pag religiose
INTERVISTA ESCLUSIVA PER IL SITO DEL CIRCOLO CULTURALE CHRISTUS REX WWW.AGERECONTRA.IT
A S.ECC.REV.MA
MONS. RICHARD WILLIAMSON
a cura del portavoce del Circolo
Matteo Castagna
traduzione italiana a cura di Matteo Fontana
Eccellenza,
La ringraziamo, innanzitutto, del privilegio che ci ha offerto con la Sua visita a Verona durante il Suo viaggio in Veneto di fine settembre 2007 e della possibilità che concede al nostro sito di una intervista esclusiva sui problemi religiosi e sociali del nostro tempo.
Come sa, il nostro Circolo svolge attività di militanza cattolica in Triveneto.
L'importanza delle Sue parole sarà, perciò, determinante e di incoraggiamento per tutti noi, nell'epoca di grave crisi, di disorientamento, di sfiducia che viviamo.
Resta di particolare attualità il testo di S.E. Rev.ma Mons. Marcel Lefebvre "Lettera aperta ai cattolici perplessi". Infatti, per quanto concerne la libertà religiosa, l'ecumenismo, la collegialità, i presunti diritti dell'uomo, il relativismo, il liberalismo, gran parte dei vertici della Chiesa, compreso Benedetto XVI, non appaiono cambiati rispetto all'epoca in cui Monsignore scriveva quel mirabile saggio.
In particolare, Benedetto XVI rimane ancorato alla visione di ecumenismo modernista, tanto che, dopo la visita alla sinagoga di Colonia e il "pellegrinaggio" ad Auschwitz, ha recentemente detto che "gli ebrei possono legittimamente attendere" un nuovo Messia. Inoltre, nei confronti dei protestanti la Congregazione per la Dottrina della Fede ha prodotto un documento controverso in cui si dice che essi non costituiscono chiesa, ma molte diocesi, tra cui quella di Verona (presso la chiesa intitolata a San Pietro Martire) mette loro a disposizione luoghi di culto consacrati cattolici. Pensa che Ratzinger stia seguendo la via ecumenista tracciata dai suoi predecessori?
Come il Concilio Vaticano II ha tentato di conciliare l'inconciliabile, vale a dire il Cattolicesimo (incentrato su Dio) e il mondo moderno (incentrato sull'uomo) producendo la religione intrinsecamente contraddittoria del conciliarismo, così Papa Benedetto XVI, un fermo e apertamente incallito sostenitore del Concilio Vaticano II (in cui ha avuto un ruolo chiave il suo maestro Karl Rahner) sta proseguendo nelle contraddizioni del conciliarismo. Ciò significa che Egli dirà agli ebrei molte cose atte a confermarli nella loro falsa religione, così come ai mussulmani e ai protestanti, eppure nello stesso tempo sembrerebbe aver liberalizzato il vero rito della Messa. Umanamente parlando, sembra pure che Benedetto XVI spenderà tutto il Pontificato diffondendo contraddizioni ed incrementandole, salvo un miracolo della Grazia.
In questi ultimi mesi si parla molto di "lex orandi, lex credendi". Si può ancora parlare di di rottura tra il Concilio e la Tradizione? Se sì in che termini? E se si può ancora parlare di rottura e di discontinuità tra Concilio e Tradizione, è ancora attuale per un cattolico porsi il problema di coscienza sollevato a più riprese da S.Ecc. Rev.ma Mons. Lefebvre, relativamente alla partecipazione alla nuova Messa? Questa necessità di opzione, primariamente dottrinale, che induce il cattolico a scegliere unicamente la Messa tradizionale, come si concilia col "dialogo" aperto da Benedetto XVI con la Fraternità? C'è il pericolo che Roma abbia intenzione di ridurre la Tradizione a una sorta di "carisma" per nostalgici della forma, accanto a neo-catecumenali e focolarini, anzichè attivare con Essa una seria discussione sui problemi dottrinali nati col Concilio?
Ovviamente sì, perchè la Tradizione Cattolica non può cambiare, mentre possono cambiare i 16 documenti del Concilio Vaticano II, che sono ciò che sono, e che furono scritti negli anni sessanta. Fra Tradizione e Concilio perciò, l'opposizione è tanto irriducibile quanto quella tra la religione incentrata su Dio e la religione incentrata sull'uomo. Così, dichiarando la nuova Messa come espressione della religione conciliare che spinge tutto il tempo verso la centralità dell'uomo, se un cattolico vuole mantenere la propria fede non può frequentare regolarmente la nuova Messa e quanto prima egli capisce quanto irriducibilmente sia opposta questa alla vera religione cattolica, egli deve/dovrebbe stare lontano da tutto ciò, completamente.
Per quanto riguarda il "dialogo" tra Benedetto XVI e la Fraternità S. Pio X, esso deve incondizionatamente servire la Fede al fine di servire la Chiesa.
Perciò, Benedetto XVI dovrebbe essere incoraggiato dalla FSSPX in ogni azione che compie, in relazione alla religione incentrata su Dio, ma in questo incoraggiamento non dovrebbe mai esserci la minima traccia di approvazione o di accordo con la Sua adesione alla religione conciliare, che spinge, invece, verso l'uomo. Quindi è altamente possibile che il desiderio di Benedetto XVI sia di incorporare la Tradizione Cattolica, incarnata dalla Fraternità San Pio X, nella apertissima nuova Chiesa ecumenica che abbraccia tutte le forme di "cristianità", cattolica e non cattolica, ma la FSSPX non potrebbe nè dovrebbe mai accettare qualsiasi forma di assorbimento.
Benedetto XVI deve essere portato a capire che la Verità Cattolica (che è rappresentata da ciò che include la Fede Cattolica, la quale è ciò di cui si occupa la Chiesa Cattolica) è UNA, IMMUTABILE ed ESCLUSIVA, eliminando le contraddizioni sia interne che esterne.
I Cardinali Ottaviani e Bacci, nel “Breve esame critico del Novus Ordo Missae” sostennero, a ragione, l'incredibile discordanza tra il Nuovo Messale e la Fede Cattolica di sempre. Si può dedurre che i due Messali (tridentino e nuovo) sono in discontinuità e che, quindi, teologicamente, non possono essere ritenuti forme paritetiche dello stesso rito?
Nella Chiesa latina c'è una varietà di riti della Messa, per esempio il rito Ambrosiano, il rito Domenicano ecc. Questi riti sono perfettamente accettabili accanto a quello che è noto come rito tridentino, perchè nulla in Essi contraddice quell' unica fede esclusiva, priva di qualsivoglia errore dottrinale, che è la fede cattolica.
Ma il Novus Ordo Missae, introdotto nella Chiesa latina nel 1969, non è un rito vero e proprio perchè, anche se non è apertamente ed esplicitamente eretico, non di meno promuove errori dottrinali. E li promuove, almeno implicitamente, per la sua gravemente insufficiente espressione delle grandi Verità cattoliche della nostra Redenzione, da parte di Nostro Signore Gesù Cristo, per esempio la Presenza Reale, il Vero Sacrificio della Messa, il ruolo sacerdotale di "alter Christus", il ruolo di intercessione della Madre di Dio.
Perciò il Novus Ordo Missae implica una religione differente dal Cattolicesimo, che contraddice il Cattolicesimo e non è possibile dichiarare che il rito tridentino della Messa e il Novus Ordo Missae siano due forme dello stesso rito. Sono, altresì, i due riti di due differenti religioni.
Nell'omelia che Lei ha tenuto ad Econe, in occasione delle ultime ordinazioni sacerdotali, con la consueta arguzia e semplicità, lei ha detto spesso che nella chiesa modernista "2+2 non fa più 4". Può spiegarci cosa intende?
Nel suo romanzo "1984" George Horwell dice chiaramente che la resistenza ultima e ogni tipo di governo totalitario è la verità oggettiva e il più semplice e più comprensibile esempio di questa verità oggettiva è la ben nota affermazione che "2+2 = 4". ecco perchè l'eroe del romanzo dichiara che "la libertà è la capacità di dire che "2+2 = 4".
Ora, la nuova chiesa dei neo-modernisti non è una forma di governo statale ma rappresenta una nuova religione imposta negli ultimi 40 anni, 2007 compreso, con una forza quasi totalitaria, perchè precisamente essa sta sfidando la religione di Dio e allontanando dalla Verità oggettiva di Dio.
Questo perchè, nel dominio della religione, i neo-modernisti stanno imponendo alla Chiesa il loro rifiuto del "2+2 che fa solo 4". Loro vogliono anche che due più due faccia un "cinque-mussulmano" o un "sei-ebreo", o "sei milioni..."
Come sa, il nostro Circolo si occupa anche di politica, in funzione del Regno Sociale di Nostro Signore Gesù Cristo. Ma fa molta fatica ad affermare le proprie convinzioni, che sono, in ultima analisi, quelle del Magistero di sempre. Quasi tutti sono contro. A partire da gran parte della Gerarchia ecclesiastica.
Noi riusciamo in alcuni casi a condizionare, ma il laicismo è nettamente dominante. Cosa deve fare un cattolico che vuole impegnarsi anche in ambito sociale e politico?
C'è un vecchio detto:" Puoi portare un asino verso l'acqua ma non puoi farlo bere". Sia l'azione politica che quella sociale sono intese come azioni individuali di esseri umani, compagni uno all'altro, ciascuno con la facoltà del libero arbitrio. Ma oggi il genere umano è corrotto come non mai prima in tutta la sua storia (al tempo di Noè tutti gli uomini erano corrotti ma nessuno compiva apostasia dal Dio incarnato perchè Dio doveva ancora incarnarsi). Oggi tutti gli uomini sono, implicitamente per non dire esplicitamente, non solo corrotti ma anche apostati. Così, l'asino moderno non vuole bere le acque vive di Cristo Re, così qualsivoglia azione politica e sociale in favore di Cristo è fortemente limitata. Non che non ci sia niente da fare. Qualunque cattolico che vuole promuovere una azione deve prima chiedere a se stesso se lui non stia versando l'acqua sulla sabbia o, come disse Nostro Signore: "Non stia gettando le perle ai porci". A un cattolico non è concesso di lanciare quel che è sacro "nelle ortiche".
Vuole dare un consiglio ai cattolici fedeli alla Tradizione italiani?
Il problema oggi del genere umano è primariamente e principalmente un problema religioso. Perciò i cattolici dovrebbero raccogliersi intorno al Sacrificio dell'unica vera religione, dovrebbero fare gruppo per un supporto comune di cui tutti noi "animali sociali" abbiamo bisogno e, ancor di più, dovrebbero pregare il Rosario, nel mezzo delle nubi tempestose che si incontrano per procurarsi il potente aiuto della Madre di Dio.
La ringraziamo sentitamente per la disponibilità, la benevolenza e la chiarezza. Con il Suo permesso siamo lieti di comunicare ai nostri connazionali il Suo sito internet, sul quale è possibile leggere i Suoi interventi e le Sue lettere episcopali: dinoscopus.blogspot.com
Le chiediamo, infine, di impartirci l'apostolica benedizione.
Verona, 05/10/2007
+ Mons. Richard Williamson