Segnalazione della Newsletter di Veronanews

Cacciato da Salvini, passa da Bossi a Mazzini...Ah, però!
di Matteo Castagna

Ai tempi della Prima Repubblica c’era stile. Nel bene e nel male. Anche nella corsa alla poltrona, che c’è sempre stata, ma non era così volgare, come si dimostra negli ultimi decenni. La disaffezione al voto non è direttamente proporzionale al numero dei partiti, liste civetta e candidati, come abbiamo visto alle ultime elezioni amministrative veronesi. Tutti attaccano il “magna magna” del Sistema, ma quando arriva il momento di cercare un posto a tavola, la corsa è travolgente. Fateci caso. Tutti attaccano i benefit dei politici, ma allo stesso tempo c’è una corsa al benefit, che non ha eguali altrove.

Oggi, i piatti sono meno abbondanti, le porzioni pure, ma “il potere logora chi non ce l’ha”. Ed è lotta all’ultimo sangue per accaparrarsi la fetta di torta sicura. Manca lo stile perché, una volta, litigi e spartizioni si facevano lontani dai riflettori, per poi presentarsi apparentemente uniti al grande pubblico. Nel terzo millennio, scannarsi per un posto alle politiche è divenuto parte integrante dello spettacolo, che coinvolge anche personaggi senza arte né parte, tra scappati di casa e incompetenti di varia natura.  Si ciancia di anti-politica ma poi domina il trasformismo, ovvero quel cambiar di casacca a seconda dell’interesse del momento, che tanto sembra irritare gli italiani e che certamente non ha nulla di nobile.
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