comunicati 2009


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IL PROTRARSI DEL CARNEVALE E' UNO SCANDALO E UNA OFFESA A DIO

IL PROTRARSI DEL CARNEVALE E’ UNO SCANDALO E UNA OFFESA A DIO


“Ieri il mondo s'agitava nei piaceri, e gli stessi Cristiani si abbandonavano ai leciti divertimenti; ma questa mattina (il Mercoledì delle Ceneri, n.d.r.) ha squillato la Sacra Tromba di cui parla il Profeta Gioele (v. Epistola della Messa) per Annunciare l'apertura Solenne del Digiuno Quaresimale, il Tempo dell'Espiazione, l'imminente avvicinarsi dei Grandi Anniversari della nostra Salvezza. Destiamoci, Cristiani, e prepariamoci a combattere le Battaglie del Signore.”

 L'imposizione delle Ceneri.
A questo pensava la Santa Chiesa, quando fu indotta ad anticipare di quattro giorni il Digiuno Quaresimale e ad aprire questo Sacro Tempo cospargendo di Cenere la fronte colpevole dei suoi figli, e ripetendo a ciascuno di loro le Parole con cui il Signore li condannava alla morte.
Come segno d'Umiliazione e Penitenza, però, l'uso delle Ceneri è molto anteriore a quella istituzione. Infatti lo troviamo praticato fin nell'Antico Testamento. Perfino Giobbe, che apparteneva alla gentilità, copriva di cenere la sua carne dilaniata dalla mano di Dio, per implorare così la Sua Misericordia (Gb 16,16). Più tardi il Salmista, nell'ardente contrizione del suo cuore, mescolava cenere nel pane che mangiava (Sal 101,10). Analoghi esempi abbondano nei Libri Storici e nei Profeti dell'Antico Testamento. Si avvertiva anche allora il rapporto esistente fra la polvere d'una materia bruciata e l'uomo peccatore, il corpo del quale sarà disfatto in polvere sotto il fuoco della Giustizia Divina. Per Salvare almeno l'Anima, il peccatore ricorreva alla Cenere, e nel riconoscere quella triste fraternità con essa si sentiva più al riparo dalla collera di Colui che resiste ai superbi e perdona agli Umili.
 Estensione del Rito Liturgico a tutti i Fedeli.
Dopo il XII secolo, l'uso d'imporre in questo giorno le Ceneri a tutti i Fedeli divenne sempre più generale e prese posto fra le Cerimonie Essenziali della Liturgia Romana. Sappiamo che nel Concilio di Benevento (1091) Papa Urbano II ne fece un Obbligo a tutti i Fedeli

La Gioia della Quaresima.
Nostro Signore non vuole che i Cristiani accolgano il Digiuno Espiatorio, con un'aria triste e lugubre. Anzi, persuasi ch'è tanto pericoloso differire i Conti con la Giustizia, si devono consolare e mostrarsi allegri all'avvicinarsi di quel Tempo sì salutare perché sanno in anticipo che, se saranno Fedeli alle prescrizioni della Chiesa, il peso del loro fardello si alleggerirà.
Queste soddisfazioni, oggi tanto mitigate dall'Indulgenza della Chiesa, se offerte a Dio con quelle del Redentore e fecondate da quella Comunione di Opere propiziatorie che unisce in un sol fascio le Opere Sante di tutti i membri della Chiesa Militante, Purificheranno le loro Anime e le faranno Degne di partecipare alle Purissime Gioie della Pasqua. Perciò, non dobbiamo essere tristi perché Digiuniamo, ma perché abbiamo col peccato reso necessario il Digiuno.
Il Signore, poi, ci dà un altro Consiglio, che la Chiesa ci ricorderà spesso nel corso dei Quaranta Giorni: quello d'aggiungere l'elemosina alle privazioni del corpo. Vuole che tesorizziamo, ma per il Cielo. Abbiamo bisogno d'Intercessori: li dobbiamo cercare tra i poveri. Ogni giorno di Quaresima, eccetto le Domeniche, prima di congedare l'Assemblea dei Fedeli, il Sacerdote recita per loro una Preghiera Particolare, sempre Preceduta dall'Esortazione del Diacono: "Umiliate le vostre teste dinanzi a Dio". La Preghiera è una Formula di Benedizione, implorante il Pegno della Protezione Celeste sui Fedeli che ritornano alle Ordinarie Occupazioni (Callewaert, Sacris erudiri, p. 694).

Il protrarsi del Carnevale è uno scandalo e un’offesa a Dio
Il Carnevale (dal latino carnem levare poiché fin dall’antichità, indicava il banchetto che si teneva subito prima del periodo di astinenza e digiuno della Quaresima che tradizionalmente andava dalla domenica di Settuagesima al giorno prima del Mercoledì delle Ceneri), è un momento certamente di leciti divertimenti nel periodo pre-quaresimale, ma oggi si protrae come giorno di gozzoviglie, grandi abbuffate, scherzi, dissolutezza, durante e ben oltre il periodo quaresimale e pasquale. Se si comprende il significato preparatorio a quello espiatorio della Quaresima che caratterizza il Carnevale, diviene un autentico scandalo ed una offesa a Dio mantenere sfilate e quant’altro contrasti con la Penitenza ed il Digiuno, in questo periodo. Le autorità religiose tacciono, quasi non importasse più nulla della cura animarum, tra cui il digiuno e l’astinenza che stanno tra le regole elementari del Catechismo. Ma non sarebbe certo l’unico caso. Le autorità civili e i comitati, laici, ma di fatto atei, se ne guardano bene dall’intervenire di fronte a quello che a molti pare essere divenuto un business, che più dura più rende. Ma non sarebbe certo l’unico caso.
Il Portavoce del Circolo Christus Rex
Matteo Castagna

 
 
 


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