di James Petras

Perchè il Regno Unito, L’Unione Europea e gli Stati Uniti si coalizzano contro la Russia?

Fonte: SakerItalia

Introduzione

Per gran parte dell’ultimo decennio gli Stati Uniti, il Regno Unito e l’Unione Europea hanno condotto una campagna per minare e rovesciare il governo russo e, in particolare, per estromettere il presidente Putin. Sono in gioco questioni fondamentali, compresa la possibilità reale di una guerra nucleare.

La più recente campagna di propaganda occidentale, e una delle più virulente, è quella partita con l’accusa lanciata dal regime britannico del Primo Ministro Theresa May. Gli inglesi hanno affermato che agenti segreti russi hanno cospirato per avvelenare un ex agente russo doppiogiochista e sua figlia in Inghilterra, minacciando la sovranità e la sicurezza del popolo britannico. Nessuna prova è mai stata presentata. Ma il Regno Unito ha espulso dei diplomatici russi e ha chiesto sanzioni più severe, per aumentare le tensioni. Il Regno Unito, i suoi sostenitori statunitensi ed europei si stanno muovendo verso una rottura delle relazioni e una crescente proliferazione militare.

Un certo numero di domande fondamentali sorgono riguardo alle origini e all’intensità crescente di questo animo anti-russo.

Perché i regimi occidentali ora ritengono che la Russia sia una minaccia maggiore che in passato? Credono che la Russia sia più vulnerabile alle minacce o agli attacchi occidentali? Perché i leader militari occidentali cercano di minare le difese della Russia? Le élite economiche americane credono che sia possibile provocare una crisi economica e la fine del governo del Presidente Putin? Qual è l’obiettivo strategico dei politici occidentali? Perché solo adesso il governo del Regno Unito ha preso l’iniziativa della crociata anti-russa mediante false accuse?

Questo documento è diretto a fornire elementi chiave per rispondere a queste domande.

Il contesto storico dell’aggressione occidentale

Diversi fattori storici fondamentali risalenti agli anni ’90 spiegano l’attuale ondata di ostilità occidentale nei confronti della Russia.

Prima di tutto, durante quegli anni, gli Stati Uniti hanno degradato la Russia, riducendola ad uno stato vassallo e imponendosi come stato unipolare.

In secondo luogo, le élite occidentali hanno saccheggiato l’economia russa, sequestrando e riciclando centinaia di miliardi di dollari. Le principali banche beneficiarie sono state le banche di Wall Street e City of London e quelle dei paradisi fiscali d’oltremare.

In terzo luogo, gli Stati Uniti hanno sequestrato e preso il controllo del processo elettorale russo, assicurando la “elezione” fraudolenta di Eltsin.

In quarto luogo, l’Occidente ha degradato le istituzioni militari e scientifiche della Russia e fatto avanzare le sue forze armate ai confini della Russia.

In quinto luogo, l’Occidente si è assicurato che la Russia non fosse più in grado di sostenere i suoi alleati e governi indipendenti in Europa, Asia, Africa e America Latina. La Russia non è stata in grado di aiutare i suoi alleati in Ucraina, Cuba, Corea del Nord, Libia, eccetera.

Con il collasso del regime di Eltsin e l’elezione del presidente Putin, la Russia ha riacquistato la propria sovranità, la sua economia si è ripresa, le sue forze armate e gli istituti scientifici sono stati ricostruiti e rafforzati. La povertà è stata nettamente ridotta e i capitalisti criminali sostenuti dall’Occidente sono stati incarcerati o sono fuggiti, principalmente nel Regno Unito e negli Stati Uniti.

La storica ripresa della Russia sotto il presidente Putin e la sua graduale influenza internazionale hanno frantumato la pretesa statunitense di governare su di un mondo unipolare. La ripresa della Russia e il suo controllo sulle proprie risorse economiche  hanno ridotto il predominio degli Stati Uniti, in particolare sui suoi giacimenti di petrolio e gas.

Quando la Russia ha consolidato la propria sovranità ed è avanzata economicamente, socialmente, politicamente e militarmente, l’Occidente ha aumentato  la sua ostilità nel tentativo di riportare la Russia al Medioevo degli anni ’90.

Gli Stati Uniti hanno lanciato numerosi colpi di Stato, interventi militari ed elezioni fraudolente per circondare e isolare la Russia. L’Ucraina, l’Iraq, la Siria, la Libia, lo Yemen e gli alleati russi in Asia centrale sono stati presi di mira. Le basi militari della NATO si sono moltiplicate.

L’economia della Russia è stata presa di mira con le sanzioni dirette alle sue importazioni ed esportazioni. Il presidente Putin è stato oggetto di una virulenta campagna di propaganda da parte dei media occidentali. Le ONG degli Stati Uniti hanno finanziato i partiti e i politici dell’opposizione.

La campagna di inversione portata avanti da USA-UE è fallita.

La campagna di accerchiamento è fallita.

L’Ucraina è frammentata: gli alleati della Russia hanno preso il controllo dell’Oriente; la Crimea ha votato per l’unificazione con la Russia. La Siria si è unita alla Russia per sconfiggere i vassalli statunitensi in armi. La Russia si è rivolta al commercio multilaterale, ai trasporti e alle reti finanziarie della Cina.

Quando l’intera fantasia unipolare statunitense si è dissolta, ha provocato un profondo risentimento, animosità e un contrattacco sistematico. La costosa e fallimentare guerra al terrore degli Stati Uniti è diventata una prova generale per la guerra economica e ideologica contro il Cremlino. La ripresa storica della Russia e la sconfitta della campagna denigratoria occidentale hanno intensificato la guerra ideologica ed economica.

Il piano al veleno del Regno Unito è stato concepito per accrescere le tensioni economiche e preparare il pubblico occidentale a intensificare gli scontri militari.

La Russia non è una minaccia per l’Occidente: sta recuperando la sua sovranità per promuovere un mondo multipolare. Il presidente Putin non è un “aggressore” ma si rifiuta di permettere alla Russia di tornare al vassallaggio.

Il presidente Putin è immensamente popolare in Russia e odiato dagli Stati Uniti proprio perché è l’opposto di Eltsin: ha creato un’economia fiorente, resiste alle sanzioni e difende i confini e gli alleati della Russia.

Conclusione

Per una risposta sommaria alle domande di apertura.

1) I regimi occidentali riconoscono che la Russia è una minaccia per il loro dominio globale; sanno che la Russia non è una minaccia per l’invasione dell’UE, il Nord America o i loro vassalli.

2) I regimi occidentali credono di poter rovesciare la Russia attraverso la guerra economica, incluse le sanzioni. In effetti, la Russia è diventata più autosufficiente e ha diversificato i suoi partner commerciali, in particolare la Cina, e comprende persino l’Arabia Saudita e altri alleati occidentali.

La campagna di propaganda occidentale non è riuscita a rivoltare contro Putin gli elettori russi. Il 19 marzo 2018 la partecipazione degli elettori alle elezioni presidenziali è aumentata al 67%. Vladimir Putin ha ottenuto una maggioranza record del 77%. Il presidente Putin è politicamente più forte che mai.

La dimostrazione da parte della Russia di armi nucleari avanzate e di altre armi avanzate ha avuto un notevole effetto deterrente, specialmente tra i leader militari statunitensi, chiarendo che la Russia non è vulnerabile agli attacchi.

Il Regno Unito ha tentato di unificare e acquisire importanza con l’UE e gli Stati Uniti attraverso il lancio della sua cospirazione tossica anti-Russia. Il primo ministro May ha fallito. La Brexit costringerà il Regno Unito a rompere con l’UE.

Il presidente Trump non sostituirà l’UE con un altro partner commerciale sostitutivo. Mentre l’UE e Washington potrebbero sostenere la crociata del Regno Unito contro la Russia, perseguiranno la loro agenda commerciale; che non include il Regno Unito.

In una parola, il Regno Unito, l’UE e gli Stati Uniti si stanno coalizzando contro la Russia per diverse ragioni storiche e contemporanee. Lo sfruttamento britannico della cospirazione anti-russa è uno stratagemma temporaneo per unirsi alla banda, ma non cambierà il suo inevitabile declino globale e la disgregazione del Regno Unito.

La Russia rimarrà un potere globale. Continuerà sotto la guida del presidente Putin. Le potenze occidentali divideranno e stuzzicheranno i loro vicini – ma decideranno che la cosa migliore è accettare di lavorare in un mondo multipolare.

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Articolo di James Petras apparso su Global Research il 21 marzo 2018
Traduzione in italiano di Cinzia Palmacci per SakerItalia