Archivio per la categoria ARIANNA EDITRICE

Populismo. La fine della destra e della sinistra – Alain de Benoist

Segnalazione di Arianna Editrice

di Alain de Benoist – Nelle migliori librerie

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Il “grande gioco” israeliano

di Giacomo Gabellini

Il “grande gioco” israeliano

Fonte: Giacomo Gabellini

All’inizio del 2012, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu si recò alla riunione annuale della potentissima American Israel Public Affairs Committee (Aipac) per pronunciare un duro atto d’accusa contro la linea politica dell’amministrazione Obama, interrotto dalla lettura di una alcuni passaggi di una lettera, risalente al 1944, attraverso la quale il Dipartimento della Guerra statunitense aveva comunicato ai rappresentanti del movimento sionista il rifiuto alla loro proposta di bombardare un segmento del tratto ferroviario che conduceva al campo di concentramento di Auschwitz. Alla fine del suo intervento, il leaderdel Likud affermò inoltre che «nessuno di noi può permettersi di aspettare ancora a lungo. In qualità di premier israeliano, non permetterò che il mio popolo viva all’ombra dell’annientamento», strumentalizzando così la sofferenza degli ebrei a fini ideologici conformemente all’ormai consolidata pratica di giustificare la politica israeliana. Lo stesso premier israeliano si prestò a una sceneggiata dello stesso genere in occasione anche dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite del settembre 2012, presentandosi dinnanzi ai delegati di tutto il mondo con in mano un manifesto raffigurante una bomba a palla con una miccia accesa, su cui tracciò una linea rossa corrispondente, a suo dire, al “punto di non ritorno”, vale a dire il limite che le Nazioni Unite dovrebbero impedire all’Iran di superare «prima che completi l’arricchimento necessario a fabbricare una bomba».  Prosegui la lettura »

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Fake news: presentazione a Bologna sabato 21 aprile

Segnalazione Arianna Editrice

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Fake News: l’indagine di Enrica Perucchietti

Fake NewsSegnalazione Arianna Editrice

LA NUOVA INDAGINE DI ENRICA PERUCCHIETTI

DALLA MANIPOLAZIONE DELL’OPINIONE PUBBLICA

ALLA POST-VERITA’: come il potere controlla i media e fabbrica l’informazione per ottenere il consenso

Dopo i successi di Governo GlobaleLa Fabbrica della Manipolazione e UnisexEnrica Perucchietti torna ad analizzare il rapporto tra i mezzi di comunicazione, il potere e le strategie del controllo sociale, mostrando come i primi a mentire all’opinione pubblica siano proprio i media mainstream.

Riprendendo e attualizzando le tematiche portanti del capolavoro di George Orwell, 1984, l’autrice mostra come la battaglia contro le fake news intenda reprimere il dissenso e censurare l’informazione indipendente, introducendo – di fatto – lo psicoreato e impedendo alle persone non solo di esprimersi, ma persino di pensare.

«Noi siamo in gran parte governati da uomini di cui ignoriamo tutto, ma che sono in grado di plasmare la nostra mentalità, orientare i nostri gusti, suggerirci cosa pensare». 
Edward Bernays

Fake News, intervista a Enrica Perucchietti: “Sempre più vicini allo psicoreato”

L’ultimo libro di Enrica Perucchietti può essere considerato un vero e proprio grido d’allarme. Parliamo di Fake News (Arianna Editrice), che si avvale della prefazione di Marcello Foa. La battaglia in corso contro le cosiddette fake news è, in realtà, per Perucchietti un ulteriore grande passo verso una forma moderna di psicoreato, voluta da forze governative che non accettano il pensiero controcorrente. Un tema super-bollente soprattutto in questi tempi dove il termine fake news è diventato quasi di moda ma dietro ci sono realtà e nuovi rischi non sempre di facile interpretazione. Il libro intende essere una bussola proprio per capire meglio “chi e cosa c’è dietro”, come testimonia l’intervista che abbiamo fatto all’autrice.

Perché questo libro? Come autrice affermata, quali sono le esigenze che l’hanno portata a scrivere questo nuovo saggio critico?

Negli ultimi anni ho approfondito sempre di più il tema della manipolazione e del controllo sociale. L’attuale battaglia globale contro le fake news si inserisce in questo ambito: ritengo infatti che sia una forma di strumentalizzazione per convincere l’opinione pubblica a introdurre il reato d’opinione e soprattutto censurare l’informazione alternativa che si svolge soprattutto sul web. Il potere oggi, come il Grande Fratello orwelliano, sottomette le menti dei cittadini tramite il “controllo della realtà” e niente deve sfuggire alle maglie del suo dominio onnipervasivo. Il potere, cioè svuota le menti dei cittadini per riempirle con i propri contenuti: chi si oppone, chi dissente viene accusato di “psicoreato”. Nel libro, mostro come molte tematiche affrontate da Orwell in 1984 si sono o si stanno concretizzando.

Oggi chi non si allinea al pensiero unico e al politicamente corretto viene infatti perseguitato, rischia la censura e in futuro, grazie alle proposte politiche di cui parlo ampiamente nel libro, verrà punito con sanzioni se non addirittura con l’arresto.

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Tramonto del neoliberalismo e futuro della democrazia

Segnalazione Arianna Editrice

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Dovremmo forse prendere sul serio la politica USA contro l’Iran?

di Thierry Meyssan

Dovremmo forse prendere sul serio la politica USA contro l’Iran?

Fonte: Megachip

Il Dipartimento di Stato e il presidente Trump hanno proferito imprecazioni contro Hezbollah e l’Iran, tali da far presagire una rottura dell’accordo 5+1. Ma per Thierry Meyssan, sebbene il peggio sia possibile, è assai più probabile che ancora una volta Washington metta in scena un falso litigio per meglio manipolare i suoi alleati israeliani e sauditi.

Il discorso del presidente statunitense sull’Iran è stato preceduto da una breve conferenza stampa al Dipartimento di Stato in cui Hezbollah è stato accusato di esportare il terrorismo in tutto il mondo per conto di Teheran [1]. Unendo l’atto alla parola, è stata offerta una taglia per l’arresto di due dei suoi comandanti. Ma – sorpresa! – nemmeno una frase è stata pronunciata né sulle sue vittorie contro i jihadisti, né sugli 800 milioni di dollari che la Guida Ali Khamenei ha appena offerto alla Resistenza libanese [2].

Poi, nel prendere la parola, il Presidente Trump non ha mancato di insultare quanto più possibile il lascito dell’Imam Rouhollah Khomeini, i Guardiani della Rivoluzione e la Guida [3].
Ha rinfocolato ogni sorta di vecchie accuse di cui sono stati fatti oggetto già da molto tempo e ha gettato le basi per accusarli di animare la ripresa di Al-Qa’ida. Prosegui la lettura »

Antifa, il braccio armato del neoliberismo

di Diana Johnstone

Antifa, il braccio armato del neoliberismo

Fonte: oltre la linea

Nelle ultime settimane una sinistra totalmente allo sbando è stata esortata ad unirsi attorno ad una banda di individui mascherati detti “Antifa”, abbreviazione di “antifascisti”. Incappucciati e vestiti di nero, gli Antifa sono una variante dei Black Bloc, noti per irrompere violentemente all’interno di manifestazioni altrimenti pacifiche. L’etichetta di “antifascisti” è anche molto utile per stigmatizzare coloro che li attaccano come “fascisti”. Nonostante il nome tipicamente europeo, gli Antifa sono un altro esempio della degenerazione politica in America.

ANTEFATTI STORICI
Gli Antifa sono saliti alle cronache per avere impedito alcune conferenze di personaggi legati alla destra all’università di Berkeley, ma il loro momento di gloria è avvenuto durante gli scontri di Charlottesville il 12 agosto, in buona parte perché Trump ha commentato che “c’erano buone persone da entrambi i lati”. I commentatori hanno colto l’opportunità di attaccare il Presidente per la sua “equivalenza morale”, dunque benedicendo gli Antifa.

I fatti di Charlottesville sono serviti per lanciare con successo sul mercato il libro “Antifa: the Antifascist handbook”, il cui autore, Mark Bray, è antifascista di nome e di fatto. Il libro, come ha dichiarato l’editore Melville House, si è venduto rapidamente, con recensioni sul New York Times, The Guardian e NBC. The Washington Post ha celebrato Bray come il portavoce di “un movimento attivista emergente” e evidenziato che “il contributo più importante di questo libro è di mettere in luce i contributi dell’antifascismo nella storia recente, e in particolare la lotta al suprematismo bianco“. Prosegui la lettura »

Ecco come l’assurdo riesce a diventare normale

di Enrica Perucchietti

Ecco come l'assurdo riesce a diventare normale

Fonte: Interesse Nazionale

Sempre più spesso i media non mancano di offrirci notizie in apparenza stravaganti che stanno gradualmente, secondo il principio della Rana bollita di Noam Chomsky, abituando l’opinione pubblica ad accettare come “normali” costumi culturali e antropologici “nuovi”. Non ci si deve più stupire se tre uomini si sposano o se una donna convola a nozze con sé stessa. Dietro i nuovi costumi, ci viene detto, si può osservare il faro dell’evoluzione e del progresso: l’emancipazione dell’uomo che sceglie chi essere (a partire dalla propria identità sessuale) e come vivere (poliamore, poligenitorialità, ecc.).

Il tema della trasgressione, della licenziosità e dell’obbligo a godere di piacere illimitato a cui siamo ormai sottoposti quotidianamente, è uno dei nuclei centrali della manipolazione “dolce” come perfettamente spiegato da Aldous Huxley in Il mondo nuovo.

Oggi dobbiamo convenire sul fatto che si sta attuando quanto immaginato nel 1932 dal saggista e romanziere inglese: il potere incentiva il sesso libero e promiscuo disgiunto dal matrimonio e con esso il superamento della famiglia tradizionale. Ma non solo, perché l’orizzonte futuro ci prospetta anche nuovi rapporti sentimentali quali il poliamore ma soprattutto la procreazione disgiunta dall’atto sessuale: su questo Huxley è stato incredibilmente profetico arrivando a immaginare la nascita delle future generazioni in uteri artificiali (per approfondimenti rimando ai nostri precedenti saggi Utero in affitto e ne Il mito dell’immortalità). Prosegui la lettura »

C’è un’altra storia, scoprila…

Segnalazione Arianna Editrice

C’è un’altra storia, scoprila…

La Fabbrica della Manipolazione

 UnisexFalse Flag
 LA STORIA SEGRETA DEL NUOVO ORDINE MONDIALE

LA NUOVA EDIZIONE AGGIORNATA DI UN BESTSELLER EPOCALE

In questo saggio fu svelata per la prima volta in modo chiaro, completo e documentato, la storia segreta del Nuovo Ordine Mondiale, dagli inizi a oggi: la genesi, l’ideologia e le tappe storiche, dalle origini della modernità all’attuale sfida militare, che vede come terreno di battaglia il Medio Oriente.

Oggi Enrica Perucchietti e Gianluca Marletta aggiornano questa pietra miliare dell’indagine storico-politica, con nuovi dettagli e l’analisi degli eventi più recenti.

«Quale obiettivo nasconde il progetto di instaurazione di un Governo Globale? Assoggettare i popoli e far cadere nazioni e governi come pedine di un complesso dominio di cui non si riesce a vedere tra l’altro il disegno complessivo».

Crisi economiche, rivoluzioni e guerre: che cosa si cela dietro il rischio di crollo dell’Eurozona?

Unisci i puntini e scopri come tanti eventi apparentemente distanti sono in realtà collegati ad un unico grande progetto di dominio.

Governo Globale

Enrica Perucchietti, Gianluca Marletta

La Storia Segreta del Nuovo Ordine Mondiale.

Prezzo: € 12,90

Formato: Brossura – cm 15×21
Editore: Arianna Editrice
Collana: Un’Altra Storia

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Israele. Geopolitica di una piccola, grande potenza

di Stefano Vernole

Israele. Geopolitica di una piccola, grande potenza

Fonte: Eurasia

Volume ambizioso e coraggioso quello scritto da Giacomo Gabellini, in quanto si propone di narrare le vicende israeliane dal loro concepimento fino ai giorni nostri.

Di Israele se ne discute molto anche in Italia (dove i luoghi comuni sul sionismo abbondano), spesso a sproposito, eppure l’autore è riuscito a mantenere una forte oggettività senza concedere nulla al “politicamente corretto”.
Non manca ovviamente una nutrita letteratura sull’argomento, dato che l’insediamento degli ebrei nella “Terra Promessa” coincise con la deportazione (Nakba) e la persecuzione di un popolo, quello arabo palestinese, che quella terra l’aveva sempre abitata.
Eppure il libro di Gabellini mescola sapientemente i vari aspetti ed effetti della questione sionista, individuandone il motore nel fattore religioso-messianico ma senza dimenticarne le componenti economiche che anzi assumono qui un certo rilievo. Prosegui la lettura »

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