Risultati immagini per Madonna AddolorataL’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

·       “Padre, la Madonna è molto triste perché non si è fatto caso al suo Messaggio del 1917. Né i buoni né i cattivi vi hanno fatto attenzione. I buoni vanno per la loro strada senza preoccuparsi con le norme celestiali; i cattivi, seguono nella via larga della perdizione, non tenendo in nessun conto i castighi incombenti.”

Il Messaggio di Fatima portato da Maria Vergine non poteva essere meno che un estremo aiuto divino per evitare grandi mali incombenti in un cruciale momento della storia umana. Ciò è riconoscibile dai suoi termini. Alla luce dalla gravità del suo rifiuto si misura la marea di mali che l’umanità ha conosciuto dal 1917 alla 2ª GG e le sue conseguenze fino alla fine degli anni ’50. In quell’epoca si delineava l’accelerato accumulo di moti distruttivi della vita spirituale e morale dell´essere umano, come creato da Dio. Eppure, il rifiuto del Messaggio, a partire delle cupole clericali, subiva un ulteriore aggravamento.

·       “Mi creda, Padre, il Signore castigherà il mondo molto presto. Il castigo è imminente, verrà presto un castigo  materiale; il Padre può immaginare quante anime andranno all’inferno e ciò perché non si prega e non si fa penitenza. Questa è la causa della tristezza della Madonna.

Padre Fuentes portò la relazione scritta dell’Intervista del 27 dicembre 1957 a Suor Lucia, prima al Vescovo di Leiria e poi al suo Arcivescovo in Messico per essere approvata. In Messico, il Sacerdote, in una conferenza il 22 maggio 1958 ha raccontato la sua intervista con la Veggente di Fatima, che è stata poi pubblicata nella rivista spagnola ‘La Inmaculada’, del gennaio-febbraio 1959. Questo messaggio è stato pubblicato e diffuso nelle versioni inglese e spagnola, con la garanzia di autenticità e l’approvazione episcopale. In seguito, però, erano i tempi di G 23, nemico delle profezie di sciagure, che avrebbe allora censurato il Segreto. Il quel tempo partì da qualche parte una carognesca intimazione affinché la Veggente di Fatina smentisse «l’Intervista» che sarebbe “servita al sensazionalismo, suscitando allarme sui gravi eventi più chiari nel 1960.

Si noti; l’evidente probabilità che l’intimazione venisse dal Vaticano è che fu indirizzata al vescovo di Coimbra, dove era il Convento di Lucia, non al vescovo di Leiria-Fatima, responsabile del Messaggio. Vescovo Venancio, son solo l’aveva approvato, ma, nel 1959, aveva scritto a tutti i vescovi del mondo per preparare l’apertura del Segreto; proprio quello che l’anticristo in Vaticano avrebbe fatto subdolamente censurare,

A Coimbra l’intervenuto avvenne con una dichiarazione ufficiale che condannava la “campagna di profezie che scatenano una tempesta di ridicolo”, Ad essa si aggiungeva la smentita pubblica di suor Lucia, dichiarando ignorare la minaccia di castighi falsamente a lei attribuiti. E a Padre Fuentes venne tolto il suo incarico  di  vice postulatore  della  causa  di  beatificazione  di  Giacinta e Francisco.

Padre Alonso, che è stato il principale esperto designato sugli eventi di Fatima, la cui opera in venti volumi, pure è censurata nella sua pubblicazione postuma dal Santuario di Fatima, giustamente nota nel suo libro ‘Segredo de Fátima, fatos e lenda’: “Ciò che padre Fuentes dice nel testo originale della sua conferenza in Messico corrisponde, senza dubbio, a un sunto di quanto ha sentito nel corso delle sue visite a suor Lucia, poiché, se nel rapporto i testi sono stati stilisticamente migliorati con mezzi oratori e altre risorse letterarie, essi non dicono niente che la Veggente non abbia detto nei suoi numerosi scritti resi pubblici. Forse il solo sbaglio sia stato di aver classificato come un messaggio al mondo quanto aveva sentito.

Resta che, in quell’ora cruciale della Storia della Chiesa, dopo la morte di Pio XII e la convocazione del Vaticano 2, non era il solo testo di Padre Fuentes ad essere censurato, ma il 3º Segreto e tanto di Dottrina della Tradizione. Giovanni 23 prese apertamente distanza da ogni ‘profezia di disgrazia’, come dichiarato nel discorso di apertura della seduta conciliare nell’ottobre del 1962. La datazione dettata a Suor Lucia diveniva fondamentale e a qualsiasi cattolico poteva essere più chiaro che quanto avveniva in Vaticano era possibile perché, così come la visione del Terzo Segreto ci fa conoscere oggi, l’ultimo papa cattolico fu tolto di mezzo (2Ts 2, 8).

Il Disegno divino era ed è che si celebri il Sacro Cuore soddisfacendo il mandato di penitenza invocato dalla Passione del Cuore adorabile di Gesù insieme al Cuore Immacolato di Maria. Ciò prevede la partecipazione dei fedeli nella Sua “sofferenza divina” per la salvezza della moltitudine di anime. “In realtà, molte sono quelle che cadono nell’inferno perché non ci sono abbastanza preghiere e sacrifici perché si ricordi la santa Passione, quella che sola può condurci al vero amore che sbarazza le anime dal loro peso carnale e illumina in alto il loro destino eterno.

Fatima è la chiamata estrema a questa coscienza in vista della salvezza nella vera Fede, Speranza e Carità; virtù derivate dall’amore alla Verità, che solo può renderci liberi per meritarci lo sguardo benedicente del Creatore: ragione stessa della nostra esistenza.
L’appello di Fatima è quindi evangelico e universale; quello sempre più dimenticato nel mondo; quello che chiama i figli della Chiesa e tutta la società umana in pericolo, alla conversione. E quanto non si fa, consapevoli della sua grave necessità, potremmo dover farlo troppo tardi, mentre già suona l’ora della punizione che sarà su tutti nella terribile ora della resa dei conti, ma sempre per aiutare molti a salvarsi. Come si può predicare sinceramente contro il disordine nella famiglia e nella società, contro l’estromissione di Gesù Cristo nelle amministrazioni di giustizia e di governo, dove si decide sulla guerra o la pace delle nazioni, delle famiglie, delle scuole, delle università, se si fa prevale in tutto un diritto, un’economia, un falso «amore» di patria e del prossimo, tutto senza Dio? Come combattere l’aborto e tutto ciò che attenta all’ordine naturale senza la verità del Regno universale di Gesù Cristo?

Nel «nuovo ordine mondiale», aspirato dai conciliari, questa lotta è diventata quasi impossibile. L’assenza del vero Papa cattolico a Roma è quello che va testimoniato a tempo e contro tempo, anche dai tetti; è parte della nostra attuale penitenza nella carità di fronte agli effetti nefasti del Vaticano 2 e degli imbrogli diabolici dei loro profeti.
Come si può aspirare al Regno di Dio, cioè, a ciò che è celeste, senza rinunciare ad ogni altro regno terreno, corruttore e modernista? Questi oggi vanno oltre il comunismo e dominano in modo surrettizio nel mondo in cui la barriera al grande apostasia, messa da Cristo nel Papato, fu demolita dalla liberalità «religiosa» del maledetto Vaticano 2.

La «fortezza» della Fede cattolica è il Santo Sacrificio della Messa

«L’abominio della desolazione» degli ultimi tempi, predetto dal Profeta Daniele, si manifesta in modo tremendamente subdolo riguardo a quanto è più centrale e essenziale per la Fede: il Santo Sacrificio di Nostro Signore. Quei pochi che lo sanno non possono tacere; il crollo, così come la possibile restaurazione della Religione cattolica nel mondo, può solo accadere riguardo al Sacrificio divino. È certezza della nostra Fede che non cambia; è la Fede in Gesù Cristo Redentore, heri hodie et semper.

In cosa consiste tale subdola abominazione riguardante il Santo Sacrificio del Signore? Si tratta dell’alienazione della centralità del Culto divino a favore di un culto umano; la nova centralità posta nel culto dell’uomo, arbitro della propria religione; ecco la libertà religiosa secondo la «dignitatis humanae». E la base di ciò è oggi il culto dei pastori idoli, perfino canonizzati per aver esibito la perfida umiltà d’innovatori che operarono la vasta apertura e «aggiornamento» della Chiesa di Dio al mondo, decidendo che questa dovrebbe onorarli proprio nel Sacrificio della Messa, magari celebrando «una cum» della nuova messa da loro rimaneggiata!

Si dica allora, una volta per tutte, che si può e si deve riconosce la vera natura del culto della santa Messa dai suoi frutti. Quelli del Santo Sacrificio della Messa tradizionale sono frutti di santità per la contenzione divina di disgrazie terrene e terrori umani.

E ciò per venti secoli di umane follie. Quelli della nuova messa di Paolo 6º, intenta a rimaneggiare in senso umano, protestante ed ecumenista la sacralità della Chiesa di Dio, ha solo frutti, a breve e a lungo termine, di squallore e di apostasia. E l’albero si giudica dai frutti che produce, non casualmente, ma regolarmente.

Oggi vecchi conventi, a causa della macroscopica mancanza di vocazioni, sono adibiti ad altro uso. A Milano vi è addirittura uno che serve a evocare i nuovi tempi col suo nome: «Abbadesse Folie». Migliaia di religiosi, ogni anno, abbandonano l’abito.

Tale prova per il NOM ha ormai superate due generazioni di effetti nefasti per la Fede, volendo ignorare che la Santa Messa Cattolica si è confermata benedetta da Dio con i suoi fecondi e perenni frutti di salvezza, attraverso i Sacramenti di conversioni e tante conversioni. Era, quindi, certamente la Messa voluta e benedetta da Dio. Benedetti, quindi, quanti si son levati contro in NOM per le ragioni cattoliche, che includono il vaglio dell’autorità degli autori che l’anno promosso s’accordo con protestanti ed ebrei.

Che cosa ha prodotto la messa conciliare se non frutti d’indifferenza, dubbi, ribellioni e profanazioni, e infine, la grande apostasia di un’altra chiesa aliena al Sacrificio dei Sacri Cuori? Potrebbe tale scempio essere benedetto da Dio? Più ancora, potrebbero i suoi autori e promotori rappresentare l’Autorità di Dio nella Chiesa di Gesù Cristo? Solo se Lui, il Salvatore, non ne fosse più il vero Capo e non volesse più la salvezza degli uomini; falsità questa che è ancora riprova della falsità di una chiesa conciliare capace di voler impiantare nel Cuore della Chiesa di Dio le idee moderniste sui «bisogni» del mondo, senza tener conto del volere e delle benedizione divine al solo Culto approvato da Dio.

Chi legge il Levitico può rimanere sorpreso dei particolari stabiliti per il Culto antico. Per noi oggi vuol solo significare Chi stabilisce tutto nel Culto della Chiesa di Dio. RiconoscerLo, ecco la preoccupazione cristiana dei figli di santa Madre Chiesa.

Qui a Fatima è allestita una Cappella per la Santa Messa di sempre, annunciata come rifugio per i Sacerdoti che volessero celebrare nel villaggio scelto dalla Madonna il Santo Sacrificio nello stesso Rito del tempo delle apparizioni. Di queste si comoscono i doni di santità e salvezza, riconosciuti da tutta la Chiesa quale segno del sicuro beneplacito divino. Quale peggior intenzione di quella di voler sovrapporre a questo dono inestimabile un «aggiornamento» clericale? Ebbene, ciò hanno fatto i conciliari con il rito, sacramenti e vocazioni, di modo as accordarsi al mondo che, attraverso questi giuda, pensa di poter abbattere l’Opera nata dal Divino Cuore di Gesù Cristo.

Ma il Signore fa sapere alla nostra generazione che, così come al Suo Sacrificio in Croce – alla nascita della Chiesa – vi era la Madre che condivideva in suo straziante dolore, ora vuole che al Culto del Suo Cuore Divino sia associato il Culto al Cuore Immacolato di Maria, definita Madre di Misericordia e Mediatrice d’ogni Grazia!

Suor Lucia, la veggente di Fatima, conferma queste parole di spiegazione di Nostro Signore sulla richiesta di consacrazione per la conversione della Russia, che ha bisogno della presenza di un Papa cattolico che la comandi a tutti i vescovi del mondo:

·       “Perché voglio che tutta la Mia Chiesa riconosca questa consacrazione come il trionfo del Cuore Immacolato di Maria e così estendere il Suo culto e porre a fianco della devozione al Mio Cuore Divino, la devozione a quel Cuore Immacolato.” (Documentos de Fátima, P. Antonio Maria Martins, S. J., Porto, 1976, p. 415 (in tre lingue, con approvazione ecclesiastica).

Così sappiamo che nel ricorso ai Sacri Cuori è la vera forza per la salvezza, anche della Russia e, attraverso la sua conversione alla vera Chiesa in questo mondo scellerato! Ai cattolici spetta, però, la costante supplica al Signore affinché susciti il ritorno del Papa cattolico, fedele esecutore dei disegni divini per il nostro tempo.