Si profila un trionfo oltre le attese per il partito conservatore che potrebbe avere due terzi dei seggi. E spaventa l’Europa

di Luca Romano

“Abbiamo vinto”. Con queste parole il premier ungherese Viktor Orban ha iniziato a celebrare davanti alla sua folla quello che sembra un trionfo che va oltre le aspettative della vigilia.

“Grazie per averci dato fiducia, per esservi uniti a noi”, ha aggiunto, citato dal Guardian. “Questa è una vittoria decisiva in futuro saremo in grado di difendere la nostra madrepatria”, ha aggiunto.

Si profila un trionfo oltre le attese per Fidesz, il partito conservatore del premier ungherese Viktor Orban (Fidesz). Secondo i risultati parziali delle elezioni legislative, con il 75% dei voti scrutinati, Fidesz conquisterebbe 134 seggi, il che significa non solo certezza della maggioranza assoluta, ma anche possibilità di raggiungere la maggioranza di due terzi dell’Assemblea nazionale, il Parlamento unicamerale composto da 199 membri.

Uno strapotere che alla vigilia era anche inimmaginabile, anzi gli analisti avevano messo in dubbio anche la certezza della maggioranza assoluta. Nel 2011 la maggioranza superiore ai due terzi consentì a Orban di modificare la Costituzione dimezzando il numero di parlamentari.

Gli ungheresi sono andati in massa alle urne. Alle 18.30 l’affluenza era del 68,1%, nove punti sopra il dato del 2014, e quasi tre ore dopo la chiusura ufficiale alcuni seggi erano ancora aperti per smaltire le code e permettere a tutti di votare. Orban si è scontrato con le istituzioni Ue per il suo no al programma di redistribuzione dei rifugiati e per il suo atteggiamento considerato illiberale verso la società civile, tanto da valergli il soprannome di ‘Viktator’, mentre ha raccolto apprezzamenti da altri politici nazionalisti e dall’estrema destra, che lo guardano come fonte d’ispirazione.

La sua campagna elettorale è stata incentrata in particolar modo sul contrasto all’immigrazione, con gli attacchi al miliardario statunitense di origini ungheresi George Soros e alle organizzazioni da lui finanziate, accusati di promuovere l’immigrazione musulmana e africana di massa in Europa per minarne l’identità cristiana. È stato il principale difensore della chiusura delle frontiere europee e di un muro con cui blindarle dall’ingresso dei migranti. Nel 2013 era stato promotore di una riforma costituzionale che aveva colpito i principi dello Stato di diritto e nel 2015 ha proposto di reintrodurre la pena di morte; nel quarto mandato vorrebbe rendere “irreversibili” i cambiamenti promossi. Orban ha iniziato la carriera politica nel 1989, a 26 anni, come leader studentesco anticomunista. Frequenta l’università di Oxford grazie a una borsa di studio sovvenzionata proprio da Soros e fonda nel 1988 il movimento Alleanza dei giovani democratici(Fidesz). Diventa primo ministro dieci anni dopo, nel 2010 viene rieletto con una forte maggioranza nell’Ungheria segnata dalla crisi economica e dagli scandali legati al precedente governo liberale. Nel 2012 esplodono le manifestazioni contro il suo esecutivo per le posizioni su aborto, matrimoni gay e diritti civili, nel 2014 viene rieletto e le proteste si ripetono: Orban viene accusato di essere corrotto e di voler limitare la libertà di espressione. Trova invece sponda nelle estreme destre internazionali, si avvicina a Putin, a Salvini, Marine Le Pen e all’Afd tedesco. Non sorprende che a Bruxelles l’attenzione sul risultato del voto sia massima.

Fonte: http://m.ilgiornale.it/news/2018/04/08/ungheria-orban-stravince/1513620/