di Antonio Serena

Gentiloni e il prossimo golpe italiano

«L’Italia avrà un governo stabile, la coalizione di centro sinistra sarà il pilastro di questo governo e non c’è il rischio di governi populisti o anti europei». Lo ha detto il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni al termine dell’incontro con la Cancelliera tedesca Angela Merkel nel quale si è parlato delle votazioni italiane del 4 marzo. E ha aggiunto: «Le soluzioni di governo non le danno i sondaggi, le daranno gli elettori il 4 marzo. La mia opinione è che l’unico pilastro possibile di una coalizione stabile e pro europea può essere la coalizione di centro sinistra….Credo comunque che l’Italia avrà un governo stabile e non caratterizzato da posizioni anti europee».
Insomma, nello stesso momento in cui i sondaggisti  (Supermedia elaborata da YouTrend per Agi),  a poco più di due settimane dal voto, danno la coalizione di centrodestra al 36,7% e vicina a  raggiungere la maggioranza assoluta dei seggi, il  M5s al 28% e il  Pd solo al 22,8%., Gentiloni annuncia che il paese avrà quasi certamente un governo di centrosinistra.
A questo punto non resta che mandare a casa Piepoli e colleghi (anche se ormai i margini di errore dei sondaggi sono minimi), sbaraccare i seggi e formare l’ennesimo governo fantoccio suggerito da Bruxelles. Non è un’ipotesi molto improbabile, dal momento che a dire queste cose è non solo un postcomunista a cui qualcosa di stalinista dev’essere rimasto nel cervello, ma soprattutto il capo dell’ ultimo di quattro governi (Monti, Letta Renzi e Gentiloni) calati dall’alto, privi cioè di ogni legittimazione popolare per governare come indica la Costituzione quando afferma (art. 1) che l’Italia è una Repubblica, fondata sul lavoro (co.1) e che (co.2) la sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Le parole di Gentiloni sono gravissime in quanto continuano a vilipendere la sovranità del popolo italiano. Se infatti le sue parole rispondono a verità, le prossime consultazioni saranno inutili in quanto a Bruxelles hanno già deciso che governo dare all’Italia, attuando l’ ennesimo golpe con la nomina di un governo che sarà espressione di qualcosa di diverso da ciò che avranno stabilito gli italiani con il loro voto. Che, a questo punto, come sempre, conta poco o  niente, come non sono contate niente le indicazioni dei cittadini nei vari referendum sulla responsabilità giuridica dei magistrati, sull’abolizione del ministero dell’ Agricoltura o sul finanziamento pubblico ai partiti, tutte ignorate o travisate.
A questo punto gli italiani dovranno rassegnarsi: ad andare in pensione ad 80 anni, ad avere il 40% per cento di giovani disoccupati, a non poter decidere del proprio  futuro, ad accogliere altri milioni di “migranti” in cambio del benevolo visto dei banchieri europei sui nostri conti pubblici, a subire passivamente ogni forma di imposizione.
E tutto ciò nonostante le elezioni che si susseguono  nei vari  paesi europei diano conferma della volontà dei cittadini di sganciarsi dall’ Europa dei banchieri e dalle sue politiche fallimentari.
Stando così le cose, i cittadini italiani, il 4 marzo, possono tranquillamente disertare le cabine elettorali optando per una gita fuori porta. Allo stato attuale, sbaraccare questo  teatrino di nani e ballerine si presenta come  una missione impossibile.