Segnalazione di Corrispondenza Romana

Senza argini e senza frontiere interferenze e pressioni da parte della massoneria nel mondo. Che sa dove, come e quando colpire, come ha dimostrato ancora una volta il senatore ed ex-ministro francese Jean-Luc Mélenchon, neo-giacobino convinto, iperecologista, esponente della Sinistra più spinta ed anticapitalista, ma soprattutto massone, come suo padre e suo nonno. Questa volta ha tratto spunto addirittura dalle esequie del rockettaro Johnny Halliday, per lanciarsi nell’ennesima, feroce aggressione verbale contro il Cristianesimo.

A scatenare il suo odio cristianofobico, è stata la semplice presenza del presidente della Repubblica, Emmanuel Macron, alla cerimonia organizzata per l’estremo saluto portato al cantante: si badi, una cerimonia tenuta nella chiesa intitolata alla Maddalena, ma provocatoria e fuori dagli schemi al punto da non aver nulla della Santa Messa: basti pensare come al sacerdote non abbiano risposto i fedeli, bensì le stridule note rock e blues dei quattro chitarristi del rocker defunto. Ebbene, secondo Mélenchon l’edificio sacro sarebbe un «monumento antirepubblicano» ed il fatto che il Capo dello Stato fosse lì basterebbe per metterne in dubbio la sua «laicità repubblicana». Benché, dall’inizio alla fine della cerimonia, si sia ben guardato anche solo dall’abbozzare un pur timido segno della Croce.

Alquanto difficile e pietoso spacciare Macron per un cattolico, lui che il tagliando elettorale in vista dell’Eliseo lo fece proprio nella gremitissima sede del Grand’Oriente di Francia e che farcì la cerimonia della vittoria alle urne in una sorta di party rituale paramassonico.

Ciò su cui paradossalmente Mélenchon sembra non trovar nulla da ridire è invece proprio questo: che da molte, troppe legislature i membri del governo e delle istituzioni parlamentari debbano, prima del voto, passare dalle logge a dar prova di laicismo, possibilmente anticattolico, per poter avere poi qualche speranza di successo elettorale. Al punto da indurre l’agenzia d’informazione francese Médias-Presse.Info a chiedersi se non sia ora di separare la massoneria dallo Stato.

E proprio a questo proposito v’è da registrare, purtroppo, l’ennesima interferenza delle logge nella politica francese ovvero l’incontro col presidente dell’Assemblea nazionale, François Henri Goullet de Rugy, previsto per il prossimo 14 dicembre presso la sede del Grand’Oriente di Francia, a Parigi. Il parlamentare d’Oltralpe, nonché (ahimé) aristocratico “rosso” parlerà alla presenza del Gran Maestro, Philippe Foussier. Certo di trovare un pubblico assolutamente benevolo nei suoi confronti, visto che molti dei suoi cavalli di battaglia elettorali sono gli stessi sostenuti dai grembiulini: ecologista spinto, fautore delle “nozze” gay e dell’adozione di minori da parte delle coppie omosessuali, de Rugy non ha mai nascosto di ritenere l’aborto e la fecondazione in vitro come «tappe dell’emancipazione degli individui»; è un convinto assertore della legalizzazione della cannabis, dell’eutanasia, del suicidio assistito e dell’utero in affitto.