A nostro avviso c’è differenza tra spreco e invidia sociale. Alle volte, quando si parla di politica, soprattutto a causa di chi ha alimentato l’anti-politica dimenticando di dire che meno dell’ 1% del debito è dovuto alle spese della politica, ci si dimentica del fatto che, come in ogni lavoro o professione, chi è bravo debba essere giustamente remunerato per quello che vale. Un ottimo politico potrebbe valere 20.000 euro al mese? A nostro avviso, sì. Un politico scadente? Certamente no. La meritocrazia prescinde dall’anti-politica. L’odio di classe o invidia sociale è robaccia di sinistra…(n.d.r.)

Roberto Fico, neo presidente della Camera, ha rendicontato spese per 15mila euro in taxi in cinque anni di legislatura

di Giuseppe De Lorenzo

Capitolo primo. Roberto Fico scende sorridente dall’autobus a Roma diretto alla Camera dei Deputati di cui è diventato la guida.

Immancabile la foto (prontamente pubblicata su Instagram) che fa il giro dei social network e aizza i sostenitori del sobrio presidente. Capitolo secondo. Sempre Roberto Fico su un mezzo, questa volta Trenitalia, direzione Napoli insieme alla compagna di vita: qualche passeggero lo ritrae col suo cellulare in seconda classe. “Non deve cambiare nulla da questo punto di vista – dice lui – per me molto è importante. Oggi in treno, seconda classe, taxi. Tutto deve rimanere semplice e umile”.

Lodevole, per carità. Sebbene qualcuno storca il naso per la terza carica dello Stato che viaggia assieme ai comuni mortali senza la sicurezza che si confà al ruolo istituzionale (non alla persona), la scelta di Fico è sostenuta da motivazioni politiche. “È la storia del Movimento”, ha detto di lui Luigi Di Maio. E la storia dei 5 Stelle è anche la lotta ai privilegi. È ovvio, tuttavia, che quella di Fico è soprattutto di una mossa di marketing. Il primo presidente dei Cinque stelle non può mica arrivare con la scorta e l’odiata auto blu. Almeno non subito. E così si è adeguato alla propaganda già usata da Renzi e Ignazio Marino con le loro biciclette. Il fatto è che i movimenti da deputato dell’onorevole Fico nell’ultima legislatura, quella passata, non sono stati del tutto gratuiti per i cittadini.

Ecco allora il capitolo terzo, di cui non si hanno fotografie pubblicate sui social. Mezzo protagonista: il taxi. Nei cinque anni di legislatura (2013 – dicembre 2017), il buon Fico ha speso oltre 15mila euro in auto bianca per spostamenti vari. Impossibile ricostruire in quali occasioni abbia chiesto il rimborso agli italiani (consultabili sul sito: tirendiconto.it), di certo lo ha fatto per una media di 281 euro a mese. Spicciolo più, spicciolo meno. Non una cifra sconsiderata, ma simbolicamente significativa. A questi vanno aggiunti anche altri curiosi pagamenti per i biglietti per il bus (e la metro) con cui oggi si fregia di essere arrivato alla Camera. A marzo 2017, per dire, si è preso la briga di rendicontare 1,50 euro di ticket dell’autobus. A maggio sono stati 4,50 euro e ad aprile 7,50. In totale fanno 677 euro e trenta centesimi. Un po’ pochi per chi – scrivevano oggi i cronisti – “non ha cambiato le abitudini” di viaggiare con Atac. Le ipotesi sono due: o si è fatto rimborsare solo alcuni dei biglietti acquistati (e il resto l’ha messo di tasca propria), oppure non è salito così spesso su un pullman.

A dire il vero su Fico già nel 2016 si abbattè una piccola polemica per il suo “telefono d’oro” e le bollette da 12mila euro. In fondo anche per l’alloggio le spese non sono state indifferenti nel suo mandato da “portavoce” grillino a Palazzo. A dicembre 2017 dei 7.582,50 euro dichiarati dal neo Presidente 1.400,00 euro se ne sono andati per il canone di affitto e altri 1.182,59 euro per “utenze, pulizie, manutenzione e altro”.

Fonte: http://m.ilgiornale.it/news/2018/03/26/fico-che-va-alla-camera-in-bus-ci-e-costato-15mila-euro-di-taxi/1509338/