Risultati immagini per Rosario in granidi Padre Romualdo Maria Lafitte OSB

Foglietto illustrativo

Farmaco: Rosario in grani

COMPOSIZIONE: ogni Rosario contiene: 50 Ave , 5 Padre Nostro, 5 Gloria al Padre, 1 Salve Regina.

PRINCIPIO ATTIVO: la Grazia di Dio.

CATEGORIA FARMACO: santificante effervescente.

USO: si consiglia il sovradosaggio.

SOVRADOSAGGIO: in caso di assunzione in dosi elevate si potrebbero avere manifestazioni di Gioia profonda, Slanci di Carità, Lodi impreviste a Dio.

INTERAZIONI: è possibile, anzi consigliabile, assumerlo insieme ad altre preghiere e ai Sacramenti, spe-cialmente il Santo Sacrificio della Messa e la Confessione.

DOSI CONSIGLIATE: da 1 a 3 al giorno.

INDICAZIONI TERAPEUTICHE: contro la tiepidezza spirituale, aiuta nel cammino verso la Santità, in caso di tentazioni, acidità e pesantezza di coscienza, libera le anime dal Purgatorio, risolve problemi.

POSOLOGIA: uso orale. Da assumere con raccoglimento. Effetti migliorati con assunzione in famiglia.

EFFETTI INDESIDERATI: se recitato ogni giorno, può provocare un cerchio alla testa.

CONTROINDICAZIONI: nessuna.

VALIDITÀ: non è soggetta ad alcuna forma di deterioramento.

PRODUTTORE Laboratori M.SS. – Maria Santissima.

ATTENZIONE: Tenere il medicinale alla portata dei bambini!

CONSIGLI DI USO: Assumere 1 Padre nostro e 10 Ave Maria, seguiti subito di 1 Gloria al Padre. Ripetere l’operazione 5 volte. Si può anche dividere in piccole dosi e prendere durante l’arco della giornata.

Ma sono 15 misteri…o 20? O perché la Chiesa di sempre, conosce 15 misteri… e non 20. La nascita del Rosario ha una data, 1212, l’apparizione della Madonna a San Domenico a Tolosa. Racconta il Beato Alano de la Roche che mentre San Domenico, prostrato, chiedeva accoratamente alla Madonna una preghiera capace di vincere l’eresia degli albigesi o catarri, Maria gli apparve con una corona di 150 rose intercalate da 15 gigli e disse che con quell’arma, tutto quel che chiedeva gli sarebbe dato: “Predica questo e l’eresia si fermerà”. Era la nascita ufficiale del Rosario. Non è la Chiesa che ci diede il Rosario ma la Vergine stessa. Perché 15? 15 misteri o decine (Gaudiosi il Lunedì, Dolorosi il martedì, Gloriosi il Mercoledì, poi di nuovo Gaudiosi il Giovedì, Dolorosi il Venerdì, Gloriosi il Sabato e Domenica: tutta la vita di Gesù e Maria). 15 misteri =150 Ave Maria =150 salmi. 10 Ave per ogni decina. I Padri del de-serto del IV-V° secolo, recitavano ogni giorno i 150 salmi. Poi com’eravamo molto più fragili di questi grandi santi, la Mamma Chiesa con San Benedetto ci disse: “Va bene. Non potete pregarli su un solo giorno? Allora li reciterete su una settimana”. Questo per i monaci e monache che si consacrano alla preghiera. Ma come i laici (principi, studenti, contadini, lavoratori), con doveri e famiglia, non avevano tempo per recitare i salmi, o per chi era illetterato, la Chiesa disse: “Per ogni salmo, direte 1 Ave Maria. 150 salmi, 150 Ave Maria”. Donde il Rosario di 150 Ave, 15 mis-teri. Perciò, nessun papa toccò il Rosario, perché sapeva non poter farlo. Ma è Wojtyla che inventò 5 misteri di più! -Né Chiesa né veri papi possono cambiare questo punto. Egli sconvolse non solo la più grande tradizione cattolica (Visto che già dal tempo apos-tolico, i fedeli pregavano 150 Ave Maria come i 150 salmi) ma seminò un caos di confusione nei giorni e nell’ordine logico dei misteri della vita di NS, divisò i cattolici. Dividere per regnare, Solve et coagula; la parola massone. Tutto comincia da Maria, tutto finisce con Maria (coronata come regina del cielo e della terra –ultimo mistero). Con i 20 misteri, non più! Dio volle farci me-ditare dopo i misteri gaudiosi –Gesù piccolo- i dolorosi –la Passione- per prenderci la forza ne-cessaria per non peccare. Tutte le basiliche e quadri della Madonna del Rosario da 2000 anni, comportano 15 medaglioni, mica 20! Chi cambiò ciò non è Papa né Chiesa cattolica, ma una falsa chiesa. Vedete musulmani, buddisti, ortodossi, cambiare il loro “rosario” di 100 invocazio-ni? La gente non prega più il rosario e quello ne mette 5 di più?! Ritornate alla Chiesa di sempre. Tel al 0161839335 per trovare preti tradizionalisti vicino a voi.

LA VERA STORIA DEL BABBO NATALE

Babbo Natale è realmente esistito e si tratta di un grande santo, popolare soprattutto fra gli ortodossi e nel Nord Europa: San Nicola di Mira. San Nicola nacque a Patara (Turchia). Divenne vescovo di Mira nel VI° secolo. Quando morì, le sue spo-glie furono deposte a Mira. Ma nel 1087, cavalieri italiani camuffati da mercanti rubarono sue reliquie e le trasportarono a Bari. Il santo era molto caritatevole con le famiglie disagiate, e salvava spesso l’onore del-le ragazze povere senza dota, calando loro il denaro necessario, discretamente di notte dai camini. Da qui nasce l’immagine di un arzillo vecchietto che fabbrica giocatoli per far felici i bambini, e con l’aiuto di una slitta trainata dalle renne, le distribuisce, calandoli dal camino. Come si vede, non è l’anticristiana Coca Cola che inventò Babbo Natale, e ancora di meno le Vip italiane bestemmiatrici nude che non arros siscono di prestarsi a fare Babbo Natale al femminile. E’ vestito di rosso perché il rosso è il colore dei martiri. E la mitra in testa è quella dei vescovi. San Nicola rimane fino ad oggi il “portatore di doni”, tradizione seguita nei paesi nordici il 6 di Dicembre –sua festa ed entrata in Cielo- e da noi nella notte di Natale, per la nascita di Gesù bambino.

STORIA DELL’ALBERO DI NATALE

Verso il secolo XI, nel Nord Europa medievale, vigeva l’uso popolare di allestire rappresentazioni sacre (Misteri) sul piazzale delle cattedrali ,con episodi della Bibbia. Nell’avvento, una storia molto richiesta era la caduta di Adamo ed Eva. Per fare l’albero del peccato, si ricorreva, visto la regione e stagione, all’abete ,unico albero verde, al quale si appendevano dei frutti (donde le nostre palline). L’Albero rappresentava il peccato e la morte, che Gesù Bambino e la Madonna sconfiggono. Ricordava anche la beata colpa dei nostri progenitori che ci valse 1 tale redentore: per tale motivo, lo si adorna di luci./ Essendo l’unico albero verde d’inverno, quando tutt’attorno c’è neve e freddo, simbolizza la Vita perenne che il divino Bimbo por-ta con se. Da tale venerabile tradizione, l’albero di Natale che protegge sotto i suoi rami il presepe con la Sacra Famiglia. Per questo, si mette da sempre l’abete coperto di palline, ghirlande, luci, vicino al presepe

LEGGENDA DELL’ABETE

In un villaggio di Scandinavia, molto tempo fa, la vigilia di Natale, un bambino si recò nella foresta alla ricerca di un ceppo di quercia da bruciare nel camino, come voleva la tradizione. Si attardò più del previsto e calato il buio, cominciò a correre, ma presto non vide più il sentiero e si perse. Non sapeva più dove era. Per giunta cominciò a nevicare. Gridò tanto ma nessun lo sentiva; la neve che cadeva in abbondanza attutiva tutti i suoni. Il bimbo si sentì assalire dalla paura e dall’angoscia de la mor-te, e pensò a come avesse atteso quel Natale che non avrebbe potuto festeggiare. Pensava al dolore dei suoi genitori, dei fratellini e sorelline quando non l’avrebbero visto ritornare. Sentiva già il freddo che lo pungeva e li gelava mani e piedi . Di colpo nella foresta spoglia di foglie, vide un albero ancora verdeggiante e si infilò sotto di esso; era un abete. Sentendosi sfinito, si raccomandando a Gesù Bambino e alla Madonnina, e si addormento raggo-mitolandosi ai piedi del tronco rugoso. L’albero maestoso, intenerito, abbassò in silenzio i suoi rami fino a far toccare loro il suolo, in modo da proteggerlo dal freddo e della neve che cadeva. Nevicò tutta la notte. La mattina dopo, tutta la foresta era seppellita in una coltre immacolata. Sentì in lontananza abbai di cani, poi distinse le voci degli uomini del villaggio che lo cercavano, e lo chiamavano suonando la tromba. Uscito dal suo riparo, cominciò a gridare con le forze che li rimanevano. Il papà e gli altri taglialegna si di-ressero pieni di gioia verso di lui. Era salvo. Il papà lo strinse in braccia avviluppandolo in una pelle morbi-da per riscaldarlo. Il bambino si girò in dietro per ringraziare l’albero al quale doveva la vita. “Ooh; guardate!” Solo allora tutti si accorsero del meraviglioso spettacolo che si presentava ai loro occhi: la neve, posando-si sui rami dell’abete, aveva formato dei festoni, decorazioni, e cristalli che alla luce del sole dell’alba sem-bravano luci sfavillanti di uno splendore incomparabile. In ricompensa e a ricordo del fatto, la Madonna diede agli abeti delle foreste il privilegio di aver i rami pen denti verso terra, e di diventare i re della montagna e gli alberi del Natale; in tutte le case vengono addob-bati ed illuminati per riprodurre lo spettacolo che videro quel mattino gli abitanti del piccolo villaggio.