Archivio per dicembre 2017

31/12/2017: Te Deum e un bilancio di fine anno per il blog di Marco Milioni

di Redazione

Stasera ringraziamo Dio per tutte le innumerevoli Grazie che ci ha donato nel corso dell’anno, chiedendo perdono dei nostri peccati:

Te Deum laudámus: * te Dóminum confitémur. 
Te ætérnum Patrem, * omnis terra venerátur. 

Tibi omnes ángeli, * 

tibi cæli et univérsæ potestátes: 

tibi chérubim et séraphim * 

incessábili voce proclamant: 


Sanctus, * Sanctus, * Sanctus * 

Dóminus Deus Sábaoth. 

Pleni sunt cæli et terra * maiestátis glóriæ tuae. 

Te gloriósus * Apostolórum chorus, 

te prophetárum * laudábilis númerus, 

te mártyrum candidátus * laudat exércitus. 

Te per orbem terrárum * 

sancta confitétur Ecclésia, 

Patrem * imménsæ maiestátis; 

venerándum tuum verum * et únicum Fílium; 

Sanctum quoque * Paráclitum Spíritum. 


Tu rex glóriæ, * Christe.
 

Tu Patris * sempitérnus es Filius. 

Tu, ad liberándum susceptúrus hóminem, * 

non horruísti Virginis úterum. 

Tu, devícto mortis acúleo, * 

aperuísti credéntibus regna cælórum. 

Tu ad déxteram Dei sedes, * in glória Patris. 

Iudex créderis * esse ventúrus. 

Te ergo, quæsumus, tuis fámulis súbveni, * 

quos pretióso sánguine redemísti. 

ætérna fac cum sanctis tuis * in glória numerári. 


Salvum fac pópulum tuum, Dómine, * 

et bénedic hereditáti tuæ. 

Et rege eos, * et extólle illos usque in ætérnum. 

Per síngulos dies * benedícimus te; 

et laudámus nomen tuum in sæculum, * 

et in sæculum sæculi. 

Dignáre, Dómine, die isto * 

sine peccáto nos custodíre. 

Miserére nostri, Dómine, * miserére nostri. 

Fiat misericórdia tua, Dómine, super nos, * 

quemádmodum sperávimus in te. 

In te, Dómine, sperávi: * 

non confúndar in ætérnum.

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L’ossessione del Cavaliere e un patto da firmare, con penale…

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RUBRICA QUINTA COLONNA

di Longino

Mentre il mondo sembra prepararsi alla guerra – vari sono i fronti aperti: la Corea del Nord, le esercitazioni della NATO in corso da mesi sul fronte dell’Est europeo e in particolare in Polonia, quelle dei sottomarini russi nell’atlantico, il riconoscimento USA di Gerusalemme come capitale dello Stato ebraico, che può far esplodere irrimediabilmente il Medio Oriente – e mentre Bergoglio, con il suo discorso nella Santa notte di Natale prende la parola a nome di George Soros e Emma Bonino nella Basilica di San Pietro, paragonando Maria, Giuseppe e il Verbo Incarnato ai migranti, Silvio Berlusconi nel suo programma elettorale propone agevolazioni per chi cura gli animali domestici.

Nulla di strano. Disinteressarsi dei problemi veri e raccattare voti è un aspetto determinante per chi fa politica, specie  in questo caso, considerato che per molti gli animali sono più importanti degli esseri umani. Vittoria Brambilla ringrazia per l’elezione che di certo incasserà. Non osiamo neanche immaginare cosa sarebbe il prossimo Parlamento senza la sua presenza. Prosegui la lettura »

Vaticano senza pace. Soldi, sesso e presepe LGBT

PresepeIl vaticanista de L’Espresso fornisce spunti e notizie interessanti. Per questo pubblichiamo l’articolo che viene segnalato da una nostra collaboratrice. Ovviamente, essendo egli sedeplenista, attribuisce titoli ecclesiastici cattolici a chi appartiene, invece, alla “Chiesa conciliare”. Il lettore lo tenga presente nel corso della lettura.

Segnalazione di T.M.

di Sandro Magister

Natale di burrasca, quest’anno in Vaticano. Proprio mentre papa Francesco, nel suo discorso di auguri alla curia, se la prendeva con quelli che definiva “traditori” e “approfittatori” – già “delicatamente” da lui licenziati i primi e minacciati di licenziamento i secondi –, gli si sono rovesciati addosso nuovi clamorosi autogol. Almeno tre.

Il primo autogol ha per protagonista il cardinale honduregno Óscar Rodríguez Maradiaga, 75 anni, arcivescovo di Tegucigalpa ma molto più famoso all’estero che in patria, tanto prediletto da Francesco che l’ha fatto coordinatore del cosiddetto C9, il consiglio dei nove cardinali che coadiuvano il papa nella riforma della curia e nel governo della Chiesa universale. (di cui questo sito ha dato notizia, essendone stato informato da alcuni colleghi, n.d.r.) Prosegui la lettura »

Gentiloni bis e poi Draghi? Oppure vinca il populismo

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Il premier traccia il bilancio di un anno al governo. Rivendica meriti e risultati: «Pochi annunci e molte decisioni». Mentre il Colle scioglie le Camere, emerge una figura su cui all’inizio pochi avevano puntato. Serio, rassicurante, persino popolare. In caso di stallo tocca di nuovo a lui?

«Non tireremo i remi in barca. L’Italia non si mette in pausa». Rassicurante, competente, serio al limite della noia. Persino popolare. Paolo Gentiloni traccia il bilancio di un anno di governo e un dubbio si insinua insistente. Vuoi vedere che il prossimo premier sarà di nuovo lui? A poche ore dallo scioglimento delle Camere, il presidente del Consiglio incontra i giornalisti a Montecitorio nel tradizionale appuntamento di fine anno. Durante il suo intervento rivendica i risultati ottenuti, infonde ottimismo e parla del futuro del Paese. Il profilo ormai è quello noto: mai una forzatura, mai un tono sopra le righe. Gentiloni evita con cura ogni polemica e dosa ogni parola. L’effetto finale è evidente. Molto dipenderà dal risultato elettorale, ma se a marzo il Paese si troverà in una fase di stallo il premier potrebbe essere ancora protagonista. Se dal voto non dovesse emergere una chiara maggioranza, un esecutivo di larghe intese con la presenza del Pd difficilmente potrebbe prescindere dalla sua figura. Prosegui la lettura »

Pericolo russo nel Baltico? Una bufala per coprire il fallimento politico occidentale

Segnalazione Linkiesta

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Pericolo russo nel Baltico? Una bufala per coprire il fallimento politico occidentale

Il pericolo guerra fredda serve alla Nato a ottenere nuovi finanziamenti. Ma è la politica occidentale nel confronti dell’orso ex sovietico che fa acqua. E fomenta estremismi e populismi. (di Fulvio ScaglioneLEGGI)

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Canada: Natale in cella per l’attivista pro-life Mary Wagner

Segnalazione Corrispondenza Romana

Non c’è tregua neanche a Natale per i promotori della vita. Ed, infatti, ha trascorso il proprio Natale in carcere Mary Wagner, cattolica fervente, arrestata lo scorso 8 dicembre in Canada assieme a Linda Gibbons, un’altra attivista pro-life, accusate entrambe di essersi presentate con delle rose in mano in una clinica e di aver cercato di convincere le donne candidate all’aborto a ripensarci ed a far nascere loro figlio.A Mary Wagner è stato negato persino il rientro in famiglia il giorno di Natale, nonostante avesse assicurato di tornare per il processo. L’udienza è stata fissata per il prossimo 4 gennaio. Prosegui la lettura »

Parla di Gesù, interrotto film sul Natale per le scolaresche

Segnalazione Corrispondenza Romana

E’davvero singolare quanto avvenuto a Langon, nella Gironde, in Francia: lo scorso 13 dicembre alcune insegnanti, animate da uno spirito tutt’altro che natalizio, bensì iperlaicista, hanno infatti letteralmente interrotto la proiezione del film Gli eroi del Natale e riportato i loro 83 scolari in aula, poiché la pellicola, prodotta dalla Sony Pictures, è stata da loro ritenuta troppo “cristiana”.I riferimenti espliciti alla Sacra Famiglia, benché sin troppo disinvoltamente reinterpretata, non sono stati evidentemente graditi ed il solo fatto che vi si parlasse di Gesù, di Giuseppe e di Maria ha urtato la loro sensibilità giacobina, tanto da obbligare il gestore della sala, Emmanuel Raymond, a rimborsare i biglietti agli alunni ed a presentare pubbliche scuse: «Non ho visionato prima il film», si è limitato a commentare l’imbarazzatissimo esercente, vittima della censura di regime. Prosegui la lettura »

A un anno dalla liberazione di Aleppo

Segnalazione del Centro Studi Federici

Si è celebrato in Aleppo, nei giorni precedenti il Natale, l’anniversario di un anno dalla liberazione. Un evento festeggiato con giubilo dagli abitanti, nonostante il rancore di quelli che sono stati espulsi (un esempio qui) e la stizza dei commentatori che virgolettano la parola ‘liberazione’ e preferiscono parlare di ‘caduta’, avendo sperato che Aleppo diventasse la capitale della propagata ‘Siria-Libera’. Ringraziamo il volontario bretone Pierre le Corf che ci racconta con la consueta franchezza, incurante delle ingiurie di cui la stampa filo-ribelli lo ha ricoperto, come stanno le cose nel vissuto di chi è sul posto. Ora pro Siria

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IL SUGGERITORE DI BERGOGLIO SUI MIGRANTI E’ UN BILDERBERG DI GOLDMAN SACHS

IL SUGGERITORE DI BERGOGLIO SUI MIGRANTI E' UN BILDERBERG DI GOLDMAN SACHSdi Maurizio Blondet

Nei suoi discorsi ossessivi a favore dell’immigrazione senza limiti e il suo torvo, iracondo discorso di Natale  a difesa postuma dello Jus Soli, Bergoglio “sembra ispirarsi più a Soros che a Cristo”, ha commentato il filosofo Fusaro,  accusando El  Papa di mettersi sempre più al servizio della “mondializzazione e dello sradicamento capitalistico”.  Come mi ha ricordato un amico lettore, “Francesco” ha un ispiratore – o suggeritore o “gestore” –   più diretto di Soros. Un personaggio cui El Papa  ha dato in febbraio la presidenza della International Catholic Migration Commission,  e  che ha reso consigliere della Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (APSA). Un filantropo umanitario dell’abolizione dei confini che è anche, come dubitarne?, un banchiere  d’affari. Ed è anche molto, molto di più.

S’introduca qui Peter Sutherland,  da almeno 20 anni presidente non (più) esecutivo di Goldman Sachs ma ultra-esecutivo del Bilderberg (sta nello “steering committee, ossia nella direzione che  del Gruppo elabora  l’agenda politica  e i fini da raggiungere); ebreo di madre, sionista, ex presidente  della BP (British Petroleum) e contemporaneamente Rappresentante Speciale dell’ONU per le Migrazioni, tutte cariche che non ha lasciato quando”Francesco” lo ha incoronato presidente della Catholic Migration Commission. Prosegui la lettura »

Il potere decisionale ai giudici: così la legittima difesa diventa un rebus

Da Antonio Monella a Graziano Stacchio, la legge sulla legittima difesa lascia discrezionalità ai giudici. E le sentenze si differenziano

di Giuseppe De Lorenzo

La nuova legge sulla legittima difesa è ancora ferma in Senato. E lì resterà per molti altri mesi, forse per sempre. Le Camere verranno sciolte, arrivano il Capodanno, la campagna elettorale, le urne e tutta l’instabilità politica che ne seguirà.

Difficile immaginare che i leader politici si carichino dell’onere di traghettare in porto una norma così divisiva per come approvata, a maggio, dalla Camera dei Deputati. Prosegui la lettura »