comunicati 2009


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Duro attacco al papa. Così ringraziano i lefebvriani"

Signor direttore,

leggo la Sua risposta a Luigi Galante sul tema "
Lefebvriani: una riammissione che stiamo pagando cara".

Apprendo che a Suo avviso le dichiarazioni di Sua Eccellenza Reverendissima Richard Williamson FSSPX sul cosiddetto olocausto sono un gesto di "grave e notevole stupidità". Ringraziandola del gentile epiteto, molto cristiano ("chi avrà detto al proprio fratello: "Raca", sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli avrà detto: stolto sarà sottoposto al fuoco della Geenna ", Matth. 5, 22), che considero rivolto anche al sottoscritto, mi limito a riferirle in allegato quanto scritto in merito da Carlo Mattogno, il maggiore studioso italiano e uno dei maggiori al mondo (vedi nell'allegato la sua sommaria bibliografia) della questione olocaustica, che commenta anche la bestemmia, tanto gradita al signor Galante, proferita da padre Federico Lombardi. Riporto qui la conclusione del commento:
Sul piano storiografico, le dichiarazioni del vescovo Richard Williamson e del sacerdote Floriano Abrahamowicz, bollate dalla “virtuosa indignazione” dei nuovi Farisei (...) come “deliranti” e “antisemite”, sono in realtà ineccepibili.Non esiste infatti alcuna prova documentaria dell’esistenza di camere a gas omicide nei campi di concentramento nazionalsocialisti, mentre è documentariamente provato che tutte le vere camere a gas ad acido cianidrico (Zyklon B) che vi si trovavano servivano esclusivamente a scopo di disinfestazione.Chi afferma il contrario, o non conosce la storia, o è un mentitore.

Pure in allegato le invio il commento dello storico cattolico Michael Hoffman.

A Lei e a Galante rivolgo pure (sempre in allegato) alcune semplici domandine tese a verificare la vostra rispettiva competenza sull'argomento. Non posso non rilevare con quanta leggerezza lei accusi di stupidità un vescovo della Chiesa: non l'ha mai sfiorata il sospetto di essere lei lo stupido, che ripete come un pappagallo la vulgata propagandistica, e che Mons. Williamson ne sappia più di lei?

Nella stessa rispsosta lei scrive: Mi pare importante che gli stessi Lefrebviani (sic) in questi anni abbiano allontanato dalla Fraternità le persone più integraliste, come, ad esempio, il prete di Treviso.

Il "prete di Treviso", come lei lo chiama, signor direttore, è don Floriano Abrahamowicz, mio parroco da oltre dieci anni, sacerdote di superiore dottrina, di superiore pietà, di superiore intelligenza e di superiore coraggio, che ha sfidato l'isolamento pur di rimanere fedele alla dottrina cattolica e al mandato di Mons. Lefebvre (non discutere con Roma finché questa non sia tornata integralmente alla Tradizione), e che potrebbe insegnarle molte cose su che cosa significhi essere sacerdote. Coerentemente con quanto sempre affermato dalla Fraternità e dal suo fondatore - il quale per tutta la vita ha insegnato la stessa dottrina e celebrato la stessa Messa - egli ha rigettato la revoca di una scomunica sempre dichiarata invalida dalla Fraternità stessa e soprattutto il concetto, che compare anche nella lettera di Galante e nella sua risposta, di una sorta di "cammino di espiazione" che chi è rimasto fedele dovrebbe compiere nei confronti di chi ha tradito, prima di essere ritenuto di degno di "riammissione". "Riammissione" in che, signor direttore? Io frequento la stessa Messa della mia Prima Comunione, quella in cui si sono sposati i miei genitori e tutti i miei, ma anche i suoi, antenati, in cui per diciannove secoli si sono celebrati battesimi e funerali; la Messa con la quale si sono santificati tutti i santi del calendario e che S. Pio V aveva promulgato con indulto perenne, minacciando di anatema chi avesse osato toccarne una virgola. E' proprio sicuro, signor direttore, che siamo noi a dover essere riammessi?

I suoi fedeli non hanno abbandonato don Floriano e ora egli celebra dove la Provvidenza lo conduce, circondato e sorretto dall'amore filiale di queste pecorelle che non ha voluto abbandonare.

Naturalmente né Galante né Lei avete niente da dire sulle bestemmie che quotidianamente "cardinali", "vescovi", "parroci" e lo stesso "pontefice" proferiscono contro la dottrina bimillenaria, per esempio sul "doppio binario di salvezza" per cristiani ed ebrei: anche voi, paralizzati come gli apostoli prima della Pentecoste "propter metum judaeorum", considerate gli ebrei infedeli e deicidi vostri "fratelli" e ritenete invece vostri nemici preti e fedeli cattolici che hanno il solo torto di essere coerenti. Il Signore abbia pietà di voi.


Franco Damiani
Via Gomiero, 8
35010 Villafranca Padovana (PD)
Tel. 049 9051240



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