Segnalazione di Luciano Gallina

Un evento sul gender come corso di formazione per i docenti del triestino. Ecco chi sono i relatori dell’iniziativa che potrebbe far discutere

di Giuseppe Aloisi

I docenti di Trieste potranno andare a lezione di gender.

Il prossimo venti di aprile, infatti, l’istituto comprensivo San Giovanni ospiterà un convegno curato dal Centro studi per la scuola pubblica (Cesp) in collaborazione con la Rete educare alle differenze Trieste (Red). Il titolo è “Che genere di scuola?”

E fin qui, nulla di particolarmente discutibile. Quello che viene rilevato, però, è la presunta mancanza di imparzialità sul tema dei relatori previsti. Sergia Adamo, ad esempio, è una professoressa dell’Università triestina che ha intervista Judith Butler, la stessa che Giuliano Guzzo su La Verità ha definito “guru mondiale del pensiero gender”. “Il genere – ha dichiarato in passato la Butler – è una costruzone culturale; di conseguenza non è il risultato casuale del sesso, né tanto apparentemente fisso come il sesso”. La filosofa post-strutturalista statunitense, insomma, è una delle principali sostenitrici della necessità di una messa in discussione della nozione classica e pacifica di genere.

Poi c’è Margherita Bottino, che tratterà invece il tema dell’omofobia. La psicologa e psicoterapeuta ha scritto a quattro mani un libro con Daniela Danna. Il titolo è “La gaia famiglia”, pubblicato da Asterios nel 2005. Diventano deducibili, quindi, le sue posizioni in materia di identità di genere. E ancora Yàdad De Guerre, che si soffermerà a parlare del carattere “reazionario” di chi contesta la diffusione dell’ideologia gender. Quello che scandalizza alcuni, insomma, è che questo evento possa essere considerato oggetto di formazione per i docenti. Alla base del convegno ci sarebbe la promozione di una teoria specifica e mancherebbe, d’altro canto, la possibilità di confrontarsi attraverso la presentazione di un contro-pensiero.

Poi sarà la volta di Daniele Paci, che sarebbe la responsabile del “Gioco del rispetto”, un progetto scolastico “contro gli stereotipi” che è stato ritirato dalle scuole. Sembrerebbe che i bambini, all’interno del “gioco”, potessero scegliere di vestirsi con abiti destinati al sesso opposto. Maschietti con i tacchi? Il tutto dentro una vera e propria “stanza del travestimento”. Infine, l’ultimo intervento di Daniele Zotti, un professore – si legge sempre su La Verità – che sarebbe stato sanzionato in passato dall’ufficio scolastico del Friuli Venezia Giulia per via della rimozione del crocifisso dall’aula e per aver rilasciato dichiarazioni sufficienti a “pregiudicare l’immagine dell’amministrazione e la sua neutralità istituzionale”.

“Il Convegno – si legge qui – è organizzato dal CESP, Centro Studi per la Scuola Pubblica, in collaborazione con RED, Rete Educare alle Differenze Trieste. Il CESP è Ente accreditato per la formazione/aggiornamento di tutto il personale della scuola (D.M. 25/07/06 prot.869 e CIRC. MIUR PROT. 406 DEL 21/02/06-Direttiva 170/2016-MIUR)”. La partecipazione all’evento, quindi, oltre a dare diritto all’esonero dal servizio dovrebbe rilasciare crediti formativi. Può il gender essere oggetto di formazione? Questa la domanda che alcuni si pongono in queste ore.

Fonte: http://m.ilgiornale.it/news/2018/03/29/i-professori-di-trieste-adesso-vanno-a-lezione-di-gender/1510423/