Archivio per la categoria Scienza e Bioetica

Trump Administration to restrict Planned Parenthood Family Planning Funds

planned-parenthood-defund-AP-640x480Segnalazione Breitbart

della dott.ssa Susan Barry

The Trump administration is expected to announce Friday a proposed rule to cut family planning funding from abortion providers such as Planned Parenthood that promote abortion and refer women for the procedure as a method of family planning.

The new regulations would prevent abortion vendors from operating a family planning program in facilities geared toward ending life and would make abortion counseling optional – not required – while they would not allow for abortion referral.

According to the executive action, Planned Parenthood and other abortion vendors would lose the funding they have been receiving under Title X, a program that provides about $260 million annually in federal funding for birth control and other services that are categorized as “family planning” – if they continue to perform abortions and refer women for abortion as a means of family planning. Those funds are to be redirected to other facilities that provide more comprehensive healthcare services. Prosegui la lettura »

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La rugbysta finita in coma ci ha permesso di vedere come funzionano i trapianti

Segnalazione Redazione BastaBugie

Per il trapianto d’organi vitali dobbiamo chiederci se fare l’espianto dopo la morte o morire a causa dell’espianto
di Alfredo de Matteo

(LETTURA AUTOMATICA)

La triste vicenda di Rebecca Braglia, la giovane e sfortunata rugbysta finita in coma in seguito ad un placcaggio di gioco, dichiarata cerebralmente morta e sottoposta all’espianto degli organi, è esemplificativa di come funziona la macchina dei trapianti.
Innanzitutto, essa ha il compito di utilizzare un linguaggio tecnico nebuloso, poco chiaro, in modo tale da far pensare che sia una questione valutabile dai soli addetti ai lavori; in secondo luogo, le informazioni sul caso specifico sono poche e frammentate; terzo, il nuovo criterio di accertamento della morte consente di “giocare” con la parola morte e di collocarla in un momento preciso, anche se in maniera del tutto arbitraria.
Sappiamo infatti che non è possibile conoscere il momento esatto della morte ma solamente quando essa è già avvenuta, ossia quando sono evidenti i segni inequivocabili della morte stessa (ad esempio il rigor mortis).
Di Rebecca si è a conoscenza del fatto che la giovane è entrata in coma in seguito ad un incidente di gioco, che le sue condizioni cliniche sono apparse subito gravissime ed in seguito giudicate irreversibili, che è stato avviato il protocollo per l’osservazione di morte propedeutico alla fatale constatazione del decesso e infine che è stata sottoposta alla procedura per l’espianto degli organi.
È interessante notare come la notizia dell’avvenuta morte della rugbysta sia stata diramata dai media assieme a quella dell’inizio dell’iter di osservazione della morte, la qual cosa appare come minimo contraddittoria. Prosegui la lettura »

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Irlanda: referendum sull’aborto censurato dai social

Segnalazione Corrispondenza Romana

Mentre il 25 maggio, data del referendum sull’aborto in Irlanda, si avvicina rapidamente, Google ha deciso di vietare tutti gli annunci relativi alla consultazione, anche sulla sua controllata YouTube. Ad affermarlo, è il quotidiano Irish Independent.

Simile la politica promossa in merito da Facebook, che accetterà solo gli spot irlandesi, tanto pro quanto contro.

Un’improvvisa censura quanto meno sospetta, sia perché blinda i social, nel momento in cui il relativismo impazza su televisione, radio e carta stampata, sia perché ha trovato subito favorevole accoglienza da parte pro-choice. Si dice che sia una scelta compiuta per evitare l’ombra di influenze straniere sul referendum, il che appare ridicolo, tenendo conto di come nemmeno due anni fa, nel 2016, un documento rivelò le forti interferenze sull’Irlanda e su altri Paesi, poste in essere dalla Open Society Foundation del miliardario George Soros, a sostegno di una “disinvolta” legalizzazione dell’aborto.

Una campagna fatta propria anche dalla sezione irlandese di Amnesty International in cambio dei 137 mila euro giunti dallo stesso Soros, secondo quanto rivelato dall’agenzia Médias-Presse Info: si è trattato di un finanziamento del tutto illegale, in base almeno alla normativa elettorale varata nel 1997. Senza tener conto delle centinaia di milioni di dollari, donati da Soros a potenti gruppi abortisti quali Planned Parenthood e l’Aclu, l’American Civil Liberties Union. Senza che nessuno trovasse alcunché da ridire. A fronte di tutto questo, l’improvviso moralismo dei social appare alquanto un’operazione di facciata. Prosegui la lettura »

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Un triste anniversario: i quarant’anni della legge 194

UNA LEGGE DA ABROGARE, SENZA SE E SENZA MA

Segnalazione di Corrispondenza Romana

Alfredo de Matteo, Famiglia Domani – 7 maggio 2018

Com’è noto, quest’anno ricorre il quarantesimo anniversario della legge 194 che ha reso legale, in Italia, l’omicidio dei bambini non nati. L’immane tributo di sangue innocente versato sull’altare dell’autodeterminazione femminile ci impone di contrastare l’aborto legale con ogni mezzo lecito a nostra disposizione.

In particolare, la battaglia a livello intellettuale riveste un ruolo decisivo, dal momento che alcuni falsi miti intorno alla legge 194, originatisi nel corso degli anni, hanno depotenziato lo scontro tra le due opposte fazioni in campo: coloro i quali difendono le ragioni della vita contro coloro i quali invece difendono le pseudo ragioni della libertà di scelta e di coscienza sull’aborto volontario. In questa sede, ci proponiamo di analizzare criticamente alcune questioni legate alla legge 194/1978 utilizzando uno schema di discussione che ricalca almeno in parte la Somma Teologica di san Tommaso d’Aquino. Per ciascuna questione o domanda si enunciano innanzitutto gli argomenti e le osservazioni che sono contro la tesi proposta (sembra che), poi nel corpo principale si sviluppa la risposta alla questione attraverso la contestazione delle obiezioni iniziali.

QUESTIONE

LA LEGGE 194/1978 SULL’ABORTO

Consideriamo la legge nei suoi articoli e nel suo insieme.

Su tale argomento si pongono 4 quesiti: 1. La legge 194 tende a contrastare il fenomeno dell’aborto clandestino? 2. La legge 194 contempla l’aborto come mezzo per il controllo delle nascite? 3. La legge 194 riconosce alla donna il diritto di abortire? 4. La legge 194 è una buona legge da applicare meglio? Prosegui la lettura »

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“Eggsploitation”, documentario esclusivo sullo sfruttamento di ovuli umani

Segnalazione di Toni Brandi – ProVita

Ho il piacere di presentarti il DVD “Eggsploitation” in versione italiana. È un documentario, vincitore del California Independent Film Festival, su un tema quasi sconosciuto al grande pubblico ma fondamentale per la salute delle donne: lo sfruttamento di ovociti umani ai fini della fecondazione eterologa.

Cercano giovani ragazze nei campus universitari americani, oppure tramite annunci sui giornali. Vogliono quelle belle, intelligenti, sane. Promettono soldi. Così molte ragazze accettano l’offerta e si sottopongono alle procedure di “donazione” (in realtà “vendita”) di ovuli, senza sapere le gravi conseguenze che potrebbero soffrire in termini di salute fisica e psichica…

Per la prima volta “Eggsploitation” è disponibile doppiata in italiano, in questa versione del documentario curata da ProVita Onlus.

Puoi scoprire come ottenere il DVD cliccando qui.

Ti invito in ogni caso a guardare questo breve trailer che abbiamo preparato:

trailer eggsploitation provita

Puoi ottenere oggi il documentario in cambio di una piccola donazione che ci permetterà di coprire le spese. Prosegui la lettura »

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ALFIE EVANS DOVEVA MORIRE: VERGOGNA!

Segnalazione Lega Nazionale Antipredazione degli Organi

Alfie è morto all’Alder Hey Hospital di Liverpool il 28 aprile previa estubazione (rimozione della ventilazione di sostegno) eseguita il 23 aprile per ordine della Corte britannica (e collusione della Corte Europea) che impose sequestro e morte al piccolo “per il suo migliore interesse”, in assoluto spregio della volontà dei genitori che lo volevano curare altrove.

Dopo l’estubazione Alfie sfidò le aspettative dei medici, cominciando a respirare da solo. Continuò a respirare da solo per 5 giorni. Gli furono praticate 4 iniezioni con farmaci poco prima della sua morte.

Nessuno può dire se Alfie avrebbe avuto migliori chance di cura in altro ospedale, come i genitori rivendicavano con determinazione ed erculeo sforzo, o quanto a lungo avrebbe vissuto; certo non sarebbe morto così in quel modo per scelta ostinata delle autorità mediche e legali che ritenevano questa morte accettabile. Prosegui la lettura »

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L’aborto spinge le donne verso il suicidio

Segnalazione Redazione BastaBugie

La depressione post partum è un’inezia rispetto alla sindrome post aborto, una tragedia taciuta e ignorata (VIDEO: testimonianza di chi ha abortito)

da Notizie ProVita

(LETTURA AUTOMATICA)

L’aborto volontario spinge le donne verso il suicidio.
National Right to Life torna a evidenziare le pubblicazioni scientifiche che concludono in modo univoco in tal senso.
La depressione post partum è proprio un’inezia rispetto alla sindrome post aborto: i numeri delle donne che arrivano a tentare o praticare il suicidio dopo una gravidanza sono evidenti. Oltre tutto la crisi dopo il parto si risolve nel giro di pochi mesi, mentre la sindrome post aborto può covare – e logorare – per anni prima di esplodere in tutta la sua virulenza. Soprattutto quando la donna nega a se stessa che l’aborto sia un male e che il suo bambino ne sia vittima innocente.
In Irlanda i pro choice chiedono insistentemente di consentire l’aborto quando la vita della madre è in pericolo, e perciò anche quando ella minacci il suicidio: come negli USA, prima della sentenza Roe vs. Wade che nel ’74 legalizzò l’aborto a richiesta. In molti Stati bastava che una donna incinta dichiarasse intenti suicidari per ottenere il certificato medico per abortire. Prosegui la lettura »

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4 azioni per fermare i Gay Pride

Segnalazione di Redazione BastaBugie

Altre notizie dal mondo gay (sempre meno gaio): trans nelle quote rosa, il ritratto di Oscar Wilde che la vulgata gay nasconde, in Belgio la Chiesa (conciliare, n.d.r.) dà l’ok agli atti gay

di David Botti

(LETTURA AUTOMATICA)

Dopo una serie di incontri con diverse amministrazioni comunali, è partita la macchina organizzativa dei vari gay pride, che sposteranno qualche migliaio di attivisti LGBT da una città all’altra della penisola.
Tuttavia, dopo i primi permessi, i sindaci di Genova e Trento hanno fatto opportune precisazioni: non potendo negare il permesso per l’occupazione dello spazio pubblico, la provincia di Trento ha negato il patrocinio al gay pride perché, secondo il suo presidente Ugo Rossi (autonomista, centro sinistra), «non apporta alcun contributo alla crescita e valorizzazione della società trentina».
Niente patrocinio anche dal Sindaco di Genova, Marco Bucci (civico, centro-destra) che ricorda come la propria amministrazione abbia fin da subito dichiarato di voler patrocinare solo «iniziative non divisive per la cittadinanza o comunque non offensive per qualsiasi fascia della popolazione genovese, avendo questa scelta anche un onere economico per la collettività».
È evidente che qualcosa sta cambiando: gli esponenti dei partiti hanno probabilmente capito che i voti della galassia LGBT sono minimi (a Bologna, nel 2017, soltanto 109 donatori) e fanno perdere voti, specialmente nelle piccole città di provincia.
Pertanto, le dichiarazioni dei due sindaci citati possono fornire indicazioni sul come fermare l’annuale caravanserraglio di bestemmie, oscenità, porcherie e irrisione della religione cattolica. Prosegui la lettura »

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La morte di Alfie e la nostra coscienza

UN’OPINIONE

di David Nieri

La morte di Alfie e la nostra coscienza

Fonte: Franco Cardini

Alla fine non ce l’ha fatta, il povero Alfie. Si è spento la notte di sabato 28 aprile, a pochi giorni dal suo secondo compleanno. Personalmente, ci ho sperato fino alla fine. Ho sperato che il piccolo continuasse a respirare, quindi a vivere, dopo che la “spina” dei supporti vitali era stata staccata qualche giorno prima. Ho sperato che almeno la Corte europea si pronunciasse a favore del trasferimento al “Bambino Gesù”, dopo che il governo italiano aveva concesso ad Alfie la cittadinanza italiana per consentirgli l’espatrio. Ho sperato infine nel miracolo – noi cattolici, sapete, ci crediamo – che annichilisse giudici e scienziati d’Oltremanica che intendono sentenziare sulla “vita degna di essere vissuta” stabilendone il confine come una questione di diritto, magari ponendosi pure contro il volere dei genitori – per un bambino di meno di due anni, l’unico possibile. Ma in terra d’Albione – quella del dio degli inglesi in cui non credere mai, e infatti io non ci credo – funziona così: se non c’è accordo tra medici e famiglia, la legge prevede l’intervento di un giudice. Nel caso in questione, i medici dell’Alder Hey Children’s Hospital di Liverpool avevano già dichiarato, lo scorso dicembre, di aver esaurito tutte le opzioni a disposizione per salvare il piccolo, decidendo quindi di sospendere la ventilazione artificiale che lo teneva in vita. Decisione alla quale ovviamente Tom e Kate Evans, i due giovanissimi genitori, si erano opposti, indicando tra le eventualità di cura anche il trasferimento al “Bambino Gesù”. Niente di tutto questo è accaduto. Come nel triste caso di Charlie Gard, la fine della vita di un bambino è stata sentenziata per legge, e a niente sono serviti i ripetuti appelli – anche da parte della Santa Sede – per tentare di salvare il bambino. Prosegui la lettura »

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Disney festeggia l’orgoglio sodomita

Altre notizie dal mondo gay (sempre meno gaio): a Roma un asilo abolisce le feste del papà e della mamma, mamma e mamma atto illegittimo dell’Appendino, diocesi di Torino critica la registrazione di due mamme
da Corrispondenza Romana

(LETTURA AUTOMATICA)

Disgustoso, ora, per “celebrare” il sedicente “orgoglio-gay”, anche i negozi Disney hanno varato una linea di merchandising a tema, come le orecchie “arcobaleno” di Topolino o le spille Lgbt da collezione. Il che non deve tuttavia più di tanto stupire: secondo quanto denunciato dall’agenzia d’informazione InfoCatólica, la Disney avrebbe più volte ospitato i «Gay Days» annuali non ufficiali a Disneyland e Disneyworld, suscitando critiche anche nello stesso mondo Lgbt.
Si tenga presente che durante i «Gay Days» sono previsti appuntamenti come fetish party quali il concorso per l’elezione di «Mr. Leather» oppure il «Bingo Porno XXX» ed altri eventi con nudi almeno parziali. La Disney in questi anni ha compiuto anche notevoli sforzi per “normalizzare” l’omosessualità tra i bambini anche attraverso la propria programmazione televisiva, genitori attenti! Ad esempio, con la serie I Fosters, andata in onda per cinque stagioni, dal 2013 al 2018, su ABC Family e ABC Spark in Canada. Questa serie è stata creata da Bradley Bredeweg e Peter Paige, dichiaratamente omosessuali: nella prima stagione segue le vicende della sedicente “famiglia” Foster, una coppia di lesbiche con bimbi biologici e adottati; nella seconda stagione, passa dall’omosessualità adulta a quella infantile: Jude, l’ultimogenito 14enne, bacia Connor, l’amico di scuola, che lo ha difeso quando fu vittima di episodi di bullismo. Prosegui la lettura »

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