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2 giugno

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2 Giugno - " FESTIVAL BIBLICO" a Vicenza: leggere per credere...
A cura del Prof. Franco Damiani e di Marco Massignan


Dilaga nella diocesi di Vicenza la moda del Festival Biblico. Nella settimana entrante se ne terrà uno a Villa Contarini di Piazzola sul Brenta. > Tra gli appuntamenti, oltre alla proiezione del nefasto "Nativity" di Catherine Hardwicke, spicca, il 2 giugno: > > IL TEMPO DEL CIBO NELLE SCRITTURE. APERITIVO BIBLICO. APPROFONDIMENTI GASTRONOMICI SUGGERITI DA BRANI BIBLICI.> > Ritengo superfluo ogni commento.Prof. Franco DamianiL'anno scorso avevo spedito questa lettera al "Giornale di Vicenza" sul "festival biblico":Ho letto l'intervento di Don Dario Vivian sul "festival biblico" che si è appena concluso. Mi si consentano alcune riflessioni: non intendo polemizzare sull'evento e la sua "portata" culturale in sé (e di prestigio per la città), quanto con la sua attinenza alla fede che noi cattolici professiamo. Proporrò pertanto all'attenzione tre punti (strettamente correlati).1) Affermava il Cardinale Siri: "senza la logica e l'ontologia non si può accedere alla Bibbia, che è il discorso del Logos. Dove non c'è logica non può attecchire la Grazia". Vi è dunque la necessità di coniugare la teologia con gli argomenti della logica e dell'ontologia; oggi, invece, prevale la letteratura e l'ermeneutica: il fine è quello di eliminare la Tradizione.2) La Parola di Dio: si propone ai fedeli - la stessa pastorale insiste molto su questo - il primato della Parola di Dio. Che c'è di male in ciò? - può obiettare qualche ingenuo. Tale primato sembra la versione neomodernistica del "sola Scriptura" dei protestanti. Anche qui si sgancia la Parola di Dio dalla Chiesa (anzi, essa diviene "superiore" alla Chiesa) e dalla sua Tradizione, che le conferisce il senso appropriato: si preferisce la pastorale, il dialogo, l'ecumenismo a discapito della dottrina e del dogma - l'obbedienza del cuore e dell'intelligenza verso i principi della vera fede.3) Il cristianesimo ridotto a messaggio morale, a colto passatempo per esegeti e tecnici delle sacre Scritture: ma così si distrugge la dimensione della fede e si rischia di farla diventare o esercizio di lettura o occasione estemporanea per trascorrere qualche ora in compagnia di qualche poeta o attore che utilizzano la Bibbia come occasione per "fare qualcosa di intellettuale".E' bene ricordare, invece, che il Vangelo non è innanzitutto "parola", ma la carne e il sangue dell'eucaristia: anche se il Libro scomparisse, il cristianesimo resterebbe. Se fosse solo parola, il cristianesimo diverrebbe un codice etico, ma a questo livello perché preferire Cristo a Lao-Tze o a Confucio? Da Redentore, Cristo si riduce ad un hobby per sentimentali.Concludendo, rivolgo una domanda ai promotori dell'iniziativa: non sarebbe bene chiarire che la sacra Scrittura non può divenire la "regula fidei" per il credente se non quando viene attuata e dichiarata da un'autorità altrettanto infallibile?
Marco Massignan



Per informazioni | christusrex@libero.it

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