di Israel Shamir

Netanyahu sotto assedio

Fonte: Comedonchisciotte

Il miglior Primo Ministro che il paese abbia mai avuto. Così Netanyahu viene chiamato dai suoi numerosi sostenitori. È il più longevo, dai tempi di Ben Gurion, fondatore dello stato ebraico; è in carica da più tempo di Putin. Ma ora sembra che stia per fare la stessa fine del suo predecessore Olmert, rilasciato dal carcere solo sei mesi fa dopo esser stato condannato per corruzione ed ostruzione della giustizia. Ora è il turno di Netanyahu di assaggiare la sbobba della galera, invece del rosé a cui è tanto affezionato. O non è così?

La storia del Primo Ministro israeliano dovrebbe suonare familiare alle orecchie americane. Ronny Alsheich, capo della polizia israeliana, ha combattuto Bibi con la stessa acrimonia con cui Mueller ha combattuto Trump, con i media israeliani schieratisi con la polizia contro Netanyahu, come il New York Times con l’FBI. Ogni accusa è stata divulgata alla stampa ben prima dell’udienza in tribunale. Al pubblico sono state date in pasto continue accuse. Non solo il premier, ma anche sua moglie, donna dai modi duri ed avari, è stata incessantemente attaccata.

Il modus operandi della polizia israeliana è stato molto simile a quello dell’FBI. Hanno trovato l’anello debole, l’hanno messo in carcere per qualche ragione inventata (o vera) e l’hanno costretto a denunciare il capo. Quanto fatto a Manafort e Gates, è stato fatto a Shlomo Filber ed Ari Harow.

Alla fine, la polizia è riuscita a costringere il cerchio magico di Netanyahu a tradire il proprio benefattore. Shlomo Filber, direttore generale del Ministero delle Comunicazioni, ora sospeso, ha trascorso “due notti in una cella fredda e puzzolente nel commissariato della polizia”, ​​scrive Haaretz, accettando alla fine di incriminare Netanyahu.

È molto, molto difficile difendere il Primo Ministro israeliano. È l’uomo che ha mandato a monte il processo di pace, che ha schiavizzato i palestinesi, torturato Gaza, bombardato Siria e Libano e fatto di tutto per scatenare la guerra con l’Iran. C’è tuttavia una tradizione ebraica che predica l’apologia, il trovare lati positivi nei cattivi.

Ad un rabbino è stato chiesto di elogiare Theodor Herzl, fondatore del sionismo, un uomo fortemente odiato dagli ebrei osservanti del suo tempo. Ha risposto: “Herzl non è mai entrato in un WC indossando dei filatteri; non ha mai studiato il Talmud durante la vigilia di Natale; non si è mai rasato di Shabbat. Questi atti sono severamente proibiti dalla legge ebraica, ed Herzl non ha trasgredito a nessuno di questi divieti” (non importa che in generale non si sia mai rasato, non abbia mai studiato il Talmud e non abbia mai indossato filatteri).

Un altro rabbino ha difeso Satana riguardo alla sua persistenza nel tormentare Giobbe. Ha detto: “Dio amava Giobbe, il meraviglioso goy, e lo aveva persino preferito ad Abramo, il primo ebreo. L’intervento di Satana ha riportato la benevolenza di Dio verso Abramo; è stata una buona azione, ha ristabilito l’attenzione divina verso il popolo eletto”. Dopo aver sentito ciò, Satana è volato verso il saggio rabbino ed ha baciato la frangia della sua veste.

Nello spirito di questi saggi rabbini, cercherò di sollevare alcuni punti a favore del primo ministro israeliano.

Netanyahu non ha preso alcuna tangente in senso stretto. Non è un uomo corrotto, desideroso di fare soldi facili; non è però neanche un tipo scrupoloso, ma i politici raramente lo sono.

* È accusato di essersi divertito con e di aver accettato regali da Arnon Milchan, miliardario israeliano ed ex spia. Cosa comprensibile, visto che quest’ultimo ha prodotto film pro-Israele ed ha fatto molto per lo stato. Ogni Primo Ministro israeliano farebbe lo stesso, godendosi i suoi splendidi sigari e del buon whiskey. Netanyahu ha cercato di promuovere delle leggi che avrebbero giovato a Milchan, ma che sarebbero andate a beneficio anche di ogni ricco ebreo che investisse in Israele.

* Netanyahu è accusato di aver aiutato i proprietari dei media, e di aver chiesto loro una copertura stampa favorevole. Non mi sembra un reato: tutti chiedono ai signori dei media di essere rappresentati in modo positivo. Bibi ha lo stesso problema di Trump: i media sono universalmente ostili nei suoi confronti. Non sono obiettivi; lo hanno nel proprio mirino, sparano balle ​​ed esagerano le sue piccole trasgressioni. Per governare in modo efficiente, avrebbe avuto bisogno di una copertura positiva, ma, essendo i giornalisti prevenuti contro di lui, è stato costretto ad usare questo sotterfugio.

* Ci sono molte storie infondate sui coniugi Netanyahu, tutte cose da poco: avrebbero fatto pagare allo Stato il proprio catering, strapagato l’elettricista, restituito bottiglie vuote al negozio e ripreso la cauzione, senza rimborsarla allo Stato. Il Procuratore Generale ha ragionevolmente concluso che non ci sono prove che in realtà sapessero di questi dettagli delle faccende domestiche.

* Anni fa, una persona a lui vicina aveva chiesto, sul caso della signora Netanyahu, il parere di un candidato per la carica di Procuratore Generale. I media hanno fatto passare la cosa come un tentativo di vendere l’alta posizione in cambio della caduta del caso; era solo una ragionevole precauzione. Peccato che Trump non abbia sentito Sessions sul RussiaGate prima di nominarlo.

Così, nonostante molte chiacchiere, c’è ben poca roba reale contro Netanyahu, nonostante i media l’abbiano già processato e dichiarato colpevole. Bibi non è ancora stato accusato, sebbene il capo della polizia avesse suggerito di farlo. La decisione spetta al Procuratore Generale; probabilmente la rinvierà, a meno che Ronny Alsheich, il poliziotto di punta, trovi un modo per mettergli pressione.

Se e quando Bibi verrà accusato, lotterà come un leone in tribunale, e potrebbe anche vincere. I suoi seguaci non accetteranno facilmente la sua sconfitta, creerano un sacco di tumulti, e lui non è il tipo che si arrende facilmente.

Se tuttavia venisse costretto a lasciare il posto, chi potrebbe diventare il nuovo Capo di Stato? Non ci sono bravi ragazzi che possiamo sperare ereditino il trono. Come il suo vicino Libano, Israele è diviso in comunità diverse per origine ed atteggiamento verso la religione. Economicamente la più forte è la comunità Aschenazita, che però soffre della stessa malattia mentale di cui gli WASP americani sono eredi. Sono liberali ed incerti delle proprie capacità e del proprio diritto di governare. Hanno accettato l’agenda pro-minoranze come i liberali bianchi americani, sono a favore di LGBT e rifugiati neri africani, e vorrebbero che gli Ebrei Orientali governassero per loro.

Questi ultimi odiano gli Aschenaziti, ma odiano ancor di più gli arabi. L’avversione verso gli arabi è a fondamento dello Stato ebraico. Gli Orientali vorrebbero comandare, ma anche loro non sono sicuri delle proprie capacità, preferendo in realtà che siano gli Aschenaziti ad occuparsi degli affari di stato.

Anche le comunità religiose ebraiche condividono l’odio verso gli arabi, ma sono divise tra ultra-ortodossi e nazionalisti. Gli ultraortodossi badano maggiormente al proprio interesse personale, i nazionalisti sono millenaristi e chiliasti.

Al momento ci sono sei persone con qualche possibilità di ereditare la carica di Primo Ministro; altri potrebbero aggiungersi, alcuni potrebbero abbandonare. Vediamoli brevemente. Dalla destra al centro-destra, abbiamo:

(1) il Ministro della Difesa, il secolare Avigdor Lieberman, ebreo russo dalla Moldavia, che ha chiesto di bombardare la diga di Assuan ed ha minacciato il Libano di una guerra di estinzione;

(2) il Ministro dell’Istruzione, Naftali Bennett, il religioso nazionalista con background americano, che ha dichiarato che le autorità dovrebbero mettere Tamimi in galera e buttare via la chiave.

Questi i due candidati d’estrema destra.

Al centro-destra, abbiamo:

(3) Yair Lapid, ex personaggio tv, probabilmente il favorito in gara, un Macron d’Israele; secondo il Jerusalem Post, “l’uomo più pericoloso nella politica israeliana di oggi, uno stupido dal bell’aspetto, carismatico e troppo sicuro di sé, un affabile ignorante senza alcuno spessore intellettuale, privo di princìpi morali, ma con il dono di una grande abilità nel parlare”. Anche noto per aver detto che l’astronomo polacco Copernico era un “greco antico” e per aver chiamato il moderno scultore svizzero Giacometti – un “grande artista del Rinascimento”.

(4) Il Ministro delle Finanze, Moshe Kahlon, ebreo libico, l’unico Ebreo Orientale nelle alte sfere del Likud, probabile quindi che attiri gli Aschenaziti, che a propria volta credono che attrarrà gli Orientali. È centrista e piuttosto liberale.

Tenete a mente: gli Ebrei Orientali sono stati molto deludenti nella politica israeliana, sono vanagloriosi e deboli, ancorché con buone intenzioni, e raramente attraggono gli elettori Ebrei Orientali, che preferiscono votare per gli esponenti Aschenaziti di destra. Per loro, l’odio verso gli arabi è più importante dell’amore verso sé stessi.

Tutti e quattro sono ferrei nazionalisti; odiano i palestinesi, ed è quindi estremamente improbabile che firmino un compromesso (figuriamoci la pace) con loro.

A sinistra e centro sinistra:

(5) Israele ha la sua Hillary Clinton; il suo nome è Zippy Livni, un’ex-spia. I media ebrei-americani liberali ne parlano in termini entusiastici. Una volta praticamente vinse le elezioni: le venne chiesto di formare il governo, ma non riuscì a formare una maggioranza. Così Netanyahu divenne Primo Ministro, con lei che si unì all’opposizione. Poco probabile che le si ripresenterà una seconda chance.

(6) il capo del partito laburista, Avi Gabay, una figura scialba e pure un falco. Quando venne eletto per guidare il suo partito, disse che non avrebbe invitato arabi nella sua coalizione di governo; noto per aver detto agli stati arabi: “sparate un missile e noi ne spareremo 20”; ha anche detto che non smantellerà gli insediamenti ebraici nemmeno in caso di pace. È un ebreo marocchino, e corteggia gli elettori del Likud piuttosto che il proprio collegio. Probabilmente fallirà miseramente, non essendo in grado di attirare né gli elettori aschenaziti (essendo marocchino) né quelli sefarditi (in quanto troppo morbido verso gli arabi).

Ad ogni modo, le ultime due personalità hanno poche possibilità di formare il prossimo governo. I veri rivali sono i candidati di destra-religiosa e di destra-secolare; in ambo i casi Israele si sposterà sempre più verso destra e verso lo sciovinismo estremo.

Paragonato a questi candidati, Bibi è un tipo prudente e cauto. Anche se molti dei suoi ammiratori in Israele e negli Stati Uniti lo hanno spinto alla guerra, lui si è rifiutato (sempre con l’eccezione di Gaza, usata come banco di prova per i produttori israeliani di armi. Gaza non può rispondere, ed è perfettamente normale ucciderne i bambini. Gaza è lì per giustificare gli antisemiti quando verrà il Giudizio Universale). Nonostante le sue numerose minacce ad Iran ed Hezbollah, ha evitato di far esplodere la guerra. I suoi possibili successori saranno tanto prudenti quanto lui? È più probabile che scelgano la guerra, il miglior modo per ottenere popolarità, riconoscimento e gloria. Bibi è già popolare, qualsiasi successore sentirà il bisogno di fare qualcosa per diventarlo.

Non rammaricatevi che la “sinistra” israeliana ha poche possibilità di governare. Israele probabilmente non farà guerre, col Partito Laburista (o Unione Sionista) fuori dalla coalizione di governo. Se e quando la sinistra e la destra formeranno un governo di unità nazionale, la guerra da probabile diverrebbe certa. Storicamente, la destra israeliana, nonostante la sua costante spinta al conflitto, non ha mai combattuto una guerra senza l’approvazione del fratello maggiore, il Partito Laburista Aschenazita. Dall’altro lato, i Laburisti non hanno alcun problema ad andare in guerra. Qualsiasi azione forte contro i palestinesi verrà presa col sostegno della “sinistra”, o con l’iniziativa della “sinistra”.

Questa apologia per il prudente Netanyahu non significa che io abbia qualche speranza connessa al suo governo. Non ne ho alcuna, e neanche l’ANP ce le ha. È piuttosto una triste osservazione il fatto che il terribile Netanyahu sarà probabilmente rimpiazzato da un politico ancor peggiore, del tipo religioso ebraico-ISIS o del tipo laico ebraico-fascista. Questa è la terribile logica dell’apartheid. C’è una sola via d’uscita: l’eliminazione della stessa e la dichiarazione di uguaglianza tra ebrei e non ebrei nel paese; questo, a quanto pare, non è però un’opzione sul tavolo.

Nel contesto internazionale, la caduta di Netanyahu avrà un grande impatto. Sarà la vittoria dei globalisti, perché Bibi è alleato di Trump e Putin. I liberali tuttavia non godranno dei frutti della propria vittoria, dato che Israele continuerà la sua deriva verso il fondamentalismo religioso.

Fonte: www.unz.com

Link: https://www.unz.com/ishamir/netanyahu-besieged/

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di HMG