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Non ci sarà nessun Governo Conte: i veri premier saranno Salvini e Di Maio

Segnalazione Linkiesta

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Non ci sarà nessun Governo Conte: i veri premier saranno Salvini e Di Maio

I leader di Cinque Stelle e Lega non hanno perso l’occasione per parlare in maniera roboante. Ma Mattarella insiste: vuole “costituzionalizzare” il Governo. Nel bene e nel male è una fase nuova della Repubblica. (di Flavia PerinaLEGGI)

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Israele abbocca, la Siria no

di Tony Cartalucci

Israele abbocca, la Siria no

Fonte: Aurora sito

Israele ha ripetutamente colpito la Siria con missili e razzi, lo scambio più recente ebbe luogo dopo che Israele dichiarò che “razzi iraniani” avevano colpito posizioni dell’esercito israeliano nelle alture del Golan che occupa illegalmente. Titoli, come dell’Indipendent, “Israele e Iran sull’orlo della guerra dopo il bombardamento della Siria in risposta al presunto attacco sul Golan“, tentano di ritrarre l’aggressione israeliana come autodifesa. L’Independent, tuttavia, non forniva alcuna prova a conferma delle pretese israeliane. Per facciata, con l’Iran che lancerebbe inspiegabilmente missili contro Israele, non provocato e non ottenendo alcun vantaggio tattico, strategico o politico, la credibilità della narrativa d’Israele viene ulteriormente erosa. Ma forse è la pubblica politica degli Stati Uniti che designa Israele provocatore ostile incaricato d’espandere la guerra per procura di Washington contro Damasco, a rivelare il gioco letale e ingannevole che Israele e i media occidentali giocano. Per anni, i politici statunitensi hanno ammesso sui loro giornali che gli Stati Uniti desiderano un cambio di regime in Iran cercando di provocare una guerra per ottenerlo. Prosegui la lettura »

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La strategia di Putin sta finalmente iniziando a funzionare?

di Paul Craig Roberts

La strategia di Putin sta finalmente iniziando a funzionare?

Fonte: Comedonchisciotte

Ho già avuto modo di spiegare che l’atteggiamento, tipicamente cristiano, del Presidente Russo Vladimir Putin di offrire l’altra guancia alle provocazioni dell’Occidente è una strategia intesa a convincere l’Europa che la Russia è ragionevole mentre Washington non lo è, e che la Russia non è una minaccia per gli interessi e la sovranità dell’Europa, mentre Washington lo è. Compiacendo Israele e ritirandosi dall’accordo multinazionale iraniano per la non-proliferazione nucleare, il Presidente americano Donald Trump potrebbe aver contribuito al successo della strategia di Putin.

I tre maggiori stati europei vassalli di Washington, Gran Bretagna, Francia e Germania si sono opposti all’azione unilaterale di Trump. Trump ritiene che il trattato multinazionale dipenda solo da Washington. Se Washington dovesse rinunciare all’accordo, questo rappresenterebbe la fine dell’accordo stesso. Non importa la volontà degli altri firmatari. Di conseguenza, Trump vuole reintrodurre le preesistenti sanzioni agli scambi commerciali con l’Iran e imporre ulteriori, nuove sanzioni. Se Gran Bretagna, Francia e Germania continuassero ad onorare i contratti commerciali stipulati con l’Iran, allora Washington sanzionerebbe anche i propri stati vassalli e proibirebbe alle aziende inglesi, francesi e tedesche di operare negli Stati Uniti. Ovviamente Washington ritiene che i profitti che gli Europei hanno negli Stati Uniti superino quelli che si possono ottenere in Iran e pensa che [gli Europei] si adegueranno alle decisioni di Washington, così come, da stati vassalli, hanno già fatto in passato. Prosegui la lettura »

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Oggi le comiche. Il crack Mps, colpa di Lega e M5S

Scritto e segnalato da Antonio Amorosi

Mps, attacchi a Borghi Lega e M5S. Ma Mps è un crack Pd che non si può cancellare

Mps, 50 miliardi di crack e gli azionisti lanciano appello a costituirsi parte civile contro i vertici per nuovo rinvio a giudizio. Ma fa notizia Borghi Lega

di Antonio Amorosi x Affaritaliani

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Quel villaggio in mano ai neonazi: “Siamo i contadini del Reich”

Si tratta di un piccolo paese della Germania dell’est completamente in mano all’estrema destra. Un esempio di un fenomeno sempre più in crescita che spaventa i servizi segreti tedeschi

di Eugenia Fiore

Il villaggio di Jamel, nell’estremo nordest della Germania, sembra un’isola felice di hippie.

Le persone, il verde, le mucche che pascolano e gli uccellini. Ma il villaggio di Jamel, in realtà, è uno dei più grandi covi di neonazisti del Paese. E forse uno di quelli che spaventa di più. Tutto ruota attraverso una cooperativa agricola specializzata nella coltivazione di frutta e ortaggi biologici non trattati e nell’allevamento di razze suine e bovine. Prosegui la lettura »

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Palestina libera!

La realtà internazionale in Medio Oriente riassunta con una significativa vignetta

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Facebook partners with Globalist Atlantic Council to interfere in Elections around the world

Mark Zuckerberg CEO of FacebookSegnalazione Breitbart

Facebook has partnered with the Atlantic Council, whose members include arch-globalists like Henry Kissinger and Dina Powell, to “protect free and fair elections around the world.”

Facebook announced earlier today that the Atlantic Council will provide it with “real-time insights and updates on emerging threats and disinformation campaigns from around the world.”

In other words, Facebook will trust a globalist think-tank to distinguish “disinformation” from the spin and sloganeering that characterize virtually all democratic elections.

Facebook says it will also rely on monitoring teams from the Atlantic Council during elections:

Facebook will also use the Atlantic Council’s Digital Research Unit Monitoring Missions during elections and other highly sensitive moments. This will allow us to focus on a particular geographic area — monitoring for misinformation and foreign interference and also working to help educate citizens as well as civil society.

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Stati Uniti e Iran: Europa alla prova

di Fulvio Scaglione

Stati Uniti e Iran: Europa alla prova

Fonte: Fulvio Scaglione

La crisi iraniana, tanto annunciata e infine scoppiata, metterà alla prova l’Unione Europea. Non è la prima volta che la Ue deve dar mostra delle proprie virtù, e i risultati non sono stati brillanti. Questa, però, potrebbe essere l’ultima perché la disdetta del Trattato firmato nel 2015 con il governo di Hassan Rouhani potrebbe decretare la fine di qualunque tentativo di dare all’ Europa una fisionomia politica.

 La questione è molto semplice. Secondo l’Unione Europea (e anche l’Onu e la Russia, peraltro), l’accordo del 2015, costruito per sbarrare all’Iran la strada verso il nucleare militare, funzional’Iran rispetta i patti e non vi è ragione alcuna per annullarlo dopo così poco tempo. Secondo gli Usa (e anche Israele e Arabia Saudita), al contrario, l’accordo è pieno di buchi, non offre garanzie di sicurezza e l’Iran mente, perché continua a cercare di preparare la bomba atomica.

Sarebbe difficile immaginare una divergenza di opinioni più netta di così. Che viene per di più allargata dalle questioni di interesse economico. Gli Usa vogliono privilegiare i tradizionali partner del Golfo Persico, che sono tra l’altro assai più danarosi degli iraniani. L’Europa ha con l’Iran una lunga e cordiale tradizione commerciale, di cui godono soprattutto l’Italia e la Germania. Il nostro Paese è oggi il secondo esportatore verso l’Iran (soprattutto industria meccanica e chimica) e il secondo importatore (soprattutto petrolio) dopo la Germania, prima in entrambi i settori. Nel 2011 le relazioni commerciali tra Italia e Iran raggiunsero l’apice, con un valore di 11 miliardi di euro. Nel 2012 le sanzioni, imposte anche dalla Ue, fecero crollare il valore a 1,3 miliardi, ma le proiezioni per il 2018 parlano di 3 miliardi, quindi stiamo rapidamente riconquistando le posizioni di un tempo. Prosegui la lettura »

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Quando il Sionismo si scontra con la realtà

di Stanley L. Cohen*

Quando il Sionismo si scontra con la realtà

Fonte: Comedonchisciotte

“I torti che ci sforziamo di condannare e di punire sono stati così premeditati, così malvagi e così devastanti, che una civiltà non può tollerare che essi vengano ignorati, perché non potrebbe sopravvivere alla loro reiterazione”
Con queste autorevoli parole, Robert H. Jackson, Procuratore Capo per gli Stati Uniti, aveva aperto i lavori del Tribunale per i Crimini di Guerra a Norimberga, Germania, subito dopo la conclusione della Seconda Guerra Mondiale.
Incaricato di accertare la colpevolezza di esponenti di spicco dell’esercito, della politica e dell’apparato giudiziario per le violazioni alle leggi internazionali...  comprendenti crimini di guerracrimini contro l’umanitàe contro le leggi di guerra…il tribunale aveva validato il principio della responsabilità personale per il genocidio nei confronti degli Ebrei e di altre etnie, che erano state considerate, dallo stato tedesco, una minaccia alla propria, dichiarata, supremazia razziale, religiosa e politica.
Sebbene questi reati si fossero manifestati in forme diverse, la loro efferatezza derivava, in realtà, da un pensiero collettivo condiviso, che considerava tutti quelli destinati ad essere soppressi dallo stato non solo (esseri) inferiori, ma indegni della vita stessa… uomini, donne e bambini, giovani e vecchi, ridotti a poco più di oggetti di grottesca derisione, la cui sola esistenza contaminava il concetto nazionale di supremazia della razza.
Non ci sono più segreti sulla campagna di terrore scatenata dal Terzo Reich, mentre invadeva nazioni e scatenava una violenza internazionale mai vista prima di allora. Neppure sono mai stati soggette ad un serio dibattito le sue modalità di guerra totale, sia verso i militari, che contro i civili. Anche se qualcuno ha scelto di contestare il numero delle vittime o di rielaborare gli esatti strumenti della persecuzione, nessuno storico serio dubita del ruolo avuto dai carri bestiame, dai ghetti e dai forni crematori nello sforzo cosciente di zittire le diversità della vita, mentre la maggior parte del mondo guardava altrove. Prosegui la lettura »

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L’Iran sostituirà il dollaro USA con l’euro nelle relazioni finanziarie

di Saeed Jalili

L’Iran sostituirà il dollaro USA con l’euro nelle relazioni finanziarie.

Fonte: Comedonchisciotte

L’Iran sostituirà il dollaro USA con l’euro nelle relazioni finanziarie.

Nel mezzo della crisi valutaria, con questo cambiamento si tenta di eludere le restrizioni sull’accessibilità al dollaro USA e di prevenire instabilità di mercato.

Il Rial Iraniano ha perso quasi due terzi del suo valore in dollari USA negli ultimi tre anni [Thaier al-Sudani/Reuters]

La mossa di venerdì (ndt 13 apr.) viene considerata parte degli sforzi per eludere le restrizioni sull’accessibilità alla valuta dollaro, per effetto delle tensioni con Washington, oltre che  a prevenire instabilità generale sui mercati generate dalle  fluttuazioni  del Rial iraniano nei confronti del dollaro.

In una riunione dì gabinetto, il governo ha deciso che tutti i ministeri, le organizzazioni statali e le società dovrebbero far riferimento al tasso di cambio con l’euro, che la Banca centrale dell’Iran avrà il compito di comunicare frequentemente, ha riferito l’agenzia di stampa IRNA.

Non è chiaro quando questa decisione entrerà in vigore, ma gli imprenditori hanno detto che attenderanno di conoscere le modalità attuative prima che queste nuove condizioni possano avere effetto.

“Suppongo che se useranno l’euro come valuta ufficiale, questo ridurrà l’impatto psicologico delle fluttuazioni del rial sul dollaro”, ha detto, ad Al Jazeera, Newsha Sheikh Soleimani, che importa materie prime per la lavorazione di  laterizi e ceramica di Teheran.

“La nostra azienda opera principalmente in euro, ma alcune fatture vengono emesse in base al tasso di cambio rial-dollaro” ma la sua azienda recentemente ha dovuto sospendere tutte le transazioni per l’incertezza sul valore della valuta estera.

“Accolgo con favore qualsiasi mossa che possa riportare  stabilità nel mercato dei cambi”.

La perdita di valore

Valiollah Seif, capo della Banca Centrale, aveva già detto che non è “logico” l’uso del dollaro nelle transazioni finanziarie.

Le entrate commerciali dell’Iran avvengono principalmente in euro a causa delle sanzioni sul dollaro USA, ha affermato. Pertanto, ha aggiunto Seif, le relazioni finanziarie del paese dovrebbero utilizzare una valuta di riferimento più stabile e ampiamente utilizzata nel commercio.

Come parte dell’accordo nucleare iraniano  del 2015 con le potenze mondiali, tutte le sanzioni relative al controverso programma nucleare iraniano sono state revocate.

Malgrado ciò, a causa soprattutto delle persistenti tensioni con gli Stati Uniti, permangono ancora limitazioni all’accessibilità  per l’Iran alla valuta statunitense.

Queste restrizioni hanno contribuito alla caduta del valore del rial nei confronti del dollaro negli ultimi mesi.

Il dollaro è stato scambiato al massimo storico di 60.000 Rial la settimana scorsa, provocando, tra gli iraniani, serie preoccupazioni sulla stabilità che il Presidente Hassan Rouhani  aveva portato all’economia controllando i tassi di cambio.

Dall’anno scorso, il rial ha perso circa il 50% del suo valore rispetto alla valuta USA, che alcuni iraniani comprano in gran quantità come investimento in tempo di forte incertezza economica.

Ci si aspetta che un improvviso calo di valore del Rial provochi un aumento del prezzo delle merci importate e aumenti il tasso di inflazione.

Per controllare la crisi valutaria, il governo la scorsa settimana ha congelato il libero scambio commerciale della valuta USA introducendo un tasso ufficiale di 42.000 rial per ogni dollaro.

La Banca centrale ha detto che fornirà dollari solo a chi è registrato per usarli per scopi specifici, mentre il libero scambio della valuta straniera sarà ritenuto illegale.

Seif, Capo della Banca Centrale, la scorsa settimana ha dovuto affrontare  la furia dei legislatori, quando ha preso il podio parlamentare per spiegare le nuove politiche forex. Ha suggerito al leader supremo Ayatollah Ali Khamenei  l’uso dell’euro nel commercio estero in sostituzione del dollaro USA.

Un rimedio a breve termine?

Nel frattempo, un commerciante di valute ha dichiarato ad Al Jazeera che queste nuove politiche sono “buone notizie per importatori ed esportatori”, ma che hanno generato confusione per il suo business.

“Anche se il governo sostituisce il dollaro con l’euro, il dollaro è ancora scambiato e usato come investimento da molti nel libero mercato”, ha detto, preferendo restare anonimo.

“Spero che queste decisioni non siano solo misure  temporanee – come una pillola che fa abbassare la febbre – perché le restrizioni internazionali sul dollaro influenzano la nostra stabilità economica”.

Ci sono state crescenti preoccupazioni tra le imprese iraniane su un possibile ritiro degli Stati Uniti dall’accordo nucleare iraniano.

Il Presidente USA Donald Trump  dovrebbe decidere il 12 maggio se la sua amministrazione confermerà le  sanzioni che erano state revocate come parte dell’accordo nucleare.

Crede che l’accordo non funzioni perché non affronta il programma missilistico iraniano, così come la sua presenza militare nella regione.

L’Iran dice che i suoi missili sono a scopo difensivo.

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Fonte: https://www.aljazeera.com

Link:  https://www.aljazeera.com/news/middleeast/2018/04/iran-replace-dollar-euro-financial-reports-180418183855096.html

18.04.2018

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