image (2)L’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Dall’intervista a Alexander Dugin: L’Unione Europea è un punto cieco della storia e della tradizione europea, secondo lei l’UE è “anti-Europa”. Cosa è accaduto, a suo parere, agli europei?

«Gli Europei sono arrivati all’ultimo punto della loro discesa all’inferno. Il buio è così forte che nessuno ricorda più ciò che la luce può essere. Questa è la conseguenza della vendetta del Logos di Cibele padroneggiato nelle origini della civiltà Europea dalle culture indoeuropee apollinee, ma liberatosi dalle catene, come Satana nella storia dell’Apocalisse. La metafisica della tecnica è l’essenza del titanismo. L’attuale stato delle cose in Europa non è casuale, è una fase logica – quella finale – del processo che ha origine con la Modernità e il rifiuto della Tradizione. L’Europa senza la Tradizione non è Europa, è Anti-Europa.»

Ho già avuto l’occasione di parlare di Dugin, un interessante personaggio, che non per questo è chiaro nelle sue idee. Anzi, esse attirano anche per il loro ermetismo all’insegna della vigorosa cultura russa. Mentore di Putin? Lasciamo stare alla stampa queste trovate. Eppure, è vero che si ritrovano in quello che dice qui sul distruttivo : «processo che ha origine con la Modernità e il rifiuto della Tradizione. L’Europa senza la Tradizione non è Europa, è Anti-Europa.»

Ma qui l’argomento è quello della decadenza irreversibile indotta dal liberalismo democratico americanista. Di cosa si tratta dal punto di vista pratico? Dell’Europa che già aveva tradito la Tradizione, lasciandosi governare dalla massoneria dall’inizio del XX secolo. E qui chiamo Tradizione la voce del Pontefice Romano, che allora era niente meno che quella di San Pio X, e la preservazione del Sacro Romano Impero.

Il governo italiano di allora, guidato da Antonio Salandra, un conservatore, divenuto presidente del consiglio dei ministri nel 1914, dopo la caduta del governo Giolitti, che guidava la maggioranza parlamentare. Mantenne l’Italia neutrale fino al rimpasto che portò al ministero degli esteri il suo amico Sidney Sonnino.  Salandra e il suo ministro Sonnino appoggiavano l’intervento a fianco della Triplice Intesa; sono i responsabili dell’entrata in guerra dell’Italia, nonostante l’opposizione della maggioranza del parlamento e … l’evidente mancanza di fondi. Perciò il suo enorme costo venne pagato con l’accensione di debiti. Il primo aprendo un debito pubblico di 20 miliardi di lire. Poi, con prestiti esteri, nei confronti della Gran Bretagna (611 milioni di sterline) e degli Stati Uniti (1648 milioni di dollari).

Chi era il ministro Sidney Costantino Sonnino». Un baronetto di una famiglia da padre di origini ebraiche e da madre britannica, era anglicano. Ministro delle finanze e ministro del tesoro del Regno d’Italia dal 1893 al 1896, riportò il bilancio dello Stato al pareggio. Liberale nemico del «clericalismo cattolico», introdusse nelle trattative che portarono alla firma del patto di Londra, una clausola di esclusione del Papa da ogni trattativa. Con tale accordo l’Italia entrò nella prima guerra mondiale contro l’Austria. Dopo la vittoria, alla conferenza di pace, partecipò alle trattative rivendicando inutilmente per l’Italia i territori promessi dal patto di Londra contro la posizione degli Stati Uniti. E questi sono arrivati in forze, per cominciare a modellare con la politica del massone Woodrow Wilson la «cultura democratica europea»! E tutte queste influenze perverse si ripetomo tale e quali nel nostro tempo.

Naturalmente, questa Prima Guerra lasciava innescata la Seconda, peggiore e durevole in tanti altri modi soto la tutela del governo della sub-cultura della »Democrazia di Dio» (Vedi l’azzeccata analisi di Emilio Gentile, Laterza 2006).

SI AVVICINA L’ORRIDO CRAC DEI POTERI MONDIALISTI ?

Loro sanno “di avere poco tempo”. Non a causa del fatto che quasi tutti i loro complotti – in atto con furore – sono ormai svelati con tanto di nomi e di programmi, ma a causa del tempo concesso al male fino al trionfo del bene e del vero nel mondo umano; a causa del rimanente risicato spazio lasciato da Dio alle tenebre perché alla fine risplenda tutta la Luce e l’Ordine armonico della Creazione.

Con lo sguardo rivolto a quest’orizzonte della Storia cominciamo per ricordare quale sia questo vero Ordine anche a quanti hanno coscienza religiosa e cristiana, ma offuscata dalla Roma babilonica. Dopo di che, serve un ragionamento diretto ai razionalisti ancora intenti a ragionare, affinché si rendano conto dell’origine dei mali personali e sociali presenti nel mondo.

La Creazione parte dal Logos, dal Verbo di Dio, da cui emana la vita, la verità e la luce. «Il Verbo era presso Dio e Dio era il Verbo. Questi era in principio presso Dio. E tutto fu fatto per mezzo di Lui e senza di Lui non fu fatto nulla di ciò che è stato fatto. In Lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; E la Luce splende nelle tenebre ma le tenebre non la compresero»…

Quella che veniva nel mondo era la luce che illumina ogni uomo e la nostra società; era nel mondo e il mondo fu fatto per mezzo di Lui, ma il mondo non lo riconobbe.

Quando Dio non c’è, tutto è permesso nel male. L’essere umano, sviato dal Principio del bene e ignaro del rapporto causa-effetto tra fede e ordine sociale, rende mendace il proprio discernimento tra bene e male; è irretito, volente o nolente, in una generale mancanza del vero ordine morale, che deve illuminare le coscienze. E la luce viene dalla Fede, la pistis per cui è fatta la mente umana. Eppure questa è tentata da sempre ad arrabattarsi in una sua conoscenza autonoma; in una sua «gnosi spuria»! Breve parleremo di questa, anche seguendo il libro recentissimo in due tomi di P. Ennio Innocenti (libri@cittaideale.info), che da quarant’anni studia tale questione cruciale.

La vera conoscenza, essendo la condizione perché l’essere umano, in qualsiasi tempo e circostanza, permanga centrato nel bene e resistente al male, è basilare per il suo perfezionamento, e perciò della giustizia che deve reggere l’ordine sociale. L’uomo può distinguere un bene da un male immediato, ma, ignorando il fine della sua vita, non può conoscere il suo bene permanente. E poiché il bene della società umana non può essere altro che il bene degli uomini, anch’essa dev’essere ordinata al suo stesso fine ultimo, che nessuna «gnosi» umana può escogitare.

Per semplificare mettiamolo in un’equazione: Vero = Bene = Ordine = Giustizia. Al contrario, abbiamo quell’equazione diametralmente opposta: Falso = Male = Disordine = Iniquità. Nella vita pratica, valori intermedi non esistono, e nel tempo solo si accentuando le differenze; quanto pareva un male minore diviene un male irrimediabile nel disordine antinaturale. Per esempio il MODERNISMO. Esso ora pare vincente, ma nella stessa misura in cui il Vero e il Bene dell’Ordine Cristiano pare demolito nel mondo e nella stessa Chiesa.

La realtà è che un male in forma di eresia immesso nel corpo della società umana è come un verme che rode e si riproduce in modo ineluttabile fino alla putrefazione di quella società. Può durare il corso di generazioni, ma l’esito di falsare la verità porta inevitabilmente alla rovina.

Fino alla metà del secolo XX c’era la Chiesa per almeno denunciare il male. Ma con la morte di Pio XII è stato proprio nella Chiesa che è stato immesso il verme del modernismo nella figura di Roncalli, Giovanni 23. Esso fa il suo corso corrosivo nella religione e lo estende alla società con il laicismo liberticida trionfante di un americanismo becero ma letale. Il mondo, rimasto senza la parola vigilante della Chiesa ne è contaminato e scende verso un inferno mentale e morale.

Eppure molti cattolici ancora stentano a capire che ciò è l’effetto della deriva modernista che ha ammesso concetti come le tesi moderniste condannate dal decreto “Lamentabili” di San Pio X (4 luglio 1907): Tesi LVIII – La verità non è immutabile più di quanto non lo sia l’uomo stesso, poiché si evolve con lui, in lui e per mezzo di lui. Tesi LIX – Cristo non insegnò un determinato insieme di dottrine applicabile a tutti i tempi e a tutti gli uomini, ma piuttosto iniziò un certo qual moto religioso adattato e da adattare a diversi tempi e circostanze.

Queste idee – condannate – avevano il senso di ridurre la Santa Chiesa al mondo, dissolvendoLa. Eppure sono state accolte e immesse implicitamente da Giovanni 23, eletto papa, nella nuova chiesa conciliare, aperta al mondo.

Non potevano nemmeno scalfire la Verità della Chiesa di Dio, ma potevano far in modo che si credesse che il nuovo mondo aveva superato la Chiesa di Dio con quell’altra «più universale», voluta dalle logge e dalle sinagoghe del mondo.

Ed ecco innescata la marcia per la discesa ineluttabile verso l’inferno terreno.

La sola soluzione rimane il ritorno a quell’Ordine cristiano disprezzato perfino dai sciagurati chierici che abbandorarono l’unica Chiesa di Cristo. Lo si deve proclamare apertamente. Altroché terzo stato di Dugin. Quel che serve è la vomsacrazione e conversione della Russia alla Chiesa Cattolica.

Ma si vede che solo un orrido crak dei poteri mondialisti potrà riportare le genti alla ragione.

Ormai la grande alienazione dell’Autorità divina della Chiesa è stata consumata. Il suo vuoto è patente nella realtà del mondo, come lo è nella visione della terza parte del Segreto di Fatima. Ma chi ormai vuole intendere quello che era più chiaro già nel 1960? Da allora il verme modernista ha corroso le menti e quanto trovò di pio e di santo, lasciando solo le apparenze della religiosità di sempre; l’esito inevitabile per un mondo alieno alla Vertà e immerso nell’inganno.