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LA S.S. TRINITA’ APPROVEREBBE L’ECUMENISMOMODERNO?

Ha fatto notizia e scalpore la concessione ai luterani della chiesa di S. Pietro Martire, a Verona. I cattolici fedeli alla Tradizione hanno attivato numerose contestazioni, fin dalle prime indiscrezioni, due anni fa’. Ricordiamo la processione, la Messa, la supplica al vescovo Carraro, che videro protagonista don Marco Nely coi fedeli del Veneto e provenienti da tutta Italia, accorsi per sostenere la protesta per uno scandalo di portata immane. A partire dal 5 gennaio 2007,quasi ogni giorno si tengono volantinaggi di sensibilizzazione e contestazione fuori dalle parrocchie visitate dall’ordinario diocesano. Le autorità vaticane hanno ricevuto un esposto ed una denuncia canonica per le palesi violazioni degli articoli del codice di diritto canonico da parte di Mons. Flavio Roberto Carraro.Sappiamo che molti sacerdoti diocesani e molti fedeli non approvano la concessione. Il semplice buon senso,senza scomodare la teologia, è dalla nostra parte. La chiesa, già casa natale del co-patrono scaligero, veneratissimo ed amato dai veronesi, è stata concessa ai protestanti luterani ogni domenica ed un giorno alla settimana per il“catechismo”.Anche i bambini capiscono che c’è qualcosa che non quadra. Come non vedere, con gli occhi genuini delle persone semplici: sacrilegio e profanazione? Come non vedere un abbraccio mortale con i seguaci di uno dei principali promotori d’odio anticattolico? Come non scorgere un’evidente provocazione nell’aver concesso ai luterani proprio la chiesa consacrata agli eredi spirituali di coloro che assassinarono il santo?Viviamo tempi difficili, di decadenza e secolarizzazione, di grave crisi, che, purtroppo, ha coinvolto gran parte della gerarchia cattolica e che la acceca.La concessione ai luterani è uno spunto di riflessione, un punto di partenza che serve a capire quanto grande sia la deviazione dottrinale della chiesa conciliare dal vero ed unico concetto di ecumenismo, che corrisponde alla conversone delle anime da un falso credo all’ unica Verità salvifica, Gesù Cristo.L’accezione moderna di ecumenismo, sancita dal Concilio Vaticano II, contraddice le Sacre Scritture eil Magistero pontificio precedente, soprattutto le Encicliche Pascendidominici gregis di S.S. Pio X e Mortalium Animos di Papa Pio XI.L’accezione moderna di ecumenismo pone tutte le religioni sullo stesso piano, con pari dignità, come se tutte fossero espressione della Verità. Questo relativismo religioso si oppone hegelianamente ad ogni oggettività della verità, insegnata da tutti i Padri della Chiesa.L’accezione moderna di ecumenismo è essenzialmente antitrinitaria, perciò gravemente erronea e pericolosa per le anime. Con questo studio, l’intenzione è dimostrare che cosa sostenga la dottrina cattolica sulla Trinità e come, invece, molti uomini di chiesa la sacrifichino in nome di un “dialogo” che non solo non ha portato frutti, dopo40 anni di “esperimenti”, ma ha prodotto danni e disorientamento tra i cattolici, ha aperto le porte della Chiesa al “soffio di Satana” di cui si accorse già Paolo VI. L’accezione moderna di ecumenismo è anti-tomista, per antonomasia.I luterani, negando la “transustanziazione” e la Presenza Reale di Cristo nell’Eucarestia dimostrano di non credere all’Unità e Trinità di Dio. Nel nome dell’intelligibilità, i modernisti vaticano secondisti hanno soppresso il latino dalla Liturgia e nel suo nome vogliono cheil Figlio di Dio sia della stessa natura del Padre e non più consustanziale col Padre. Se si nega la Presenza Reale, si nega, per conseguenza, la consustanzialità delle Persone. Vi è, quindi un nesso stretto tra la dottrina antitrinitaria e la negazione della transustanziazione, che, guarda caso, accomuna i protestanti coi modernisti. Certamente Martin Lutero non è stato e non è l’unico a negare, di fatto, il dogma dell’Unità e Trinità di Dio così come sempre insegnato e creduto, fin dal principio.Mi scuso se questa trattazione conterrà imprecisioni terminologiche, io non sono un teologo ma un semplice laico appassionato che, con tutti i suoi limiti, ricerca la Verità e la Sua spiegazione e vuole rendere gli altri, soprattutto quelli della sua generazione, partecipi di queste scoperte, studiate su testi utilizzati e consigliati dai cattolici prima che egli nascesse. Ahimè, egli ne ha potuto ammirare le pagine, soltanto dopo aver conosciuto i sacerdoti fedeli alla Tradizione…Fin dai primi secoli della Chiesa sorsero eretici a negare la Trinità. A seconda dei loro punti di vista, li possiamo dividere in tre categorie:1) ANTITRINITARIIN SENSO STRETTO: essi negavano la Trinità perché non riuscivano a far conciliare Unità e Trinità di Dio. Tali sono,innanzitutto i Protestanti liberali (la curia veronese ha forse accertato se la comunità luterana di Verona e Brescia, che ha ricevuto la concessione della chiesa di S. Pietro Martire, appartiene a questa corrente?(Se appartenessero a questa corrente sarebbe ancor peggio!) che sostengono che Gesù Cristo non è Dio ma un Profeta di eccelsa santità e lo Spirito Santo una virtù o una operazione di Dio. Anche i Modernisti negano che Gesù Cristo abbia insegnato che Dio è Trino: per loro, infatti, questa dottrina avrebbe subito una evoluzione successiva, quando alcuni cristiani giudicarono che Cristo fosse il Verbo (Logos), che secondo l’applicazione del sistema filosofico greco elaborato e applicato dal Cristianesimo dei primi quattro secoli, era un Essere intermediario tra Dio e l’uomo. Solo sulla base di questa concezione filosofica si può giustificare razionalmente l’accostamento del Cristianesimo con le altre religioni monoteistiche, con le quali condividerebbe lo stesso dio. Ma quale dio?Certamente non quello dei Vangeli né della Nuova Alleanza, che è essenzialmente Uno e Trino, proposizione condannata duramente sia dall’Islam che dal Giudaismo.2) SUBORDINATI: gli Ariani, i Subordinazioni, i Priscillianisti, i Macedoniani distinguevano le tre Persone della Santissima Trinità ritenendole non uguali, ma completamente distinte. L’arianesimo fu l’eresia più nota e importante. Sorta tra il III e il IV secolo, nega la consustanzialità .Secondo Ario, Dio è ingenito e il Verbo è creato per cui non è della stessa sostanza del Padre e si può chiamare figlio solo nel senso adottivo del termine.3) TRITEISTI: tutti coloro che sostenevano che la S. Trinità fosse composta da tre Dei. Ebbe per autore Giovanni Filogomo di Alessandria d’Egitto (VI secolo). Per lui esistevano tre Persone e tre Nature, quindi tre Dei. Più oltre andarono l’Abate Giacchino di Fleury e Gilberto Porretano (sec. IX), che definirono quattro Persone, considerando l’Essenza divina come realmente distinta dalle tre Persone.DIO E’ UNO E TRINO Dio è in una identica natura, in tre persone realmente distinte l’una dall’altra e cioè il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Questo è un dogma di fede.Distinguiamola spiegazione in due parti.1) Dio è uno solo, cioè unica Essenza, Natura, Sostanza. Queste tre parole indicano lo stesso concetto. In Dio tutto è sostanza senza accidenti, la identica natura è posseduta dalle tre distinte Persone. S. Tommaso dice che “Persona significa sussistente distinto nella natura divina” ( I Sent. 25, q. 2, a 1). Dalla semplice ragione si può dubitare se una creatura semplice sia realmente distinta dalla persona. La Rivelazione invece ci mostra che fra natura e persona vi è distinzione reale,in quanto in Dio vi sono tre Persone in una unica Natura e in Cristo vi sono due Nature in una unica Persona. Comunemente i teologi ripongono questa distinzione nelle Relazioni opposte di origine e cioè nelle relazioni per cui il Figlio procede dal Padre e lo Spirito Santo dal Padre e dal Figlio.2) Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo sono tre termini veramente distinti.. Essi possiedono l’unica e medesima Natura divina e sono perfettamente uguali in ognis orta di perfezione, possedendo tutte e tre la identica sostanza. Si dicono perciò “consostanziali”. Il concetto ci può essere più chiaro se pensiamo al miracolo delle tre pietre trovate nella cistifellea di S. Chiara, grande mistica trecentesca. Se pesati su una bilancia, i tre sassolini hanno lo stesso peso specifico di uno di loro pesato singolarmente, contraddicendo ogni principio della fisica.Questa tesi viene ampiamente provata sia dalle Sacre Scritture che dai Padri che dalla Chiesa.- Nei vangeli sinottici viene annunciata la S. Trinità delle Persone nell’Annunciazione(Lc.1). L’angelo Gabriele fu mandato dal Padre per annunciare il Figlio. Si annunzia anche lo Spirito Santo che verrà su Maria.- Nel Battesimo di Gesù (Mt. 3,16-17; Mc. 1-11; Lc. 3,21 – 22) Il Padre parla dal cielo e dice che Gesù è il Figlio. Inoltre il Vangelo annuncia che lo Spirito Santo si manifesta sotto la specie della colomba. Si desume che Quei tre non sono una sola Persona ma Tre Persone distinte.- Nella Trasfigurazione (Mt. 17,1; Lc. 9,1, seg.) Il Padre parla dal cielo e dice che Gesù è il Figlio mentre lo Spirito Santo si manifesta sotto la specie di “nube splendente”.- Nella formula del Battesimo (Mt. 28 19) Gesù ordina di battezzare tutti gli uomini nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.San Girolamo(Epistola ad Eph., 2,4,5) commenta che non si dice “nei nomi” ma “nel nome”, quindi le tre Persone Divine sono realmente distinte ma un solo Dio.- Nell’ultima cena Gesù predice l’avvento dello Spirito Santo,parlando chiaramente del Padre e di se stesso come Figlio.- Testo mirabile in cui con una sola frase viene dichiarata la Trinità delle Persone nell’Unità della Sostanza è il Comma Giovanneo (1 Giov5,7) : “Poiché sono tre che danno testimonianza in Cielo, il Padre, il Verbo e lo Spirito Santo e questi tre sono una cosa sola”. - Negli Atti degli Apostoli sono numerosissimi i riferimenti alla S. Trinità.Nel325, il Concilio di Nicea definì il Dogma Trinitario per condannare la dottrina di Ario.Testimonianze relative all’Unità e Trinità di Dio possono essere trovate anche nei Padri e nei documenti della Chiesa prima del Concilio di Nicea:- I Padri Apologisti dichiarano sempre espressamente il dogma dell’unità e trinità di Dio. San Clemente Romano (1Cor.46) sostiene le tre Divine Persone, attribuendo a ciascuna operazioni diverse. S. Ignazio Martire dice:”Studiate di conformarvi nella dottrina del Signore… nel Figlio, nel Padre e nello Spirito Santo” (Ad Magnes. 13,1). Nel1895 fu scoperto un anonimo “Odi di Salomone” che risale al I o II secolo e che afferma la divinità del Figlio e dello Spirito Santo, che regnano col Padre in eterno. San Giustino dice che noi onoriamo e adoriamo il Padre, il Figlio che viene da Luie lo Spirito Santo profetico… (Apol. 1,6). San Teofilo parla di “Verbo sempre esistente nel cuore del Padre” (Ad. Autol. 2,22). Atenagora afferma che “il Padre è nel Figlio ed il Figlio è nel Padre nell’unità e virtù dello SpiritoSanto”. Ne consegue che sono atei color oche non credono “Dio Padre, Dio Figlio,Dio lo Spirito Santo”. (Legat. pro Christ. 10).- I documenti della Chiesa chiarificano la questione trinitaria fin dagli antichissimi “Ordines baptismi”. Si trova fin da allora la professione di fede dei Catecumeni alla SS. Trinità.Nelle Dossologie (discorsi di lode) si trova la distinzione delle Persone col Nome e a tutte e tre si tributa la medesima gloria. Nel Simbolo Apostolico del II secolo si recita una forma di Credo che parla esplicitamente delle tre Persone uguali e distinte. Nel 268 S. Dionigi Papa condannò alcune eresie antitrinitarie in questo modo: “Non si deve separare l’ammirabile e divina unità… ma si deve credere in Dio Padre Onnipotente e in Gesù Cristo suo Figlio e nello Spirito Santo”. Testimonianze relative all’Unità e Trinità di Dio dopo il Concilio di Nicea: - S. Atanasio, vescovo di Alessandria d’Egitto combattè con grande decisione l’arianesimo e soffrì calunnie, persecuzioni,esilio. Il suo insegnamento si concentra sul Verbo, Cristo Redentore, il quale ci ha redento e fatto Figli adottivi di Dio, in quanto Egli è veramente Figlio di Dio per natura. Il Verbo perciò non è una creatura ma è generato in eterno dalla stessa Sostanza del Padre e perciò l’Uno e l’Altro posseggono identica Sostanza indivisibile, per cui il Figlio è consustanziale al Padre secondo la definizione di Nicea. ugualmente lo Spirito Santo è Dio per Essenza ed ha la stessa Sostanza del Padre e del Figlio, perciò niente di creato nella Trinità,ma tutta è solo un SOLO DIO.L’esposizione di S. Atanasio è splendida. il suo esempio di vescovo dovrebbe essere studiato tuttora, in quanto modello di autentica carità per il bene delle anime. Di quella Carità,che trae la sua forza nella Verità e nella Giustizia Divine, non in uno slancio umanistico e filantropico che non considera le Leggi e i precetti della Fede.- S. Basilio, S. Gregorio Nisseno, S. Gregorio Nazianzeno spiegano ancor più compiutamente la definizione di Nicea dicendo che Dio è “un asola Sostanza in Tre Persone”. Nel VIII secolo San Giovanni Damasceno usò la formula:”Lo Spirito Santo procede dal Padre per il Figlio”. Questa formula è imperfetta. Viene usata dalla Chiesa Greca, mentre la Chiesa Latina preferì la formula presentata da S. Agostino: “Procede dal Padre e dal Figlio”.- Intorno al 300 S. Ilario riprende le argomentazioni di Nicea:”Dio da Dio, Spirito da Spirito, Luce da Luce… l’uno dall’altro e tutti e due una cosa sola” (De Trinitate, 11, 12).- Nel 400 S. Ambrogio riprende S. Basilio: “Tre ipostasi in una sola Sostanza”. - S. Agostino intorno al 400 diede una spiegazione così dettagliata e rigorosa della Trinità che successivamente poco fu aggiunto. Egli parte dal concetto di una unica e semplicissima Sostanza o Natura Divina per ricercare la ragione della distinzione delle Persone che sta nelle relazioni opposte. Insiste sulla perfetta uguaglianza delle Tre Divine Persone. Nel suo celeberrimo libro “de Trinitate” egli dice: “ Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo sono di una sola e identica Sostanza che dice Divina Unità con inseparabile uguaglianza” (1,4).- La Chiesa ha definito la Trinità:1) Nel Concilio Ecumenico di Nicea: “Il Figlio è consustanziale al Padre”.2) Il Concilio Costantinopolitano I (381) condannò ogni eresia e aggiunse “lo Spirito Santo che procede dal Padre e dal Figlio”. 3) Il Concilio Romano IV nel 386 aveva già definito che “Lo Spirito Santo è veramente e propriamente dal Padre come il Figlio dalla divina Sostanza, Dio vero che può tutto, conosce tutto, è da per tutto come il Figlio e il Padre”. 4) Il Concilio di Bracar (561), il Laterano I (6469), il Laterano IV (1215), il Concilio di Lione II (1274), il Concilio di Firenze (1438), infine Papa Pio IX e Papa S. Pio X in forme diverse condannarono le eresie antitrinitarie dell’epoca e ribadirono il dogma dell’Unità e Trinità di Dio.Infine, vediamo la più solenne spiegazione che la Scolastica dà del dogma:Il termine PROCEDERE l’Uno dall’Altro, significa provenire. Questa processione può essere di due tipi:- TRANSEUNTE cioè che passa dalla causa all’effetto: ad esempio nelle creature il figlio proviene dal padre ma non resta nel padre.- IMMANENTE cioè che resta in chi compie l’operazione, come il pensiero resta nella mente. In Dio tale processione si può definire come l’origine di una Persona Divina da Una oda due altre, con la comunicazione della identica Natura e come l’operazione immanente con cui viene comunicata la vita divina alla Persona che procede dall’altra o dalle altre.Il Padre non procede da nessuno perché non è né creato né generato, come sostiene il Simbolo Atanasiano.La seconda persona procede dal Padre da tutta l’eternità per vera generazione spirituale,per via di intelletto, cioè con un atto di conoscenza di Se stesso che rimane in Dio e costituisce la Seconda Persona, il Figlio. Grande mistero, questo. Grande turbamento per i razionalisti. Come immaginare, nella nostra finitezza umana, il termine eternità?Potrebbe sorgere un interrogativo: siccome l’intelligenza divina è lo stesso Essere Divino,perché il Figlio e lo Spirito Santo con l’intendere non generano un’altra Persona? Si risponde che l’unica Essenza, come intelligente è il Padre, come intesa è il Figlio ma l’Uno e l’Altro hanno la stessa Intelligenza come la stessa Natura. Le divine Persone differiscono nel modo di possedere l’intelligenza non per il modo di intendere. Dalla Sacra Scrittura (Gv. 1, 17 –3, 16) si rileva come conclusione teologica che il Figlio procede per via di intelligenza, perciò è chiamato Verbo o Sapienza. S. Teofilo di Antiochia (Ad. Autolyc.6), S. Cirillo Alessandrino (Thesaurus 19), S. Agostino (De Trinitate,15) insistono sull’intelligenza del Figlio che è l’intelligenza del Padre, ne riflette la Sapienza, lo splendore, il carattere e la virtù.Lo Spirito Santo procede dal Padre e dal Figlio come da un unico principio. Esso procede per unica spirazione dalle Prime Due Persone, non per generazione e procede dalla divina volontà per modo di amore. Lo Spirito Santo procede dal Padre e dal Figlio insieme, come da un unico principio. Lo Spirito Santo è l’Amore che procede dal Padre e dal Figlio. Questa processione è eterna e esiste da sempre, come il Padre e il Figlio. Anche in questo caso la prova la troviamo nelle Sacre Scritture (Gal. 4,6; Rom.8,9; Atti 14,7; Gv. 15,26; Gv. 16,7;14): “Quando verrà il Paraclito che io manderò a voi dal Padre, lo Spirito di Verità che procede dal Padre, Egli darà testimonianza di me” (Gv, 15,26). I Padri, come S. Atanasio, S. Epifanio e S. Cirillo Alessandrino ribadiscono lo stesso concetto(Ad. Saraf. Ep. 1,20; Adv. Haer. Panarium 62,4 Ancoratus 75; De oratione,1). IlSinodo di Alessandria, i Concili di Calcedonia e Costantinopoli II, il concilio di Efeso, il Concilio Lateranense IV (1215), il Concilio di Lione II, il Concilio di Firenze dichiarano solennemente che il “Padre da nessuno,il Figlio dal solo Padre, lo Spirito Santo parimenti da ambedue”. Il Catechismo romano riassume questa dottrina comune nelle parole:”Procedendo lo Spirito Santo dalla divina volontà come infiammata d’amore, si possono vedere quegli effetti che nascono dal Sommo amore di Dio verso di noi”. L’unità di Dio è così perfetta che le tre Divine Persone si compenetrano e dimorano l’una nell’altra.LE MISSIONI DELLE TRE DIVINE PERSONE La processione di una Persona da un’Altra è destinata a produrre qualche speciale effetto nella creatura nella quale la Persona mandata diviene presente in qualche modo nuovo.La Divina Missione può essere visibile o invisibile. Quella visibile si mostra esteriormente come il Verbo nell’Incarnazione e lo Spirito Santo nella Pentecoste.Il Padre non può essere mandato perché non procede da nessuno. Egli viene a noi ma non è mandato come ci dice l’apostolo Giovanni, 14,23:”Veniamo a lui e prendiamo dimora presso di lui”. Il Padre e il Figlio possono essere mandati perchéprocedono l’Uno e l’Altro e possono mandare perché poiché da loro procede altra Persona. Lo Spirito Santo non può mandare poiché non procede da Lui alcuna Persona e in nessun punto della Scrittura o della Tradizione si trova che Egli abbia inviato nessuna Persona Divina. Missione invisibile è quella che si compie nell’intimo dell’anima per santificarla. Essa avviene quando viene infusa nell’anima la grazia santificante. Questo è di fede e lo desumiamo dalla Scrittura (Sap. 1,4; Gv. 14,23; I Cor. 3,16; Rom. 5,5), dal Concilio di Toledo XI (D.B. 227) e dal Concilio di Trento D.B. 794, 964: ”Lo Spirito Santo è mandato dall’Uno e dall’Altro, come il Figlio dal Padre…”. Riguardo a questo altissimo mistero che ci parla della vita intima di Dio dobbiamo dire che esso non si può dimostrare con la sola ragione. E’ necessaria la Rivelazione. Quindi la Fede.Detto questo,riconosciamo quanto ineffabile sia questo mistero e pensiamo, quando per rispetto umano, facciamo quegli asfittici e timidi segni della Croce, che con la sua formula rinnoviamo la Fede nell’Essenza gloriosa del nostro Creatore. E,allora, facciamolo bene, in maniera solenne e composta, tenendo sempre presente cosa si sta facendo.CONCLUSIONI Questo articolo, ispirato alla Somma di Teologia Dogmatica di Giuseppe Casali (Ed. Regnum Christi /Lucca - 1964)ha voluto delineare i caratteri della dottrina cattolica sul dogma più importante e caratterizzante del Cristianesimo. E’ chiaro che questa dottrina è incompatibile con ogni forma di “dialogo interreligioso” con le altre religioni,cosiddette “monoteiste”. La sana pastorale vorrebbe che il Sommo Pontefice, i Vescovi ed i parroci insegnassero ai fedeli ed agli eretici questi principi bimillenari ed incontrovertibili, dimostrandone la validità e adducendone le prove che già i primi cristiani utilizzavano per la persuasione e la conversione del prossimo. Non si può dimostrare la validità delle proprie tesi senza definire come errate le tesi contrarie. Altrimenti, si incorre nell’errore di affermare implicitamente che tutte le tesi sono vere e di degenerare nel relativismo e nel sincretismo religioso. Penso che questa sia la peggior eredità (di cui l’attuale Gerarchia non intende liberarsi) che il mondo contemporaneo abbia ricevuto dal “Papa Buono”, che per questo, non dimostrò di essere stato, anche, un “buon Papa”. Per tornare al“caso S. Pietro Martire” , che può essere preso ad esempio di questa volontà di dialogo a tutti i costi con gli storici ed impenitenti nemici della Chiesa, possiamo dirci certi che il Vescovo Carraro, così prodigo nel sacrificare la nostra identità cattolica sull’altare dell’ecumenismo, conosca e creda in questo dogma, così come è stato proposto,tramandato e custodito, fin da principio, dal Magistero?Chi ha veramente Fede nella SS. Trinità, come può non sentire che ogni digressione e ogni abbraccio con chi non crede compiutamente in Essa e non aderisce a tutte le verità di Fede da Essa rappresentate, è un atto di falsa carità, è una mancanza di rispetto, un sacrilegio, una profanazione?La questione dell’ecumenismo, anche tra cristiani, deve partire dal concetto del Primato della Verità, dal Depositum Fidei, che è prerogativa della sola Chiesa Cattolica, unica via di salvezza. Solo su Pietro(e sui suoi successori) Cristo edificò la Sua Chiesa.Le porte degli inferi non prevarranno su di Essa.In questo tempo di Pasqua, in cui tutti noi abbiamo la possibilità di meditare meglio i misteri della Passione di nostro Signore, è necessario nutrire la Speranza nel “NONPREVALEBUNT”, nonostante la grave crisi, ma è anche utile saper riconoscere i cattivi maestri, denunciare i cattivi pastori, anche pubblicamente perché la vera carità spirituale è quella che aiuta le anime degli altri a comprendere e a reagire all’ingiustizia contro i legittimi diritti di Dio.Gli Apostoli di Cristo devono andare a battezzare tutte le genti nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo e a insegnare la Verità, senza compromessi. Non ci salviamo col compromesso. Le diverse chiese cristiane non possono unirsi in nome della menzogna, dell’accordo politico, dell’abbraccio ecumenico che pone sullo stesso piano la verità e l’errore, facendole coesistere come non esistessero, delle concessioni che confermano l’errore e valorizzano i suoi postulatori. Solo la Fede, fatta dall’Unità Dottrinale, tutta, integra, senza se e senza ma, fa la differenza.Il cammino è difficile e sicuramente in salita. Ma è l’unica strada indicata da NostroSignore.La Madonna, a Fatima, ci ha promesso il trionfo del Suo Cuore Immacolato.Quella stessa Madonna, in cui i luterani non credono ed ai quali Mons. Carraro concede la chiesa intitolata al co-patrono di Verona…

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