Risultati immagini per identitàQUINTA COLONNA

di Longino*

Una farsa! Così l’hanno definito in molti il referendum che si è svolto domenica 22 ottobre in Veneto e Lombardia.
E’ proprio così? Da che cosa nasce questo livore nei confronti di un’iniziativa condivisa da milioni di persone che l’hanno fatta vivere? Si può affermare che si è assistito ad una semplice prova di propaganda elettorale o le motivazioni sostanziali erano vere? Che male ci sarebbe, poi, a fare
propaganda, se questa – guarda caso – coincide con un sentimento di popolo?
I dati relativi alla partecipazione e all’espressione del voto sono esplicativi e univoci in questa direzione. In Lombardia, l’affluenza è stata pari al 40% degli aventi diritto (un dato largamente superiore alle più rosee previsioni), che si sono espressi per il sì con una percentuale del 95%. In Veneto, ha votato – ed il risultato è clamoroso – la maggioranza assoluta degli aventi diritto (oltre il 60%, con una percentuale a favore superiore al 98%).

Una sola cosa è vera, quindi: milioni di italiani hanno conferito un mandato pienamente politico ai promotori del referendum perché agiscano nell’immediato per ottenere l’autonomia. Di qui non si scappa. Si tratta di un grande consenso di popolo e in tempi nei quali ci sono stati, negli ultimi sei anni, Governi nominati da elités privi del consenso popolare, già questo è un dato di formidabile portata. Chapeau!
Sarebbe, però, fuorviante e pretestuoso affermare – come molti fanno – che si è costituito un partito dell’autonomia. Lasciamo cavalcare al Governatore della Puglia, Michele Emiliano, il successo del referendum e la questione dell’autonomia, anche con sponde inaspettate che gli tengono il gioco nei salotti buoni dei talk-show televisivi. Lui non lo fa per convinzione, ma per rimarcare la sua personale autonomia dal gruppo di potere renziano in vista delle elezioni politiche del 2018, rispetto alle quali pretenderà una congrua presenza del suo gruppo in Parlamento. Vedremo in
Sicilia, a breve, che fine farà il Partito Democratico e le giravolte che ci saranno. Le convinzioni, invece, appartengono a quei milioni di italiani che hanno detto semplicemente sì ad un’idea. Non è poco, se consideriamo il can-can del politicamente corretto che si è espresso contro e il coraggio
che ci vuole – al giorno d’oggi – anche solo a pensarle, le idee, a causa del conformismo e dell’insulsa tiepidezza che inquinano le coscienze.
C’è un altro elemento, poi, che è bene sottolineare, perché forse più inquieta coloro che negano fraudolentemente la disastrosa realtà in cui vive il nostro Paese: è politica, nel senso più nobile e del tutto legittima, l’aspirazione di un popolo o di una sua rilevante parte, a far valere i propri interessi e
a mettere in chiaro la verità. La mistificazione con la quale, per molti decenni – si può dire, senza tema di smentita, dall’inizio della storia repubblicana – si è addossata alle popolazioni del Nord la situazione totalmente inquinata in cui versa il Sud, è stata vergognosa. Si deve smascherare la copertura che uno Stato fellone e colabrodo fornisce da sempre alle classi dirigenti meridionali, fameliche nell’incassare risorse che sprecano e incapaci di assumersi qualsivoglia responsabilità.
Non c’è tanto da tergiversare da questo punto di vista e bene fa il Governatore del Veneto, Luca Zaia, a parlar chiaro e ad avviare una trattativa seria e concreta. Il resto sono chiacchiere. Così come dovrebbe venire chiara alla luce – e i tempi sono maturi – una questione decisiva che rimane sullo sfondo del referendum: la verità storica di come e perché è stata realizzata e si è dichiarata l’unità di questo Paese. Ma questo è un tema che richiede un altro spazio di riflessione.
Lo faremo di certo.
*Come promesso, iniziano a collaborare, in esclusiva per Agerecontra.it delle penne prestigiose del giornalismo e del cattolicesimo italiano. Il primo è “Longino”, pseudonimo di chi, come il soldato che trafisse il cuore di Gesù crocifisso e, dopo averlo perseguitato per anni, si convertì, trova delle similitudini con la storia di questo militare romano…