieme. I tedeschi chiedono una vera alternativa moderata e pretendono che si affrontino i veri problemi della società. Prosegui la lettura »

Alabama, vince Roy Moore: l’America va ancora più a destra di Trump

Alabama, vince Roy Moore: l’America va ancora più a destra di TrumpRicordiamo che negli USA, soprattutto in alcuni Stati, non fa alcuno scandalo il fatto che l’estrema destra, i suprematisti e i cattolici più radicali, collaborino tra loro in nome del buon senso comune e della legge naturale.

di Elsa Corsini

L’ultraconservatore Roy Moore, anche grazie al sostegno di Steve Bannon (il giornalista ex capostratega di Donald Trump) e il suo Breitbart, ha vinto le primarie repubblicane in Alabama sconfiggendo il candidato sostenuto dal presidente Usa. Un profilo tutto d’un pezzo quello di Moore, icona del conservatorismo senza se e senza ma e molto apprezzato dagli ambienti dell’ultra destra americana.

Moore scavalca Trump a destra

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Santorale del mese di Ottobre

santi_ottobredi Padre Maria Lafitte

Ecco il santorale del mese di ottobre, che sta per iniziare. Che queste sante e santi, tutti affascinanti, vi custodiscano e guidino, modelli per il Cielo.

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Bergoglio dà un nuovo colpo mortale alla famiglia!

NOTIZIE DALLA CHIESA CONCILIARE (OGNI TITOLO ECCLESIASTICO E’ QUINDI DA INTENDERE RIFERITO ALLA CHIESA CONCILIARE, NON ALLA CHIESA CATTOLICA)

Segnalazione di F.F.

di Francesca de Villasmundo


Pubblicato sul sito Medias Presse_Info

Francesco, il Papa «nero», resterà negli annali della storia come il Pontefice che ha «smantellato» la famiglia tradizionale e che ha protetto la rivoluzione antropologica e sociale in corso, invece di combatterla dall’alto della cattedra pontificia; perseverando nell’auspicio nato nel Vaticano II di istituire una nuova Chiesa in dialogo sempre più stretto col mondo.
E il fatto che questo mondo abbia gettato a mare i valori tradizionali per imporre dei nuovi costumi anti-naturali, non è un problema importante, al contrario!
Lo spirito del Concilio ha sollecitato le più alte autorità della Chiesa ad avvicinarsi e a riconciliarsi col mondo moderno e a «benedire» i suoi riferimenti morali innovativi derivati dal progressismo. Senza che si sia tenuto conto degli avvertimenti di Nostro Signore.

«Gente infedele! Non sapete che amare il mondo è odiare Dio? Chi dunque vuole essere amico del mondo si rende nemico di Dio.» (Gc., 4, 4).

L’avvio dato dal Vaticano II col documento finale intitolato «la Chiesa nel mondo contemporaneo» [Gaudium et spes], ha permesso allo spirito mondano di entrare nella Chiesa e di influenzare le mentalità. I comportamenti e la maniera di pensare dei chierici e dei príncipi della Chiesa oggi non sono più illuminati dalla sana dottrina  cattolica, ma dal desiderio di piacere a tutti gli uomini del nostro tempo e di farsi degli amici prendendoli per il loro verso.

Con Papa Francesco questa bonaria attitudine conciliare verso il mondo moderno decristianizzato e in rottura con gli insegnamenti di Cristo, ha raggiunto il suo apogeo. Ed è la famiglia naturale e sacramentale la principale vittima della sua azione rivoluzionaria.

Dopo i due Sinodi sulla famiglia e Amoris laetita, l’esortazione apostata che ne è derivata, Papa Francesco ha appena dato un nuovo colpo di piccone alla concezione tradizionale della famiglia. Ha «rifondato» il Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per studi su matrimonio e famiglia, sostituendolo con una nuova struttura con una missione ridefinita: studiare ancor più, con l’aiuto delle scienze umane, la «realtà della famiglia, oggi, in tutta la sua complessità».

Con una lettera apostolica in forma di motu proprio, intitolata Summa familiae cura, Papa Francesco mira «ad essere in dialogo col mondo», ha spiegato alla stampa Mons. Paglia questo martedì 19 settembre.

Battezzato Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II per le Scienze del Matrimonio e della Famiglia, questo nuovo organismo vaticanesco ha chiaramente lo scopo di mettere in pratica la riforma sacramentale prevista da Amoris laetitia nei confronti dei divorziati risposati civilmente e di altre coppie in rottura con la cattolicità; e di consacrare i nuovi modelli «familiari» elaborati dagli attivisti arcobaleno.

Nel suo slancio rivoluzionario, il Pontefice argentino si arroga il diritto di decidere che bisogna finirla «con i modelli del passato», e nella sua lettera apostolica scrive:

«Il cambiamento antropologico-culturale, che influenza oggi tutti gli aspetti della vita e richiede un approccio analitico e diversificato, non ci consente di limitarci a pratiche della pastorale e della missione che riflettono forme e modelli del passato.»
[…]
«Nel limpido proposito di rimanere fedeli all’insegnamento di Cristo, dobbiamo dunque guardare, con intelletto d’amore e con saggio realismo, alla realtà della famiglia, oggi, in tutta la sua complessità, nelle sue luci e nelle sue ombre.»

In poche parole, Papa Francesco aderisce all’attuale rivoluzione antropologia che ignora ogni legge naturale e divina in materia familiare e sessuale. Dopo aver relativizzato la Verità, la Roma post-conciliare relativizza la morale divina e si fa apostolo della corruzione dei costumi, più grave della trasformazione artificiale dell’essere umano, con la scusa di rispondere «pienamente alle odierne esigenze della missione pastorale della Chiesa.»

Definendo i limiti della missione dell’Istituto «nel campo delle scienze che riguardano il matrimonio e la famiglia e riguardo ai temi connessi con la fondamentale alleanza dell’uomo e della donna per la cura della generazione e del creato», la lettera Summa familiae curastabilisce come insegnamento fondamentale nel dominio della famiglia e del matrimonio Amoris laetitia e il discernimento pastorale «analitico e diversificato», e cioè una pastorale che non si basa più sull’indissolubilità del matrimonio e l’immutabilità naturale della famiglia.

«Amoris laetitia diventa la nuova Magna Carta» ha sottolineato, felice, il Gran Cancelliere dell’Istituto Mons. Paglia, conosciuto anche per essere il grande simpatizzante gay Presidente della Pontificia Accademia per la Vita e per essere stato oggetto delle attenzioni della giustizia italiana per «corruzione e associazione a delinquere», prima che questa ritirasse le sue accuse col pretesto dell’«ingenuità del prelato» riguardo al mondo del denaro. Eppure questo vescovo sa muoversi tra i grandi del Fondo Monetario Internazionale…

«Con questa decisione – ha spiegato a Vatican Insider – il Papa allarga la prospettiva: da una focalizzata soltanto sulla teologia morale e sacramentale, a una biblica, dogmatica e storica, che tiene conto delle sfide contemporanee. Francesco ha ben compreso il compito storico della famiglia, sia nella Chiesa che nella società. E la famiglia non è un ideale astratto, ma una realtà maggioritaria della società, che deve riscoprire la sua vocazione nella storia».

«Per Papa Francesco – ha insistito nel corso della conferenza stampa di ieri – la famiglia non è semplicemente un ideale astratto: sono le famiglie tutte, senza distinzione, che devono esser aiutate e accompagnate a riscoprire il loro compito storico, sia nella Chiesa sia nella società»

Se si coglie il messaggio in tutta la sua fredda logica, la famiglia di cui il Papa argentino si ritiene guardiano e guida non è la piccola società fondata naturalmente su un padre e una madre, ed elevata all’ordine della grazia col matrimonio sacramentale, col quale la si definisce cristiana, ma ogni genere di unione con o senza figli: monoparentale, omoparentale, dei divorziati risposati, transessuale, sintetica, chimica, artificiale, ecc. E secondo lui, ognuna di queste «unioni» sarebbe una «famiglia» con un ruolo da svolgere nella Chiesa e nella società.

Considerando come «famiglie» pienamente riconosciute le nuove strutture sociologiche derivate dalla rivoluzione sessuale e culturale scatenata dalle lobby Lgbt e transumaniste, alle quali per di più riconosce che sarebbero essenziali per la vita ecclesiale e sociale, Jorge Mario Bergoglio si fa aedo del progressismo più acceso e della demolizione nichilista dell’uomo e della società.

Chiaramente, non possiamo più accettare come un fatto irreversibile il disordine socio-antropologico postmoderno che distrugge consapevolmente tutti i parametri naturali dell’uomo e impone un nuovo ordine sessuale mondiale che tratta i figli come mercanzia; né partecipare alla messa a morte della famiglia tradizionale attuata così … magistralmente!

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