nuovi capitoli
Il giorno 30 aprile 2009 16.10, il Prof. Franco Damiani ha risposto al Sig. Socci:
Signor Socci,
nell'articolo "Duro attacco al papa. Così ringraziano i lefebvriani" ("Libero 25 aprile) Lei fa riferimento a due articoli della rivista "sì sì no no" che contengono un'analisi assai serrata del pensiero di Joseph Ratzinger. Tale analisi approda alle conclusioni che il pensiero di colui che viene ritenuto Papa non è cattolico. Anzichè confutare nel merito tale analisi, lei preferisce replicare sul piano "politico", vedendovi il tentativo di un settore intransigente del lefebvrismo di boicottare la "mano tesa" di Benedetto XVi alla Fraternità.
Ammettiamo per un istante che sia così, anche se la rivista fondata nel 1975 da don Francesco Maria Putti di v.m. è coerente con le sue posizioni di sempre30 settembre 1992 l'articolo "Il card. Ratzinger, la Civiltà cattolica e la Chiesa non più santa"ricorda come il card. Ratzinger, allora teologo consultore,pronunciato al Concilio per la formula della "Chiesa peccatrice" e che tale scandalosa affermazione si trova ancora nel suo volume "Introduzione al Cristianesimo"; il 31 marzo 1993di sette pagine a firma Stanislaus sul card. Ratzinger, per la serie "Quelli che pensano di aver vinto", era intitolato "Un prefetto senza fede allaper lanon si contano gli altri articoli sul personaggio, sempre nella stessa chiave). Come Lei stesso scrive, si tratta di testata indipendente dalla FSSPX e il cui direttore (a- possibile che non lo sappia? - sono sempre attribuibili gli articoli anonimi) è suor Maria Casoma la cui anima è attualmente don Curzio Nitoglia, un sacerdote uscito dalla Fraternità un quarto di secolo fa (1984) proprio per l'aria di "inciucio" che già allora tirava.
In ogni caso la Fraternità (che, (che, questo è vero anche se non è la Sua penna che lo deve certificare, attualmente conduce una politica all'insegna dell'ambiguità: un volto per i media e uno per i fedeli)à, se crederà,quel che le compete.
Il fatto è che alcune Sue affermazioni sono del tutto inaccettabili e lettori avrebbero il diritto di leggere i testi che Lei critica per verificare che la critica sia fondata. La tesi del primato della coscienza sul Papa, che Ratzingerdal card. Newman, non è cattolica, con buona pace di Innocenzo III che però certo non intendeva ratzingerianamente la coscienza tout court, ma, come la Chiesa ha sempre insegnato, la coscienza vera, ossia illuminata dal Magistero. ("di me stesso posso e devo diffidare, ma non della parola del Papa Vicario di Cristo").che non si applica a Joseph Ratzinger, che come ampiamente dimostrato non è cattolico (e che, a proposito, a sedici anni era giàgrado di intendere e di volere e in ogni caso non ha mai cambiato le sue idee di allora).
Lei definisce poi i cattolici che hanno rifiutato la "revoca della scomunica" (ma la FSSPX non ha affermato per vent'anni cheera invalida?) "un pugno di presuntuosi", da cui invita perentoriamente Mons. Fellay a "prendere le distanze". Ebbene, questo "pugno di presuntuosi", di cui mi onoro di far parte ecui "presunzione" consiste nel voler restare a tutti i costi fedeli alla dottrina che fu loro insegnata da bambini, è costituito o da sacerdoti come don Nitoglia che da ventiquattro anni non fa parte della Fraternità o da sacerdoti che ne sono stati espulsi come don Floriano Abrahamowicz o come don Basilio Méramo. Quindi Mons. Fellay ha purtroppo già deciso con chi stare. Il nostro don Floriano, lo dico a Sua consolazione, è stato sbattuto sulla strada nottetempo mediante la sostituzione delle chiavi della sua residenza, privato degli effetti personali e costretto(in mancanza di quella dei suoiconfratelli) a ricorrere alla carità dei fedeli per avere un tetto sotto cui dormire eparamenti per celebrare. Attualmente celebra sotto un gazebo di fortuna. Analoga sorte è toccata don Méramo, priore del Messico, e toccherà d'ora in avanti a tutti i dissidenti. Questo regime di terrore viene applicato per volontà del "buon" Ratzinger, del "Papa buono" che "come un padre misericordioso" apre la porta a "un figlio scappato di casa" (spero che Mons. Fellay trovi la digmità di replicare almeno a quest'ultimo insulto: scappato di casa chi, Mons. Lefebvre che ha sempre insegnato la stessa dottrina e celebrato la stessa Messa?) e cheè prodigo dicon i giudei(a proposito, perché non commenta la bestemmia ratzingeriana del "doppio canale di salvezza" che per i soli giudei non richiederebbe la fede in Nostro Signore Gesù Cristo?) etutti i nemici della Chiesa.
Per completezza aggiungo che l'offerta died aspettarlo a Rimini" da parte deidi don Floriano non e un tentativo di riabilitarlo (cosa che dovrebbe succedere per mezzo stampa) ma si tratta di speculare sulladifficolta di stabilirsi in Veneto per poi mandarlo da pentito e graziato fuori dell' Ítalia. Il diritto canonico invece del quale si sono avvalsi don Davide Pagliarani e don Fausto Buzzi prevedrebbe un indenizzo.
C'è un'ultima menzogna, signor Socci, che non Le può essere lasciata passare, edè quella relativa al protocollo del 1988 e quindi alla fedeltà a Mons. Lefebvre.
Sappia allora che giugno 1988, subito dopo le consacrazioni,fondatore della Fraternità"Noi siamo scomunicati da parte di modernisti, gente che è stata condannata dai papi precedenti. Allora che cosa ci può fare ciò? Siamo condannati da gente che è condannata! Da gente che dovrebbe essere condannata pubblicamente!", e che nel successivo novembre dichiarò: "Supponendo che fra qualche tempo Roma ci chiami,.... Imposterò il discorso sul piano dottrinale: "siete d´accordo con le grandi encicliche di tutti papi chi vi hanno preceduti? Se non accettate la dottrina dei vostri predecessori, è inutile parlare. Finché non accetterete di riformare il Concilio considerando la dottrina di questi papi che rihanno preceduti non è possibile dialogare. E´ inutile." (Fideliter, nr.66, nov.dic.1988).
Sappia cheuna conferenza contro il sedavacantismo a Flavigny sempre nel 1988 dichiarò peraltro: metto la mia mano nel fuoco che questo sia papa"
Sappia che due mesi prima di morire, in una lettera ai domenicani di Avrillé, Monsignore definiva gli occupanti il Vaticano "assassini della fede cattolica" e che il desiderio di colloquiare ufficialmente con la Roma modernista per ottenere, nel caso di uno sbocco felice di tali colloqui, una soluzione di regolarizzazione canonica per la Fraternità, era respinto da lui"illusione puerile": "Mettersi dentro la Chiesa, che cosa vuol dire? E anzitutto di quale chiesa si parla? Se si tratta della chiesa conciliare, noi che l´abbiamo combattuta per vent´anni perché vogliamo la chiesa cattolica, dovremmo entrare in questa chiesa conciliare, per così dire renderla cattolica? E´ un´illusione totale! (...) Questa storia della chiesa visibile (...)è puerile. E´ incredibile che parlando di chiesa visibile si possa parlare di chiesa conciliare, in opposizione alla Chiesa Cattolica che noi cerchiamo di rappresentare e di continuare." (...) (Fideliter nr. 70 luglio-agosto 1989).
Si rassicuri, quindi: nessun pericolo per il Grande Inciucio che arriverà "trionfalmente" al suo naturale esito, ossia alla fagocitazione della Fraternità nel calderone modernista di Ratzinger e nella sua completa neutralizzazione.
A opporsi allasatanica (la "rivoluzione in tiara e cappa" preconizzata dalle logge massoniche e che si sta svolgendo sotto i nostri occhi, anzi in gran parte è già compiuta) che tenta di spazzar via il cattolicesimo, il sacerdozio, la Messa e la Chiesa resteranno solo quei pochi "presuntuosi", ma stia asicuro che finchè avranno vita non cesseranno di combattere la buona battaglia. Anche nelle catacombe, se necessario, e se necessario anche dando la propria vita.
Franco Damiani
addetto stampa del Circolo "Christus Rex"
Il Sig. Socci ha risposto: “Si rilegga il protocollo del 1988 Ratzinger/Lefebvre. E tanti cari saluti”
Il Prof. Damiani ha fatto presente: “Mons. Lefebvre stracciò i protocolli del 1988!”.