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L’ANALISI

di Matteo Castagna

La Polonia della grande devozione popolare mariana ha nuovamente dato una lezione al resto del mondo, in particolare a quell’Europa secolarizzata, atea e liberale che rigetta la Regalità Sociale di Nostro Signore Gesù Cristo e non si piega a nessuna evidenza soprannaturale, facendo finta di non vedere i segni dei tempi, attraverso “armi di distrazione di massa”. Ci uniamo a quella santa devozione popolare, nel nostro piccolo, con la preghiera del S. Rosario, l’astinenza ed il digiuno (a pane e acqua) per penitenza verso i nostri peccati e quelli contro Dio, per chiedere la Grazia di un Papa, che manca dal 1958, ovvero dalla morte di Pio XII.

Oggi, nell’anno del centenario delle apparizioni della Madonna di Fatima, in particolare nell’anniversario del miracolo del sole, il cattolico può dare un segno visibile della sua Fede, minata da ogni parte.

Il 13 Ottobre del 1917 la Santa Vergine disse ai tre pastorelli:«Bisogna che tutti si convertano, che domandino perdono dei loro peccati e che non offendano più Nostro Signore che è troppo offeso»Subito dopo, davanti a circa 70.000 persone raccolte alla “Cava de Ira” in Portogallo, il sole cominciò a roteare, a cambiare di colore, a danzare nel cielo e poi ad avvicinarsi alla Terra come se stesse per precipitarvi. Questo fenomeno, che nessun osservatorio astronomico ha registrato, e perciò non naturale, è stato costatato da persone di tutte le categorie e classi sociali, credenti e miscredenti, giornalisti dei principali giornali portoghesi, e ancora da individui distanti parecchi chilometri dal luogo dove avveniva; il che sfata ogni spiegazione di illusione collettiva.

Quanto è successo nella Chiesa Cattolica dopo Pio XII evoca il grande inganno visto dal Profeta Geremia: “Cose spaventose e strane sono successe in terra: i profeti profetavano menzogne e i sacerdoti li applaudivano con le loro mani; e il mio popolo ha amato queste cose. Che castigo verrà dopo tutto questo? (Gr 5, 30-31).

L’attuale degrado sociale e la scristianizzazione fanno da contraltare a quanto richiesto dalla Madonna a Fatima. I grandi segni non si riferiscono a episodi isolati o a fatti locali, ma a situazioni gravi e universali, dove convergono valanghe di eresie, di errori sociali, di ideologie politiche perverse (social-comunismo e liberalismo, prodotti della Massoneria) che, basati sulla superbia e sulla concupiscenza umana, hanno per unico antidoto la Legge divinamente rivelata, e perciò l’autorità divina. Tale lotta dei nostri tempi è preannunciata nel Messaggio di Fatima; ma poiché il Messaggio fu tenuto segreto per quarant’anni in Vaticano, per poi subire un’oscura manipolazione, solo ora possiamo riconoscere quale città, tempo e bersaglio finale esso indicava.

Si può dire che l’unica interpretazione possibile della visione del Terzo Segreto di Fatima, ossia del Papa cattolico che col suo seguito fedele viene tolto di mezzo, ha tre precisi riscontri storici: la città è Roma, capitale della Cristianità (meta, proprio quest’anno e per questo motivo del Pellegrinaggio natalizio di “Christus Rex”), il tempo è il periodo intorno al 1960 e il bersaglio è il Papato.

La cosiddetta “Chiesa conciliare”, edificata sulle distorsioni moderniste del Magistero della Chiesa, operate dai chierici come Roncalli e Montini, pretende di conciliare l’inconciliabile nell’abbraccio col mondo, coniugando il cristianesimo con i principi della Rivoluzione francese e del comunismo. Saranno, poi, chierici come Wojtyla e Ratzinger a spingere tale inconciliabilità all’abbraccio col liberalismo, con l’ateismo e, per conseguenza diretta, con il protestantesimo. Bergoglio, in piena e rozza continuità coi predecessori sul piano dottrinale modernista e sul piano politico liberal-comunista, pare dare il colpo di grazia, nell’abbraccio mortale della conciliazione ufficiale con l’immoralità.

Ecco preti e religiosi “aggiornati” ripudiare la secolare dottrina della Chiesa, per predicare, in luogo del Vangelo di Cristo, “il nuovo presunto Vangelo che il comunismo bolscevico ed ateo annunzia all’umanità quasi messaggio salutare” (Pio XI, Divini Redemptoris); in luogo della Redenzione di Cristo, la “redenzione falsa” di Marx (ibid.), in luogo della speranza soprannaturale cristiana, le “fallaci promesse” di un “Paradiso, che è di questa terra” (ibid.); in luogo della giustizia e della fratellanza cristiana, “uno pseudo-ideale di giustizia, di uguaglianza e di fratellanza” (ibid.), che in realtà è arido egualitarismo e collettivismo; in luogo della carità cristiana, un buonismo sciocco e molto interessato a Mammona; in luogo della predicazione della Verità, che è solo Cristo (Via, Verità e Vita e pietra angolare) il relativismo ecumenico, per la gioia di ogni Loggia e ogni nemico di Gesù, della Sua Santissima Madre, dei Santi, della Tradizione, della Chiesa Cattolica, mater et magistra.

I nuovi “salvatori” clericali sostengono di voler combattere l’errore appropriandosene, anziché opponendogli la verità. Il “tradimento metafisico” legalizzato al Concilio Vaticano II fu il tradimento del clero. E questo non va mai dimenticato. La crisi nella Chiesa è la crisi del clero. Non viene mai detto abbastanza e a sufficienza, così la portata di essa non viene compresa fino in fondo e si fa più fatica a comprendere quanto il nemico sia abile a costruire anche delle “false opposizioni”, per sedurre i buoni. Dai loro frutti le riconoscerete! Sebbene, prevenire sia sempre meglio che curare… Ai Suoi fedeli, non a caso, Dio chiede di essere “scaltri come i serpenti” e non pecoroni storditi ed accomodati nella menzogna o nell’ipocrisia clericalista.

I Papi, per la loro missione di testimoniare Gesù Cristo e di convertire anime e nazioni alla Fede, hanno sempre rivendicato la libertà della Chiesa. A ciò è ordinata la diplomazia vaticana, i cui prelati devono accettare il martirio piuttosto che fare compromessi in nome di una generica libertà religiosa. Erano ben consapevoli di ciò Papa Pacelli e prelati come Slipyj e Mindszenty che, proprio perché intransigenti su tal punto, sono stati rimossi da Montini.

Il 31 ottobre 1942 Pio XII, in ossequio alla richiesta della Vergine di Fatima (ma senza la partecipazione dei vescovi), consacrava il mondo al Cuore Immacolato di Maria, col radiomessaggio Benedicite Deum caeli: “Regina della Pace, pregate per noi e date al mondo in guerra la pace, che i popoli sospirano: la pace della verità, nella giustizia, nella carità di Cristo. Dategli la pace delle armi e la pace delle anime, affinché nella tranquillità dell’ordine si dilati il Regno di Dio”. Purtroppo venne lasciato solo da un Vaticano che continuava la politica diplomatica con le grandi potenze e le modalità richieste dalla Santa Vergine Maria non trovarono il riscontro richiesto. Morto Papa Pacelli, l’intransigenza dottrinale e la vera carità con la vera missione evangelizzatrice per la “Pax Christi in Regno Christi” sono state sostituite dal continuo, odioso, inutile e melenso mantra del dialogo, che, infatti ha peggiorato ogni situazione, ponendo Verità ed errore sullo stesso piano, così da annullare l’errore, incistandolo nella Verità. E’ così che, oggi, nel mondo abbiamo un piccolo gregge di chierici e laici integralmente Cattolici, rimasti quindi fedeli, che rappresenta la Chiesa Cattolica nella sua dimensione visibile e una nuova Chiesa, con la sua nuova religione legittimata al Concilio Vaticano II, che occupa i Sacri Palazzi, fino al Soglio che fu di San Pietro.

Leggere cosa dica la Madonna anche a La Salètte, altro argomento di cui si parla poco, forse perché la Santa Vergine è particolarmente dura col clero, è, invece, cosa salutare in questi tempi di rovine e di decadenza. Preghiamo, dunque, tutti i giorni, in particolare oggi, per avere la Grazia del ritorno del Papa, affinché Dio possa, attraverso la mediazione della Madonna di Fatima, riportare l’ Ordine, scacciando gli impostori. Per il bene delle anime, per il bene dell’umanità.