Archivio per la categoria Economia Nazionale

Visco ha torto, le banche italiane non stanno bene (e senza un Governo forte saranno guai)

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Visco ha torto, le banche italiane non stanno bene (e senza un Governo forte saranno guai)

In una lectio magistralis a Tor Vergata il Governatore della Banca d’Italia ha ripetuto che i problemi non dipendono dalla mancata vigilanza, ma dalla crisi. Ma prima del 2008 sono stati fatti molti errori. Ora servirebbe un governo autorevole, che però non è all’orizzonte. (di Stefano CingolaniLEGGI)

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FMI e Italia

di Nicola Di Cesare

FMI e Italia

Fonte: Appello al Popolo

In base al pensiero dei manovratori del Fondo Monetario Internazionale, mai interpellato da nessuno (e che nulla ha a che fare con l’Italia se non per il fatto che il nostro paese lo finanzia per il 3,21 % delle sue quote), al fine di risollevare la crescita del proprio PIL, l’Italia dovrebbe eliminare la quattordicesima da tutti i contratti di lavoro, eliminare la tredicesima delle pensioni, eliminare de facto le pensioni di reversibilità e innalzare l’aliquota al 27% per i lavoratori autonomi, reintrodurre l’IMU sulla prima casa. La prima domanda che un lettore mediamente dotato di intelletto dovrebbe porsi è: ma chi sono costoro e perché vorrebbero affamare milioni di italiani? Che ci guadagnano? Prima di addentrarci nel merito di tali affermazioni e formulare delle risposte alle suddette domande, cerchiamo di capire innanzitutto a cosa serve e chi sta al comando del FMI. In base all’articolo 1 dello Statuto (accordo istitutivo tra stati) il FMI è stato creato per:  promuovere la cooperazione monetaria internazionale; facilitare l’espansione e del commercio internazionale; promuovere la stabilità monetaria delle valute e la costanza dei rapporti di cambio evitando svalutazioni competitive; fornire prestiti, dietro adeguate garanzie (ingerenze politiche e istituzionali), attraverso le risorse generali del fondo per affrontare difficoltà della bilancia dei pagamenti; ridurre il grado di squilibrio delle bilance dei pagamenti degli Stati membri evitando che questi ultimi ricorrano a misure di svalutazione della propria valuta; regolare la crescita economica nei paesi in via di sviluppo. Prosegui la lettura »

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L’Italia con la Lira era una delle prime potenze mondiali. La Germania ci stava dietro, ma ci ha sorpassati grazie all’Euro…

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L’Italia con la Lira era una delle prime potenze mondiali. La Germania ci stava dietro, ma ci ha sorpassati grazie all’Euro… Ecco tutta la verità…

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Emergenza conti, senza nuovo governo stangata consumi

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di Mariangela Tessa

Mentre tra Quirinale e segreterie dei partiti, l’Italia cerca affannosamente l’architettura del prossimo governo, il nuovo esecutivo sarà sarà subito chiamato a trovare oltre 30 miliardi di euro per neutralizzare le scadenze fissate dai governi precedenti, ovvero l’aumento dell’Iva e delle accise sui carburanti (12,47 miliardi per il 2019 e 19,16 miliardi nel 2020 per un totale di 31,6 miliardi nel biennio 2019/2020).

Nella legge Finanziaria del 2018 andranno dunque trovate le coperture necessarie, altrimenti – a partire dal 1 gennaio 2019 – l’aliquota intermedia dell’Iva salirà dal 10 al 12% mentre quella ordinaria passerà dal 22 al 24,2%. Nuova raffica di aumenti ad inizio 2020 con l’aliquota intermedia al 13% e quella ordinaria al 24,9%. A cui si aggiungerà l’ennesimo rincaro delle accise sui carburanti. Una vera e propria stangata sui consumi degli italianiche potrebbe mandare ko la fragile ripresa economica in corso. Prosegui la lettura »

Alberto Bagnai: “Il PD ha distrutto l’economia. I disoccupati sono almeno il triplo”

Alberto Bagnai: "Il PD ha distrutto l'economia. I disoccupati sono almeno il triplo" “Le forze economiche che sostengono il PD non vogliono che scenda la disoccupazione, perché ciò che abbassa i salari aumenta le rendite. Il PD è il partito della rendita. Comprendendo sottoccupati e scoraggiati, l’Italia è in testa alla classifica sulla disoccupazione”

di Marco Dozio

Professor Alberto Bagnai, docente di politica economica, punta di diamante degli economisti contrari alla moneta unica, candidato per la Lega alle Politiche, Renzi ha detto che lei è un pericoloso estremista che vuole sfasciare tutto.

La mia candidatura è stata commentata dagli avversari politici come la dimostrazione del pericoloso estremismo della Lega. In particolare perché secondo i miei avversari politici io sarei uno che vuole sfasciare l’Europa. È divertente notare che immediatamente dopo, Toni Negri, forse leggermente più estremista del sottoscritto, ha rilasciato un’intervista a Vanity Fair nella quale auspicava che Bruxelles prendesse le redini del governo italiano. È la dimostrazione che esiste un provato estremismo tra i sostenitori del progetto europeo. Progetto che studiosi autorevoli come Vladimiro Giacchè, Luciano Barra Caracciolo e Giuseppe Guarino hanno dimostrato come sia incompatibile con la nostra Costituzione. Non a caso gli avversari che mi danno dell’estremista sono quelli che hanno cercato di cambiare La Costituzione. Da questo punto di vista i conti tornano. Per quanto riguarda l’estremismo: nessuno vuole la guerra e nessuno vuole sfasciare alcunchè. Studi come quello del Fondo monetario internazionale dimostrano che da quando siamo nell’eurozona è in atto una disgregazione delle strutture economiche dei paesi. Nel senso che l’euro avvantaggia i paesi forti e svantaggia quelli deboli. È assolutamente moderata e prudente la posizione di Salvini che si pone il problema di cosa fare ove mai uno scenario di disgregazione dell’eurozona non venisse arrestato. Quello che può arrestarlo, come dice Stiglitz, sarebbe la volontà politica dei paesi del centro dell’Europa di cooperare con la periferia dell’Europa. Ma vediamo ogni giorno di più che questa volontà non c’è. E anzi vediamo che Bruxelles si prepara a un’ulteriore stretta sul sistema bancario che rischia di metterci definitivamente in ginocchio, cosa di cui il nostro attuale governo pare essere inconsapevole. Questo non è essere moderati e prudenti, è essere estremisti: l’estremismo del mercato, l’estremismo del pensare che affidandoci totalmente ai mercati finanziari loro sapranno cosa fare di noi. E infatti lo sanno: carne di porco. Prosegui la lettura »

Tutta la verità sulla flat tax. Inchiesta

Scritto e segnalato da Antonio Amorosi

Elezioni 2018 flat tax I segreti della tassa che spacca l’Italia

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De Benedetti al telefono: «Renzi mi ha detto che il decreto sulle popolari passerà»


L’Ingegnere investì in Borsa 5 milioni di euro prima della decisione del governo

di Fiorenza Sarzanini

ROMA Quattro giorni prima del decreto del governo sulle Popolari varato il 20 gennaio 2015, Matteo Renzi avrebbe rassicurato l’imprenditore Carlo De Benedetti che il provvedimento sarebbe passato. È lo stesso Ingegnere a raccontarlo al professionista che curava i suoi investimenti in Borsa. La registrazione della telefonata — rimasta finora segreta — è allegata al fascicolo che la Procura di Roma ha trasmesso alla Commissione parlamentare banche. E sembra smentire la versione fornita da entrambi quando avevano escluso la veicolazione di informazioni riservate. L’indagine per insider trading fu avviata tre anni fa su segnalazione della Consob che aveva evidenziato plusvalenze e movimentazioni anomale sui titoli. In particolare De Benedetti aveva investito 5 milioni di euro con Romed spa guadagnando 600 mila euro. I magistrati hanno sollecitato l’archiviazione dell’inchiesta perché sia Renzi sia De Benedetti, interrogati dai pubblici ministeri, hanno escluso di essere entrati nel merito del testo poi approvato a Palazzo Chigi. Ma adesso — in attesa che il giudice decida se accogliere la richiesta dei pm — si esprimerà la Commissione nella relazione finale.

LEGGI L’INTERCETTAZIONE:

http://roma.corriere.it/notizie/politica/18_gennaio_10/popolari-de-benedetti-telefono-696d82f0-f581-11e7-b250-16cc66648122.shtml Prosegui la lettura »

Banche: Gasparri, De Benedetti sapeva

 © ANSAI giornali che edita quando pubblicheranno le intercettazioni?

(ANSA) – ROMA, 10 GEN – “Carlo De Benedetti, come leggiamo oggi su numerosi giornali, disse chiaramente di aver appreso da Renzi dell’imminente varo di un decreto sulle banche popolari.
Ottenute queste notizie, disse ai suoi uomini di fiducia, sempre stando alla lettura dei giornali, di procedere a determinati investimenti. Queste scelte finanziarie fruttarono a De Benedetti un guadagno di 600mila euro, ma l’inchiesta poi fu archiviata dalla magistratura”. CONTINUA SU: http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2018/01/10/banche-gasparri-de-benedetti-sapeva_b021888a-c056-4c0f-a95d-e9bf529df659.html Prosegui la lettura »

Monacelli: «Togliete i bitcoin dalle mani delle banche o saranno guai»

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Monacelli: «Togliete i bitcoin dalle mani delle banche o saranno guai»

Parla il docente della Bocconi: «I futures sui bitcoin non creano rischi sistemici. I pericoli si avrebbero solo se le banche si indebitassero mettendo come garanzia la crescita del valore dei bitcoin». La criptovaluta ha un futuro? «Solo se controlla le oscillazioni con un’autorità di regolazione». (LEGGI)

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Bitcoin e criptovalute, occhio all’euforia, potrebbe costarvi carissima

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Bitcoin e criptovalute, occhio all’euforia, potrebbe costarvi carissima

Il valore del bitcoin che continua a crescere a dispetto di problemi come il divieto in Cina e uno “scisma” che ha duplicato i bitcoin in mano a ciascun possessore. A non tornare sono anche le Ico, un crowdfunding dove si ottengono fondi emettendo nuove monete. Ma dove la trasparenza è pochissima. (di Fabrizio Patti, LEGGI)

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