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RUBRICA QUINTA COLONNA

di Longino

Mentre il mondo sembra prepararsi alla guerra – vari sono i fronti aperti: la Corea del Nord, le esercitazioni della NATO in corso da mesi sul fronte dell’Est europeo e in particolare in Polonia, quelle dei sottomarini russi nell’atlantico, il riconoscimento USA di Gerusalemme come capitale dello Stato ebraico, che può far esplodere irrimediabilmente il Medio Oriente – e mentre Bergoglio, con il suo discorso nella Santa notte di Natale prende la parola a nome di George Soros e Emma Bonino nella Basilica di San Pietro, paragonando Maria, Giuseppe e il Verbo Incarnato ai migranti, Silvio Berlusconi nel suo programma elettorale propone agevolazioni per chi cura gli animali domestici.

Nulla di strano. Disinteressarsi dei problemi veri e raccattare voti è un aspetto determinante per chi fa politica, specie  in questo caso, considerato che per molti gli animali sono più importanti degli esseri umani. Vittoria Brambilla ringrazia per l’elezione che di certo incasserà. Non osiamo neanche immaginare cosa sarebbe il prossimo Parlamento senza la sua presenza.

Acquisito il fronte animalista, Berlusconi non ha molte altre preoccupazioni. Del Milan si è sbarazzato, incassando quanto doveva da un cinese sconosciuto, che si è affidato al fondo Elliot (il garante delle speculazioni finanziarie mondiali). Nei confronti della sua ex moglie ultra-milionaria ha tirato un sospiro di sollievo, quando il tribunale ha respinto le sue pretese economiche. Le sue aziende – Mediaset e Fininvest su tutte – vanno a gonfie vele. I processi ci sono ed anche le insidie – come lo scritto autografo di Giovanni Falcone pubblicato guarda caso in questi giorni – ma avranno il loro corso e il tempo farà la sua parte. Di non potersi candidare per la condanna ricevuta, non gli importa granchè: il suo nome sarà comunque presente sulla scheda elettorale e gli italiani – si sa – non leggono e non sanno. Ha recuperato anche qualche parlamentare cattolico (?) – la Chiesa (quella ufficiale) vuole sempre la sua parte – come Gaetano Quagliariello, che dopo aver fatto fuoco e fiamme con la sua Idea, tornerà all’ovile. La gamba centrista gli sarà assicurata da Raffaele Fitto – che gli porterà almeno 300.000 voti in Puglia – dagli ex democristiani e dai redivivi Maurizio Lupi e Roberto Formigoni, che dopo aver assicurato, come affermano virilmente, la sopravvivenza dell’Italia sostenendo Renzi e Gentiloni, insieme ad Alfano, ora si preoccupano di assicurare le loro poltrone. Si separeranno dalla Lorenzin, che ha trovato casa nel PD, ma solo dopo le elezioni. Eduardo Scarpetta, all’inizio del secolo scorso, creò un personaggio immaginario: Sciosciammocca, colui che sta a bocca aperta!

Sembra che tutto vada a gonfie vele, insomma, come in un film già visto. Ma un’ossessione c’è. Si tratta di Grillo e dei grillini. Come nel ’94 il nemico fu la macchina da guerra di Achille Occhetto, ora – 23! anni dopo – un’altra macchina da guerra per il Cavaliere si profila all’orizzonte. «Vi pare possibile», dice, «affidare il Paese a chi non ha mai lavorato in vita sua, né mai amministrato neanche un condominio? Sarebbe la rovina del Paese. E noi siamo l’alternativa a questa rovina». E ancora: «Non hanno né arte né parte. Si fanno comandare da un comico e profittano della pochezza delle persone che hanno eletto in Parlamento. L’87% di loro non ha mai fatto una dichiarazione dei redditi quindi non ha mai lavorato. Vivono di politica e fuori dal Parlamento non sanno come campare. Il grande pericolo è il M5S, peggiore di quello dei comunisti del 1994».

A parte la considerazione che la selezione della classe dirigente dei partiti non esiste più per nessuna formazione politica e sono in molti a inventarsi una professione per campare, senza essere in grado di tenere un discorso dove siano rispettate le regole della grammatica e quelle anche solo elementari della politica, la verità è che l’ossessione di Berlusconi riguarda un timore che ha un concreto fondamento: la possibile alleanza tra M5S e PD. Il leader di Forza Italia vuole essere lui l’alleato del PD di Renzi, che è il suo vero e naturale erede politico. Il Patto del Nazareno – che ha consentito di dare il benservito a Letta – è naufragato con il referendum del 2016, anche se formalmente era stato rotto prima, ma è questo l’obiettivo reale. Il competitor diventa il M5S perché Berlusconi sa che i grillini possono crescere elettoralmente portandogli via i voti. Hanno già rastrellato tutti i consensi che potevano a sinistra e l’interesse di Berlusconi è difendere il suo consenso e nello stesso tempo impedire che il PD continui nella sua discesa nei sondaggi. Non attaccherà Renzi, in campagna elettorale, ma Di Maio. Stia attento Salvini, quindi. Non pretenda solo di leggere il programma da sottoporre agli elettori, pretenda anche il rispetto delle alleanze. Lo sottoscriva davanti ad un notaio, come fece Pannella nel 1996. Con una penale da pagare. Sono lontani i tempi in cui con le strette di mano si facevano i contratti.