Risultati immagini per Orizzonti di miserieQUINTA COLONNA

di Longino

Ci si trastulla con lo jus soli – l’arma finale per sancire il meticciato in Italia, come voleva e vuole il Piano Kalergi – e con la legge sul testamento biologico, che vuole eliminare le persone non più socialmente produttive. Rispetto a quest’ultimo tema – scusate la digressione – eroica è l’opposizione dei parlamentari cattolici (cosiddetti), che invece di dimettersi (tanto le loro pensioni di vecchiaia le hanno già acquisite con 4 anni, 6 mesi e 1 giorno di presenza in Parlamento), partecipano con toni fermi e decisi a conferenze stampa in cui esprimono ferma indignazione. Da ridere, se la situazione non fosse tragica!

A queste tragedie se ne aggiunge un’altra, di dimensioni epocali. Altro che gli sbarchi di immigrati gestiti dal grande business del commercio della carne umana, assecondato dai potentati politici e finanziari mondiali, che vogliono consegnare la civiltà occidentale ad una pseudo-religione che l’ha combattuta per secoli e secoli.

Diciotto milioni di italiani rischiano la povertà e l’esclusione sociale. Il 30% sul totale della popolazione, in base ai dati diffusi dall’Istat nei giorni scorsi, riferiti al 2016, con un incremento del 2,3% rispetto all’anno precedente. Il peggioramento interessa soprattutto i residenti del Nord-Ovest (da 18,5% a 21,0%), mentre per il Sud è prossimo a coinvolgere il 50% dei cittadini. Un baratro nel quale si trovano milioni di famiglie con i loro bambini. E’ sempre l’Istat ad affermare che il 20% della popolazione composto dagli italiani più poveri dispone del 6,3% dei redditi totali, mentre il 20% più ricco ne possiede quasi il 40%.

Interessano a qualcuno questi dati? E’ persino vietato evocarli. Il baraccone mass-mediatico diffonde una menzogna da almeno 10 anni: è la crisi economica l’origine di tutti i mali. Perché è  ad una menzogna? Nella storia, non c’è un solo esempio di una società morta a causa delle crisi economiche. Le società muoiono – nel senso che si dissolvono – per la mancanza di princìpi, non per la mancanza del denaro. Questo non è un problema economico, da risolvere con gli aiuti assistenziali, con i redditi di cittadinanza, con le elemosine degli 80 euro, con le promesse, mai attuate, di aumento delle pensioni minime o – com’è avvenuto nel passato – con l’elargizione di denaro pubblico a pioggia per il Sud, senza chiedere come contropartita la responsabilizzazione delle sue classi dirigenti nella gestione di quel denaro.

Viviamo in una società corrotta, marcia. E’ la mancanza di cultura a generare ignoranza e povertà. Un popolo va educato ad acquisire gli strumenti della cultura e della conoscenza e se ad un popolo, per decenni, si offrono modelli di comportamento di un certo tipo, saranno quei modelli di comportamento ad essere perseguiti. S’insegna che il denaro sancisce lo status di una persona? Sarà, allora, la ricerca forsennata del denaro il fine quotidiano dell’azione dell’individuo nella società. Per questa ragione, la corruzione della classe dirigente si riflette in quella di larga parte della società cosiddetta civile, che della prima è complice. Ma se si fa quest’affermazione in uno dei salotti televisivi, state certi che chi la fa non verrà più invitato a parlare. Il bottino stimato della corruzione – non dell’evasione fiscale, che è altra cosa – va dai 70 ai 100 miliardi di euro all’anno. Chi se lo pappa? Solo i partiti, i politici, i consigli di amministrazione nominati dalla politica? Chi dice questo sa di mentire.

Cultura, conoscenza e sapere sono scomparsi. Mancano innanzitutto nelle Scuole e nelle Università, di ogni ordine e grado, che rispondono ad un’ideologia che è divenuta dominante, comunista, massificante. Tenere le persone in uno stato di povertà e nell’ignoranza, è uno strumento del potere. Si tratta di una perversione, che ha l’effetto di privare l’essere umano della sua auto-determinazione e del suo bene supremo, la libertà. Generazioni e generazioni sono state lasciate nell’ignoranza dei princìpi dell’ordine naturale, con la complicità di larga parte della Chiesa, che non considera più Gesù Cristo Signore del Cielo e della Terra e lascia che il mondo – dominato dai Potentati delle tenebre – vada alla rovina, distorcendo anche la Sua Parola. Nostro Signore si è occupato della povertà: si è rivolto ai poveri di spirito, di visione e di vita soprannaturale della realtà. Il povero, in quanto povero, non si salva, se non crede e l’elemosina al povero che non vuole salvarsi, non aiuta né chi la dà né chi la riceve. Al corrotto, basterebbe ricordare il settimo comandamento, ma le Tavole della Legge non vengono neanche più insegnate dai catechisti e i bambini non le conoscono nemmeno.

In fondo, la Chiesa di oggi (non più cattolica, ma una brutta copia, occupante abusiva dei Sacri Palazzi!) e, di conseguenza, il potere politico, entrambi degenerati, predicano la stessa cosa: pensano di abolire la miseria e la corruzione guardando ad un palmo del loro naso,  senza fornire agli uomini nessuna speranza di Verità e Libertà.