Archivio per gennaio 2018

Il mondialismo è un americanismo

di Diego Fusaro

Il mondialismo è un americanismo

Fonte: Interesse Nazionale

La mondializzazione capitalistica si presenta, a ben vedere, come americano-centrica essenzialmente per due ragioni: in primo luogo, perché universalizza la subcultura americana del consumo nichilista e della frammentazione individualistica legata al progetto cool e trendy del liberal-libertinismo edonista, il nuovo totalitarismo glamour e permissivo.

Il mondialismo non è se non l’universalizzazione dell’american way of life e, dunque, l’occidentalizzazione materiale e immateriale del pianeta. In secondo luogo, la globalizzazione è americano-centrica perché trova nella potenza militare a stelle e strisce il proprio vettore di espansione ovunque incontri resistenze. Prosegui la lettura »

Trump sta devastando il Medio Oriente con le sue azioni imprevedibili

di Robert Fisk 

Trump sta devastando il Medio Oriente con le sue azioni imprevedibili

Fonte: controinformazione

Non ha più senso parlare di Donald Trump o della politica estera degli Stati Uniti. Semplicemente non esiste. In effetti, la “presidenza” di Trump è tanto reale quanto la “Palestina”. Entrambi meritano virgolette invertite anche se la prima fantasia rappresenterebbe chiaramente il bianco e in gran parte i cristiani evangelici americani che cercano di rendere il loro paese di nuovo grande a spese di creature minori, mentre il secondo – che non è nemmeno uno stato – si qualifica ovviamente come dice un Trump ** * un paese buco nero “; la sua gente non è esattamente bianca, è in gran parte musulmana e molti cercano asilo dalla schiavitù della più lunga occupazione militare dei tempi moderni. Per la Norvegia, ovviamente, leggi Israele.

Quindi, nella mente pazzesca del “booby” che pensa di dirigere gli Stati Uniti, non c’è molto da fare, sicuramente, in pace tra un alleato moderno e molto amato e il terzo mondo costretto a vivere nel letame più a est ea sud. Gerusalemme è quindi la capitale di Israele, l’Oslo del Medio Oriente, costruita sulla “collina verde lontana” – sebbene nell’inno si suppone che sia “senza una cinta muraria”. Ma che diavolo? Trump ama i muri e Cecil Frances Alexander, Prosegui la lettura »

Attenti a Trump: spacca l’élite globalista e manda in crisi la Ue

di Marcello Foa

Attenti a Trump: spacca l’élite globalista e manda in crisi la Ue

Fonte: Marcello Foa

Il Trump che abbiamo visto a Davos forse sta riuscendo a spaccare l’establishment globalista,  utilizzando lo strumento più soprendente: quello fiscale, che sta mettendo in crisi  l’Unione europea, la quale , dopo la Brexit e la vittoria di Trump, era stata indicata come lo scudo dell’élite globalista. L’ex consigliere di Obama, Kupchan, era stato esplicito scrivendo che:

Stati Uniti e la Gran Bretagna saranno, almeno temporaneamente, latitanti quando si tratta di difendere l’ordine liberale internazionale, l’Europa continentale dovrà difendere la posizione. Nel momento in cui la coesione interna dell’Unione europea è messa alla prova dallo stesso populismo che occorre sconfiggere, non è buon momento per chiederle di colmare il vuoto lasciato dal disimpegno anglo-americano. Ma almeno per ora, la leadership europea è la migliore speranza per l’internazionalismo liberale.

trump davosMi spiego: lo schema promosso dall’élite globalista prevedeva, fino ad oggi, la creazione di un blocco unico nella Ue, con il progressivo sradicamento delle identità e delle strutture nazionali, con il corrispettivo trasferimento dei poteri esecutivi e legislativi a entità sovranazionali, con ila conseguenza di favorire i grandi gruppi multinazionali. Il  Trattato CETA tra Ue e Canada, che riprende diversi punti salienti del defunto trattato TTIP, ed approvato nel silenzio dell’opinione pubblica, mira da un lato a sbarazzarsi dei vincoli giuridici nazionali, conferendo ai privati e non a una Corte suprema, l’ultima istanza nel caso in cui una grande azienda si senta danneggiata da leggi o provvedimenti nazionali, dall’altro, ovvero svuotando uno dei pilastri del nostro sistema democratico, dall’altro promuovendo non la concorrenza ma l’armonizzazione fiscale fra i Paesi della Ue, con un doppio standard: livelli impositivi crescenti per i cittadini e le società locali, scappatioie con regimi agevolati (biasimati pubblicamente ma di fatto permessi) per i grandi gruppi multinazionali. Prosegui la lettura »

Nella diocesi di Lucca opera un gruppo di omosessuali e lesbiche cristiano

LA PASTORALE DELLA “CHIESA CONCILIARE”

di Tommaso Monfeli

Nella diocesi di Lucca c’è una novità: è infatti da qualche tempo attivo un gruppo organizzato di persone omosessuali e lesbiche cristiane che ogni quindici giorni si riuniscono nei locali della Caritasdietro la chiesa di San Martino. Ne ha dato notizia il settimanale diocesano Lucca 7 e la notizia è stata rilanciata dalla Gazzetta di Lucca.

Il nome del gruppo è “Camminando s’apre Cammino“, che è anche il titolo di un celebre testo di fratel Arturo Paoli. I partecipanti si riuniscono sotto la guida spirituale di don Alessandro Bertolacci, e il gruppo è nato da un percorso di confronto con l’arcivescovo di Lucca, monsignor Italo Castellani. Hanno anche una propria pagina Facebook. Lo scorso 19 gennaio si è svolta la prima  iniziativa pubblica, un incontro con il magistrato Eduardo Savarese, che nel salone dell’arcivescovado ha presentato il libro “Lettera di un omosessuale alla chiesa di Roma“. Prosegui la lettura »

E Barilla annuncia la sua adesione al club Lgbt dell’Onu

Nel 2013 Guido Barilla, presidente dell’azienda omonima, in una trasmissione radiofonica dichiarò che il posizionamento dei prodotti Barilla mal si conciliava con possibili spot in cui fossero presenti persone e pseudo famiglie omosessuali. Venne messo alla gogna. Da allora il processo di rieducazione maoista al credo Lgbt dell’azienda non ha conosciuto battute d’arresto.

Una recente nota dell’azienda spiega che vi sono molte iniziative “messe in atto da Barilla per combattere l’omofobia e l’intolleranza sul luogo di lavoro per prevenire e sensibilizzare le persone sulla tematica della diversità e inclusione, da tempo particolarmente cara all’azienda. Il Gruppo Barilla è impegnato a promuovere e mantenere la diversità a tutti i livelli dell’azienda. Essendo un’impresa a conduzione familiare questo è una parte fondamentale del Dna dell’azienda. Questo include assicurare che la voce, la prospettiva e l’individualità di ogni impiegato, partner e cliente venga rispettata. A testimonianza degli impegni concreti Barilla ha ottenuto nel 2017, per il quarto anno consecutivo, il punteggio del 100% nel ‘Corporate Equality Index’, un sistema di confronto sulle attività aziendali rivolte a dipendenti lesbiche, gay, bisessuali e transessuali sviluppato da Human Rights Campaign”  che è la più influente agenzia di diffusione del pensiero Lgbt a livello mondiale. Prosegui la lettura »

Liceo Dini di Pisa: l’Arcigay entra a scuola con l’autogestione

di Rodolfo De Mattei

Pisa l’Arcigay approfitta dei corsi di autogestione promossi dagli studenti per entrare nelle scuole ad impartire le proprie lezioni su gender e sessualità. Il Liceo Scientifico Statale “Ulisse Dini” di Pisa,come si legge sul suo sito web, con la Circolare n. 100 del 22 dicembre 2017 ha infatti approvato e programmato per l’8 e 9 Gennaio 2018 uno speciale piano di attività didattiche alternative, intitolato Schola mea, mea lectio, organizzato dagli stessi studenti della scuola in “autogestione” dove, con gran sorpresa dei genitori, sono “saltati fuori” ben due corsi tenuti da esponenti dell’Arcigay locale.

La circolare, diramata tre settimane fa dal dirigente scolastico dell’Istituto, illustra le modalità di svolgimento delle attività degli studenti di “Schola mea, Mea Lectio”, precisando come i corsi didattici alternativi benché non obbligatori saranno aperti a tutti e si svolgeranno in pieno orario scolastico dalle 9 alle 12.45 : Prosegui la lettura »

Nasce la “Carta della Famiglia”: sconti per nuclei familiari numerosi

di Alberto Speciale

Una ennesima incombenza si para all’orizzonte delle amministrazioni comunali: il rilascio della “Carta della Famiglia”. Pensata per il sostegno delle famiglie numerose, questo strumento consente sconti e riduzioni tariffarie, con criteri e modalità che sono state definite col Decreto del Ministero del Lavoro 20 settembre 2017, pubblicato nella G.U. n. 6 il 09-01-2018.

La carta è destinata alle famiglie con tre o più figli minorenni, con ISEE non superiore ai 30.000,00 euro, anche con cittadinanza non italiana a patto che siano regolarmente residenti in Italia. Sarà rilasciata dai Comuni, con durata biennale, e consentirà l’accesso a sconti sull’acquisto di beni o servizi e la riduzioni tariffarie con i soggetti pubblici o privati. Prosegui la lettura »

Evviva! Son tornati i parlamentari cattolici

Risultati immagini per Parlamentare cattolicodi Danilo Quinto

Solo nella scorsa legislatura, sono state approvate le leggi sulle unioni civili, sul testamento biologico – che equivale a dire eutanasia – sul divorzio breve. Per non parlare di alcuna iniziativa promossa a favore della natalità e contro l’aborto, che è la vera causa della crisi in cui si trova il Paese. Ma ora, in vista delle elezioni del 4 marzo, sono tornati i parlamentari cattolici. Di loro ci si può fidare.

http://espresso.repubblica.it/attualita/2018/01/29/news/aboliremo-le-unioni-civili-l-ultima-minaccia-del-centrodestra-1.317676?ref=RHRR-BE

«Aboliremo le unioni civili», dice Eugenia Roccella, di Idea-Noi con l’Italia, già portavoce del Family Day, candidata per il centrodestra in Emilia-Romagna il 4 marzo.  Prosegui la lettura »

Italiani sfrattati dagli ospedali per curare i clandestini: ecco i dati choc, sanità in ginocchio

Risultati immagini per sanità koSegnalazione F.F.

Sanità, regioni sempre più indebitate ​per pagare le cure ai clandestini

L’assistenza sanitaria gratuita verso tutti costa all’Asl e di conseguenza a Stato e cittadini un salasso. Ecco i numeri da capogiro

Trattamenti urgenti, come il pronto Soccorso o il ricovero in ospedale. E ancora vaccinazioni, profilassi e bonifiche per le malattie infettive. Senza dimenticare la tutela della salute del minore e della donna in gravidanza: tutto gratis. Lo dice la legge italiana. E Sanità gratuita anche verso i clandestini. Gratis per loro per noi invece è un salasso.

I costi per le Asl e per lo Stato
Le cifre sono altissime. Una ferita profonda nel sistema sanitario nazionale dalla quale fuoriesce denaro. I milioni che le Aziende sanitarie locali sborsano ogni anno per le spese agli irregolari sono molti. Costi che pesano: molte asl si indebitano, finisco in rosso e sono costretta a tagliere personale e posti letto. Inoltre cono costrette – soffocate dal peso delle spese – a chiedere aiutare allo Stato.

La situazione ha due punti cruciali. E vanno a braccetto. Lo Stato rimborsa solo una parte delle spese, pescando i soldi dal Sistema sanitario nazionale, alimentato chiaramente dalle tasse degli italiani. Il motivo? Arriviamo così al secondo problema. I costi sono dovuti a immigrati irregolari e “non profughi, sbarcati o richiedenti asilo, inseriti in qualche modo in un sistema di accoglienza, sostenuto, almeno in parte, dall’ Europa”, come sottolineano da La Verità. Prosegui la lettura »

Era meglio il “porcellum”: queste elezioni sono la negazione della politica

ImageSegnalazione Linkiesta

Finiremo per rimpiangere i peggiori meccanismi elettorali. Ecco perché il “rosatellum” (al netto delle lamentele su chi è stato candidato e chi no) assomma il peggio, e allontana le persone dalla politica

Tempo dieci minuti e rimpiangeremo anche il Porcellum, con le sue liste bloccate e il Manuale Cencelli delle correnti che sì, magari era un po’ squallido, ma obbligava i partiti ad essere partiti e aveva un solo, principale difetto: impediva agli elettori di punire o premiare singole persone. Ora che le liste sono squadernate quasi del tutto, si può verificare facilmente che il Rosatellum non ha risolto quel difetto ma, anzi, ci ha aggiunto i limiti di tutti i principali sistemi elettorali conosciuti.

Tu puoi premiare l’encomiabile personalità anti-camorra e, per il gioco dei capolistati plurimi e delle opzioni, ritrovarti comunque eletto quello che fabbrica consensi con le fritture di pesce. Puoi punire, non votandolo, il dirigente che ti ha deluso e quello sarà eletto lo stesso, grazie al paracadute che gli è stato garantito altrove.

Come nel proporzionale secco, i partiti – soprattutto al Sud – hanno dovuto inchinarsi ai grandi portatori di preferenze. Come nel maggioritario puro, gli establishment si sottraggono al giudizio rifugiandosi nei seggi blindati.

La nuova legge sembra garantire una cosa sola: un totale controllo delle leadership sugli eletti con la possibilità di intese post-elettorali senza troppa fatica, e al diavolo tutto il resto

Intendiamoci: non si sposano qui le lagne degli esclusi, che fanno parte del “colore” di ogni fase pre-elettorale. Qui si verifica soltanto che dopo un quinquennio di moniti autorevolissimi sulla necessità di andare al voto con nuove norme – regole che riconciliassero il Paese con la politica, restituissero simmetria a Camera e Senato, cancellassero i sarcasmi sul “Parlamento dei nominati” – la nuova legge c’è e sembra garantire una cosa sola: un totale controllo delle leadership sugli eletti con la possibilità di intese post-elettorali senza troppa fatica, e al diavolo tutto il resto.

«Dal vincolo di mandato al vincolo di servitù», scrivono gli spiritosi sui social commentando il privilegio assoluto dato all’elemento “fedeltà” nell’attribuzione dei posti sicuri, e l’esclusione dalle liste di ogni possibile sospettato di animus frondista. Ma questa è soltanto la brezza di superficie, il dato più visibile, che fa discutere soprattutto in casa Pd visto che quel partito – rispetto a FI e ai Cinque Stelle – si fregiava finora di aver tutelato un certo pluralismo interno.

Il fenomeno profondo è un altro ed è la progressiva omogeneizzazione oltreché dei programmi anche delle “facce” e delle biografie. Una volta fatti fuori i portatori di una “linea”, di una qualche autonomia e di una specifica reputazione personale, quel che resta sono figure assolutamente intercambiabili. La bella giornalista Mediaset che esordisce da candidata precisando «una donna in politica è credibile anche se indossa il tubino» è nelle liste di Berlusconi, di Renzi o di Grillo? E l’appassionata consigliera che esibisce il «Boia chi molla» di incoraggiamento dei suoi studenti sta con Salvini o con la Meloni? (Ps: tutte e due col Pd). E ancora, i “figli d’arte” che costellano tutti i listini, siamo sicuri che siano portatori di capacità e visioni in linea con i partiti che li candidano? O sono stati pescati solo per i solidi pacchetti preferenziali garantiti dai padri?

Una volta fatti fuori i portatori di una “linea”, di una qualche autonomia e di una specifica reputazione personale, quel che resta sono figure assolutamente intercambiabili

Al termine della legislatura più dissestata degli ultimi vent’anni, che ha macinato tre leggi elettorali, una riforma costituzionale, la staffetta tra un Presidente della Repubblica ri-eletto e uno eletto, molti avevano preconizzato, proprio sulla base del Rosatellum, un ritorno alla Prima Repubblica.

Adesso sappiamo che non è così. Se c’era un dato fondante di quella antica stagione era l’esistenza di partiti ben recintati, fortemente differenziati, gerarchici ma non leaderistici, di una destra e di una sinistra divise da un abisso, dove nessuno – nemmeno un cantante, nemmeno un attore, figuriamoci un giornalista o un ras del territorio – avrebbe potuto indifferentemente collocarsi qui o lì.

L’esperienza politica che si apre adesso è l’esatto contrario: una Repubblica senza partiti e senza coordinate di riferimento, dove le ambizioni personali si infeudano intorno ai leader e fanno sistema a se’ mentre le “idee politiche” – quelle “idee” che sembravano l’indispensabile basamento di ogni agire nella Polis, e tanto ci fecero litigare – svaniscono sullo sfondo, come fantasmi.

Fonte: http://linkiestait.musvc1.net/e/t?q=9%3d8TGc0%26D%3d9%26J%3d4TH%26K%3d2YAb5%26M%3dpPuH_zwTr_A7_ssav_38_zwTr_0BxO5.HjFsEfK27.jL_zwTr_0BjL_zwTr_0BbJ2EdDm_NRuX_XgTHW9_JYyQ_Tnf2_JYyQ_TnX0_JYyQ_TnAs3-uAhDqK-jD-xKs5mHmMu-Mv71Pf-7tA1AwJj-KwJp-Di-Jf9iVjGvA-e7tHb-HwHjLq_NRuX_XgUDe57b3iT_zwTr_0B%26e%3dE3Ow59.JfL%26qO%3d2UEe7

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