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DISOBBEDIRE ALLE DISOBBEDIENZE DEI CATTIVI > PASTORI!
a cura del prof. Giorgio Berardi

Il 31 maggio, prima del Concilio Vaticano II, era la festa di Maria mediatrice di tutte le grazie.
Dopo il Concilio tale festa è caduta nel dimenticatoio, per non disturbare i nostri fratelli separati, i protestanti, i quali non hanno simpatia per la nostra amatissima madre; perciò chi sa quando sarà proclamato il dogma di una verità che è stata sempre creduta dal popolo cristiano.
Dante stesso la dichiara nei celebri versi dell'ultimo canto del Paradiso: «donna sei tanto grande e tanto vali che qual vuol grazia e a te non ricorre sua dìsianza vuol volar senz'ali».
Per ora, invece delle grazie abbiamo le disgrazie.
Proprio quel giorno abbiamo assistito su RAI 2 alla puntata di Anno Zero di Michele Santoro, dalla quale è emerso che la Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede aveva avocato a sé il giudizio sui terribili casi dei preti pedofili, che, al massimo, venivano trasferiti da una parrocchia all'altra, infettando così la cristianità, la quale subiva inorridita tali abusi, che provocavano perfino suicidi tra le vittime.
Agghiacciante è stata la coraggiosa testimonianza, a viso scoperto, di una signora, che dall'età di dieci anni è stata per quindici nelle mani di un parroco che la plagiava, perfino assolvendola da quelli che lei avvertiva come peccati vergognosi, finchè non ha avuto la forza di denunciarlo. E lui, di cui la Signora ha fatto il nome, viene trasferito da una parrocchia all'altra della Toscana.
Il fenomeno certamente è circoscritto. La quasi totalità dei sacerdoti è immune da tale piaga sociale che del resto è diffusa in tutti gli ambienti.
E' chiaro però che negli uomini di Chiesa è particolarmente odiosa, al punto che monsignor Fisichella, rettore dell'Università Lateranense, presente alla trasmissione, ha detto indignato che tali individui, delinquenti comuni, non avrebbero dovuto essere insigniti del sacerdozio.
E, diciamo noi, perchè ce li hanno mantenuti, mentre invece hanno ridotto allo stato laicale sacerdoti di retta fede e di buoni costumi.
Ma la cosa più grave, anche se molti non capiscono, è che la suddetta Congregazione, una volta Sant'Uffizio, preposta prima di tutto alla conservazione della dottrina cristiana, non fa nulla, o quasi, per combattere le eresie, di cui Maria Santissima, su lodata, è terribile nemica. Come ho già scritto in un mio precedente articolo sono testimone della colpevole debolezza di tale Congregazione.
Quando mi recai a protestare proprio lì contro Giovanni Paolo II, che invece di predicare il Vangelo girava il mondo a far pace con tutte le religioni, anche le più infami, e non provvedeva a cacciare dalle nostre Università i professori eretici, mi fu risposto: Non possiamo fare nulla. Lui non vuole.
Speriamo che muoia presto... Morì di fatto ma tutto è rimasto come prima, anzi peggio di prima, perché il nuovo Papa non fa che esaltare l'operato del predecessore. Abbiamo eretici persino tra i cardinali.
San Tommaso d'Aquino dimostra che il bene della fede è talmente importante che un cristiano ha il dovere di ribellarsi perfino a un cosiddetto pastore di anime, qualora egli mostri un cedimento nella dottrina.
E allora, cristiano, svegliati e muoviti. Urla contro i tuoi falsi pastori. Come a Lepanto combatti sotto la bandiera della Regina delle Vittorie, quella bandiera che vogliono ammainata per non disturbare gli eretici.
A questi la nostra carità deve portare la verità, non le ecumeniche illusioni, senza paura di disturbare chi vive nelle tenebre dell'errore e nelle catene del vizio.


Per informazioni | christusrex@libero.it

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