0208m11aScritto e segnalato da Carlo Maria Di Pietro

Negli ambienti di “tradizionalismo” e di “resistenza” al Vaticano II, molti sostengono che i Pontefici, negli ultimi 70 anni, si sarebbero avvalsi dell’infallibilità promessa da Cristo solo all’atto della proclamazione del Dogma dell’Assunzione della Vergine Maria in anima e corpo (1° novembre 1950, MUNIFICENTISSIMUS DEUS, Papa Pio XII). Dunque solamente una volta in 70 anni. Alcuni ammettono altre eccezioni, ossia «ogni qual volta i Pontefici hanno confermato una dottrina già infallibilmente definita». E quando hanno preteso di definire un qualcosa di diverso? Non si può negare che abbiano definito, tuttavia non si può ammettere che sia stata loro garantita l’infallibilità, poiché hanno definito il falso, ossia qualcosa che la Chiesa aveva già condannato. Cosa c’è di vero dietro queste affermazioni? Subito denuncio la falsità della prima proposizione. Ossia NON è vero che i Pontefici, negli ultimi 70 anni, si sono avvalsi dell’infallibilità promessa da Cristo solo all’atto della proclamazione del Dogma dell’Assunzione.

Analizziamo brevemente la questione. «Per fede divina e cattolica deve essere creduto tutto ciò che è contenuto nella Parola di Dio scritta o tramandata per tradizione, e che la Chiesa, sia con solenne Sentenza sia col Magistero ordinario e universale, ci propone a credere come rivelato da Dio». Il dogma è, pertanto, una dottrina oppure un’affermazione che esprime un Giudizio comunicato agli altri mediante l’insegnamento dalla Cattedra. La Chiesa, ad esempio di Gesù, propone a credere qualche verità ai discepoli, verità proposta per mezzo di un Giudizio. Distinguiamo subito l’oggetto materiale (ciò di cui si tratta) e quello formale (Decisione ufficiale della legittima Autorità). Il Giudizio della legittima Autorità è necessario al nostro intelletto per conoscere certamente, per esempio, che la Vergine Maria è Assunta in anima e corpo. Il dogma è una dottrina che riguarda (ovvero che regola) la fede ed i costumi: sono verità che regolano la nostra condotta verso Dio e per la salvezza eterna. Quindi il dogma è «una dottrina che dalla Chiesa è definita come contenuta nella divina Rivelazione e come tale proposta alla nostra fede». Il dogma può essere espresso con Magistero solenne, straordinario, oppure ordinario ed universale (organi del Magistero ecclesiastico in cui la Chiesa impegna la sua suprema Autorità dottrinale, dunque è SEMPRE – NON TRANSITORIAMENTE – infallibilmente assistita). Ciò detto è di diritto divino, dice il Signore: «Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi TUTTI I GIORNI, fino alla fine del mondo» (S. Matteo, XXVIII, 18-20). La Definizione deve essere espressa nel modo che dia assoluta certezza, poiché la Legge non ammette dubbio. Per dottrina definita riteniamo ciò che è direttamente contenuto nella Definizione (definiamo che …, stabiliamo che …, fissiamo che …, e sinonimi). Ossia la Chiesa rende espliciti i limiti od i confini di qualcosa. Quindi, dall’analisi logica di un Pronunciamento, dobbiamo subito individuare l’argomento principale (o gli argomenti principali), i secondari, i fatti, eccetera (esempio: argomento filosofico, dottrinale, storico, esplicitamente rivelato, etc). La Definizione, inoltre, deve essere interpretabile in senso stretto, ossia deve significare ciò che dice (dunque è falsa quella corrente pseudo-teologica che pretende di «interpretare il Magistero alla luce della tradizione, o piuttosto della modernità»). La Definizione dell’Autorità si interpreta per se stessa, poiché significa ciò che dice. L’Autorità docente, difatti, definisce una verità contenuta nelle parole stesse della Definizione. Adesso leggiamo la definizione dell’infallibilità: «(…) Definiamo esser domma da Dio rivelato che il Romano Pontefice, quando parla ex cathedra: cioè in funzione di Pastore e Dottore di tutti i cristiani, definisce, per la suprema sua Autorità apostolica, una dottrina in materia di fede e di costumi da tenersi da tutta la Chiesa, in virtù dell’assistenza divina a lui promessa nel beato Pietro, gode di quell’infallibilità di cui il divin Redentore volle che la sua Chiesa fosse dotata nel definire la dottrina riguardante la fede e i costumi; e perciò le definizioni del medesimo Romano Pontefice sono irreformabili per se stesse e non per consenso della Chiesa». Quindi l’oggetto dell’infallibilità del Pontefice è lo stesso oggetto dell’infallibilità della Chiesa. Oggetto primario, ma anche quelle che i teologi chiamano «verità connesse»: «Le quali, benché non si trovino formalmente nella Rivelazione, sono con questa così strettamente congiunte che vi si possono dire virtualmente contenute: un errore intorno a ciò metterebbe in pericolo la stessa fede» (cf. Sisto Cartechini, Dall’Opinione al Domma; anche Enciclopedia Cattolica, v. Infallibilità). Deve essere manifesta la volontà di definire con i mezzi umani adeguati, ossia quei mezzi autentici che la Chiesa usa per comunicare con l’universalità dei battezzati. Questa universalità non viene affatto meno, né dipende, dalle attenzioni dei suddetti verso tale Pronunciamento. Per esempio: un mondo più interessato alla moda che alla dottrina di Dio non rende, a causa di tale distrazione, meno universale, o non universale, una Dichiarazione che è intrinsecamente tale. Dunque: «Non è infallibile un Documento pontificio se non consta che il sommo Pontefice parli a tutta la Chiesa» (principio di unità della fede cristiana). Per esempio: Papa Onorio scrisse privatamente a Sergio, dunque la sua lettera divenne un problema solamente quando fu pubblicamente abusata dagli infami nemici di Dio. Quella lettera non aveva alcuna prerogativa di infallibilità. Pertanto, per essere certi circa la prerogativa dell’infallibilità, è necessario che: 1) parli alla Chiesa universale; 2) usi tutta la sua suprema Autorità apostolica; 3) intenda definire; 4) tratti di una cosa riguardante la fede e la morale (che sono alla base di ogni altro argomento delle nostre attenzioni). Faccio alcuni esempi. Diuturnum Illud è infallibile laddove definisce l’origine divina della potestà civile. Munificentissimus Deus è infallibile laddove insegna l’Assunzione. Arcanum Divinae laddove insegna la divina istituzione del Sacramento del matrimonio. Providentissimus Deus laddove insegna l’ispirazione e l’inerranza della Scrittura. Immortale Dei laddove insegna che l’indipendenza della Chiesa, dalle legittime Autorità civili, è di Diritto divino. Il Giuramento antimodernista è infallibile laddove espone la dottrina insegnata come rivelata, ma anche le verità certissime non ancora rivelate esplicitamente, in quanto negandole si commetterebbe già peccato mortale (e questo è un fatto: il fatto dogmatico: pur non essendo contenuto espressamente nella Rivelazione, assume un carattere di necessità dal rapporto col Dogma, in quanto ne costituisce o una premessa pratica o una componente teorica). Il carisma di infallibilità è utilissimo, per esser breve, soprattutto a non far commettere peccato mortale: dunque a perseguire il bene di Dio e della Chiesa. ciò è oggettivo ed insindacabile. Le verità dottrinali e morali contenute nella Liturgia della Chiesa universale sono verità di fede e cattolica addirittura prima di una qualsiasi definizione, difatti sono esse stesse “definizione”. In che senso? La liturgia non crea i dogmi – il contrario lo sostenevano i modernisti – tuttavia riflette la fede della Chiesa: che non può essere sbagliata o falsa fede, o falso culto. Ecco perché la Chiesa è infallibilmente assistita nella promulgazione, ossia nella imposizione, della Liturgia universale. Lo stesso dicasi delle verità rivelate contenute nell’approvazione solenne degli Ordini religiosi (approvazione del Papa e per tutta la Chiesa). Sono, per se stesse, vie di santificazione certe, in quanto la Chiesa così ha infallibilmente Stabilito. Come potrebbero essere non infallibili? Dio non permette una tale Approvazione – poiché sarebbe un inganno – per vie della dannazione. Anche questo principio è di Diritto divino, poiché il solo demonio è «padre della menzogna». La Chiesa usa l’infallibilità anche nello stabilire le Leggi universali, in quanto non può stabilire Leggi la cui osservanza sia peccato mortale (ciò sarebbe contrario alla sua missione ed alla sua istituzione divina). La Chiesa, difatti, non può definire vizio ciò che è onesto, o viceversa. Non può approvare come verità ciò che è contrario al Vangelo (oppure alla ragione): «Perciò ogniqualvolta il Codice di Diritto Canonico propone qualche dottrina riguardante la fede e la morale come fondamento delle sue Prescrizioni, questa dottrina va ritenuta come insegnata infallibilmente dal Magistero ordinario» (Ivi.). Quanto detto è di Diritto divino: «Guai a coloro che chiamano bene il male e male il bene, che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre, che cambiano l’amaro in dolce e il dolce in amaro». Infallibilmente assistita è la Chiesa anche nell’Approvazione (anche se tacita) della dottrina di alcuni Padri, Dottori ed Eruditi. Come è infallibile all’atto della solenne Proclamazione di santità di un defunto, da utilizzare siccome ausilio ulteriore – esempio insigne – per la santificazione delle anime. I Pontefici possono ex cathedra non solo definire verità di fede ma anche Condannare proposizioni (Potere clavigero – cf. S. Matteo XVI,19), non già necessariamente come eretiche, ma anche solamente come false o come scandalose, e questo è il caso delle tante proposizioni infallibilmente condannate da Papa Pio VI con l’Auctorem Fidei. La locuzione ex cathedra non sempre equivale alla proclamazione di Dogma di fede, tuttavia il Pontefice, come è stato appena dimostrato, possiede sempre l’infallibilità (cf. S. Luca XXII,32). Per esempio: Papa Leone XIII (Apostolicae Curae) nella condanna delle false ordinazioni anglicane era infallibile.Ha definito un Dogma? No, niente affatto. Tuttavia ha emanato una Condanna insindacabile poiché infallibile. Infallibile poiché viene dalla Tradizione? No, niente affatto. Infallibile poiché viene dalla Cattedra del Maestro e Vicario di Cristo, che, se è veramente tale (e non solo in potenza od in apparenza), essendo infallibilmente assistito NON DEVIA MAI (questo è l’aspetto soprannaturale del Papato). La Chiesa condannando le cinque proposizioni di Giansenio era infallibile, eppure non stava definendo alcun Dogma. Così nella canonizzazione dei Santi: vie ed esempi sicuri di salvezza, il cui culto è CERTAMENTE gradito a Dio. Si tratta di giudizi su verità connesse con la Rivelazione. Così come è infallibile nell’anathema sit trattando di uno o tutti i succitati argomenti. Anathema sit che può esserci o può non esserci, difatti non è mai stata l’espressione «anathema sit» la conditio sine qua non di infallibilità.

In conclusione: la proposizione «i Pontefici, negli ultimi 70 anni, si sono avvalsi dell’infallibilità promessa da Cristo solo all’atto della proclamazione del Dogma dell’Assunzione» è CERTAMENTE falsa. La proprosizione «ogni qual volta i Pontefici hanno confermato una dottrina già infallibilmente definita» è vera per se stessa, tuttavia è ingannatrice, ed assume un significato falso, sulla bocca di coloro i quali negano quanto su esplicitato.

Video: https://www.youtube.com/watch?v=dObtwRkTTIg