Archivio per la categoria Storia

Per il “giorno del ricordo”, “Red Land – Rosso Istria” su Rai3

La pellicola sarà trasmessa in prima serata venerdì 8 febbraio. Una delle iniziative della Rai in memoria delle vittime delle Foibe.

 In vista del 10 febbraio 2019, “Giorno del ricordo” in memoria delle vittime delle Foibe, dell’esodo giuliano-dalmata e delle vicende del confine orientale, la Rai metterà in palinsesto “un’ampia copertura informativa e una programmazione dedicata di film, documentari, ecc..”. In particolare, su Rai3 venerdì 8 febbraio in prima serata sarà trasmesso il film “Red Land – Rosso Istria”. Lo annunciano i vertici della Rai in risposta a un quesito all’amministratore delegato, Fabrizio Salini, dei deputati Federico Mollicone e Paola Frassinitti di Fratelli d’Italia. Film del 2018 presentato alla 75esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, sceneggiato e prodotto da Maximiliano Hernando Bruno e coprodotto proprio da Rai Cinema. Una pellicola sulla tragedia delle foibe e in particolare sulla figura di Norma Cossetto, che all’età di 23 anni fu uccisa dai partigiani jugoslavi nel 1943. Una giovane studentessa istriana alla quale nel 2005 Carlo Azeglio Ciampi ha attribuito la Medaglia d’oro al Merito Civile, e che è stata una delle migliaia di vittime dei massacri delle Foibe, cui si aggiunsero circa 350mila italiani, esuli dalla Venezia Giulia e dalla Dalmazia.

fonte – https://www.lospecialista.tv/per-il-giorno-del-ricordo-red-land-rosso-istria-su-rai3/

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Cristina Campo

Risultati immagini per Cristina CampoNell’anniversario della morte di Cristina Campo (Bologna, 28 aprile 1923 – Roma, 10 gennaio 1977) segnaliamo la presentazione del libro: “Cristina Campo, o l’ambiguità della Tradizione” tenuta dall’Autore, don Francesco Ricossa, al Palazzo dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia Romagna di Bologna il 2/12/2005.

Per l’acquisto del libro: https://www.sodalitiumshop.it/epages/106854.sf/it_IT/?ObjectPath=/Shops/106854/Products/031

 

fonte – http://www.centrostudifederici.org/cristina-campo-4/

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L’ossessione della sinistra lo ha reso davvero “eterno”

Negli anni, l’accusa di essere fascista ha colpito tutti: da Mao a Nenni, da Stalin alle femministe fino a 007

Il Duce ha fatto carriera. Benito Mussolini è stato appeso a testa in giù a Piazzale Loreto (Milano) ma il suo fantasma è diventato l’ossessione della sinistra antifascista.

Una sinistra che per molti anni si è identificata quasi per intero con il Partito comunista. Una sinistra quindi antidemocratica. Per appartenere alla famiglia democratico-liberale è infatti necessario un doppio requisito che pochi avevano: essere sia antifascista sia anticomunista.

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Anche il comunismo di ieri è addebitato ai sovranisti di oggi

Ha ragione Paolo Mieli a criticare, in un editoriale apparso sul Corriere della sera, i governi nazionali di Praga e di Budapest perché l’uno si appresta a mettere la sordina al cinquantenario del sacrificio di Jan Palach e l’altro perché vuol rimuovere la statua di Imre Nagy che si oppose all’invasione sovietica d’Ungheria. Il primo fu un giovane, purissimo eroe della Primavera di Praga, militava in un movimento dal nome inequivocabile, Patria e Libertà e diventò un mito per la gioventù europea anticomunista e nazional-patriottica. L’altro era un socialista al governo, già vicino a Stalin, che quando tentò un socialismo temperato in Ungheria fu sbaragliato e non a caso trovò rifugiò nell’ambasciata della Jugoslavia di Tito, dittatore socialista non allineato all’Urss.

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Strage di Acca Larenzia, una fiaccolata e il Presente per ricordarla

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La commemorazione  al Parco della Rimembranza, il Presente davanti alla sezione, le corone di fiori deposte sul luogo degli omicidi. A 41 anni di distanza, si rinnova anche in questo 7 gennaio il ricordo della strage di Acca Larenzia, in cui furono uccisi i giovani militanti del Msi Franco Bigonzetti di 20 anni, Francesco Ciavatta di 18 e Stefano Recchioni, anche lui ventenne. I primi due furono freddati da un commando del terrorismo rosso, in un’azione poi rivendicata con la sigla Nuclei armati per il contropotere territoriale. Recchioni, invece, fu ucciso durante la manifestazione che seguì l’agguato davanti alla sezione del Tuscolano. Fu colpito,  secondo le testimonianza dell’epoca, da un colpo esploso ad altezza uomo da un capitano dei carabinieri. Nessuno è mai stato condannato per questi tre omicidi.

La cerimonia al Parco della Rimembranza

L’appuntamento a Villa Glori, il parco della Rimembranza di Roma, è alle 17. Lì Gioventù nazionale, il movimento giovanile di Fratelli d’Italia, ha organizzato la fiaccolata con cui, ormai da un ventennio, si ricordano tutti i giovani di destra uccisi durante i cosiddetti Anni di Piombo. La cerimonia consiste in un corteo silenzioso che parte dal cancello del parco e arriva sul piazzale dedicato ai caduti della Grande guerra. Prosegui la lettura »

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Un errore storico datare la nascita della bandiera italiana a l’anno 1797

«[…] Dal verbale della Sessione XIV del Congresso Cispadano: Reggio Emilia, 7 gennaio 1797, ore 11. Sala Patriottica. Gli intervenuti sono 100, deputati delle popolazioni di Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia. Giuseppe Compagnoni di Lugo fa mozione che si renda Universale lo Stendardo o Bandiera Cispadana di tre colori, Verde, Bianco e Rosso e che questi tre colori si usino anche nella Coccarda Cispadana, la quale debba portarsi da tutti. Vien decretato. […]»

(Decreto del 7 gennaio 1797 di adozione del tricolore italiano da parte della Repubblica Cispadana).

L’episodio sopra riportato è un mero insegnamento ideologico,  artefatta propaganda, che lede ed alterà la verità  storica, in quanto  la bandiera italiana  esiste da più di 2 secoli, bensì 2 millenni!!!

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Che cosa è il Fascismo (Z. Sternhell) e il XXI Secolo

di Giacomo Bergamaschi

Si parla ogni giorno di Fascismo, non solo in occidente ma anche dal Brasile all’Argentina, dalle Filippine alla Cina. Quasi sempre a sproposito, decontestualizzando e confondendo abilmente. Come a sproposito si parlò di Napoleone e della “Vecchia Guardia” bonapartista dopo il Congresso di Vienna, il Patto di Yalta dell’800, volendo azzardare un paragone forte e volutamente provocatorio.

Il saggio di Zeev Sternhell  “Nascita dell’ideologia fascista” rimane sicuramente quello più profondo e oggettivo per comprendere il fenomeno fascista, con talune precisazioni, che di seguito tenteremo di avanzare. Zeev Sternhell, israeliano di estrema sinistra, antifascista e materialista storico, oltre a quello citato ha dedicato molti saggi alla questione: Né destra né sinistra, La destra rivoluzionaria, Contro l’Illuminismo: la storia delle idee, Nascita di Israele e molti altri articoli e scritti che spaziano dalla rivoluzione americana a quella francese.

L’autore israeliano è più un filosofo della politica come Del Noce che uno storico puro come De Felice, per questo talune sue intuizioni sono a mie parere brillanti e non superate sulla questione Fascismo. Non possiamo nemmeno prendere in considerazione come autori primi del Fascismo né un Guido Melis, né un Emilio Gentile, in quanto la loro visione empirista, riduzionistica, fenomenologica (soprattutto quella di Gentile, che non fa che trasferire al caso italiano il metodo che Mosse applica al caso tedesco), non permette di comprendere in profondità il fenomeno.

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Non si può commemorare neanche Jan Palach: tuoni antifascisti contro un concerto in suo onore

Ora non si possono più  commemorare neanche i martiri anticomunisti senza incinrrerere nelle ire dell’Inquisizione anntifascista. Che è success? È successo che a Verona sia stato organizzato un concerto in onore di Jan Palach,  il  patriota cecoslovacco che si diede fuoco a piazza San Venceslao, a Praga, per protestare cntro l’imvesione sovietica. Patrocinata dalla Provincia, l’iniziiva si svolge nel cinquantesimo anniversario del sacrificio del giovane studente praghese, Vale la pena ricordare che il gesto di Jan Palach creò un’impressione enorme  in tutto il mondo libero (così si chiamavano allora l’Occidente e tuttte le aree del globo non sottoposte al dominio comunista). Una iniziativa che non dovrebbe suscitare alcuna reazione negativo.

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Usare il “Medioevo” come insulto è segno di ignoranza storica e culturale

MedioevoUno dei misteri più grandi, lo dico senza ironia, è stata la fuorviante trasformazione del termine “medievale” in aggettivo – cito il Dizionario Treccani  riferito a «concezioni e principî superati e retrogradi». Pare che dietro tutto questo vi sia lo zampino illuminista, ma vale la pena vederci chiaro.

Anche perché, voglio dire: il vituperato Medioevo ci ha regalato arte, cattedrali, monasteri e cultura ancora oggi (anche economicamente, si pensi al turismo) fruttano patrimoni: non so se invece fra alcuni anni – ne dubito – qualcuno vorrà andare a farsi qualche giro, non solo se pagante ma neppure se pagato, in molti aborti firmati dalle nostre archistar; ma quanto scommettiamo che per quanto l’epoca medievale ha lasciato vi sarà ancora interesse? Chi vivrà, vedrà: e sono certo che vedrà.

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Blitz dei comunisti nel cinema che proietta il film sulle foibe

Il caso a Pordenone. Il Partito comunista distribuisce volantini giustificazionisti al termine della proiezione del film Red Land – Rosso Istria che racconta il dramma delle foibe.

Non c’è critica meno costruttiva di quella dettata dall’odio politico. Il livore ideologico è un sentimento che allontana dalla realtà e dal buon senso.

È simile ad una febbre con allucinazioni. E allora può capitare di perdere il controllo e che di fronte allo stupro e all’infoibamento di una ragazza inerme qualcuno arrivi persino a pensare: “Beh, era una fascista”. Prosegui la lettura »

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