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Il nuovo vescovo di Verona, Mons. Zenti, che si insedierà il 30 Giugno 2007, dichiara che la situazione della diocesi scaligera, "se non è tragica" è "drammatica".In questo modo, il presule conferma, indirettamente, il bilancio incredibilmente negativo del lungo episcopato fortunatamente conclusosi di Mons. Flavio Roberto Carraro, sottolineato, a più riprese, dai cattolici tradizionalisti.Il nuovo vescovo, però, non spiega le ragioni di affermazioni di questa portata. Noi ci auguriamo che Egli si riferisca al progressismo, al sinistro neo-modernismo, alla disunità imposti alla diocesi dalla coppia Carraro-Fiorio, ad una pastorale contraria agli insegnamenti del Magistero perenne della Chiesa in materia di ecumenismo e libertà religiosa, ad un permessivismo liturgico che ha raggiunto il ridicolo ed il pagliaccesco.Nel porgere i nostri più sentiti auguri a Mons. Zenti, invochiamo l'aiuto della Provvidenza per questo travagliato calvario che fu la diocesi di S. Zeno, con sentimenti di sincera disponibilità, affinchè i cattolici fedeli alla Tradizione non costituiscano un "problema" ma una risorsa per la chiesa veronese. Alleghiamo l'articolo de L'Arena di oggi, che contiene l'interessante quanto preoccupante intervista a Mons. Zenti: Veronese, da 3 anni è a Vittorio Veneto. Ha scelto come segretario don Giorgio Benedetti:
«A Verona una situazione difficile» Monsignor Zenti prepara il proprio ingresso da vescovo il 30 giugno. Il vescovo eletto di Verona monsignor Giuseppe Zenti, da tre anni a Vittorio Veneto, sta preparando il suo ingresso alla guida della diocesi di Verona, che cadrà il 30 giugno. Il sessantenne presule, originario di San Martino Buon Albergo, già vicario generale della diocesi di Verona (quindi il più stretto collaboratore di padre Flavio Roberto Carraro) dopo essere stato insegnante e vicerettore del seminario nonché parroco in Borgo Milano e a Legnago, avrebbe intanto già nominato il proprio segretario. Si tratterebbe di monsignor Giorgio Benedetti, 56 anni, direttore dell'Ufficio diocesano di pastorale del turismo, tempo libero e sport. Una nomina che peraltro dovrebbe venire ufficializzata dopo il suo arrivo in diocesi. Un ingresso denso di attesa, com'è normale che sia nel momento in cui una Chiesa locale vede avvicendarsi la sua guida, tanto più perché questa sarà una veronese, che conosce molto bene il territorio e il clero, per i suoi tanti anni trascorsi in seminario. La diocesi di Verona è il triplo di quella di Vittorio Veneto per numero di preti, parrocchie e per estensione e questo è un aspetto già ricordato con una certa apprensione da Zenti nel momento della sua nomina. In quella circostanza fra l'altro Zenti, presentandosi ai suoi più stretti collaboratori nella Curia di Vittorio Veneto per dare l'annuncio della sua nuova destinazione, ha anche espresso una sorta di timore nell'affrontare il suo nuovo mandato a Verona, intendendo dire di essere stato chiamato a risolvere una situazione complessa. «Parto da una situazione in cui mi sono divertito», aveva detto fra l'altro Zenti, alludendo all'essere stato vescovo di Vittorio Veneto, «ora è giusto che vada a Verona a fare un po' di calvario». Sempre in quell'occasione Zenti ha detto che quando il suo nome girava tra i possibili successori di padre Flavio Carraro lui ha dichiarato di essere in compagnia di tanti confratelli vescovi «che erano ben più quotati», ha detto, «per affrontare la situazione di Verona che, vi assicuro, non dico che è tragica ma drammatica comunque lo è».