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2 lettere sottoscritte da numerosi fedeli del Triveneto.

La resistenza Cattolica 2


Il Circolo Culturale Christus Rex rende noto che ieri numerosissimi fedeli ed amici della Tradizione (quantificabili, per ora, in oltre 200 persone, ma la sottoscrizione è aperta fino a domenica 29 Marzo 2009 e puntiamo a superare il doppio delle adesioni finora in nostro possesso) hanno ritenuto opportuno attivarsi attraverso due iniziative spontaneee:

1) Un appello (lettera 1 allegata) ai 4 Vescovi ed al Superiore del Distretto italiano, contro il paventato "ralliement" della Fraternità San Pio X con la roma conciliare apostata modernista di Benedetto XVI, definita poco prima di morire da S.E. Rev.ma Mons. Marcel Lefebvre come "occupata da "anticristi". Tra i vertici di quella curia romana c'era proprio Joseph Ratzinger, che non ha cambiato posizioni rispetto ad allora, né ha dato segnali di ravvedimento e di ritorno alla Fede dei Padri, come è possibile leggere nella sua recente lettera di chiarimenti ai vescovi sulla "questione lefebvriana".

2)Una lettera di solidarietà alla loro guida spirituale, don Floriano Abrahamowicz (lettera 2 allegata) sempre indirizzata ai vertici della FSSPX.
Le lettere sono state tradotte in lingua francese e tedesca per la diffusione anche in Germania, Austria, Francia.
Già altri gruppi di fedeli (In America Latina e Francia in particolare, vedi sito
www.agerecontra.it DOSSIER LA SVOLTA capitolo LA RESISTENZA CATTOLICA) hanno fatto lo stesso.
Sappiamo, inoltre, che 15 sacerdoti e una casa religiosa italiana guardano con favore alla Resistenza Cattolica e sostengono questa doverosa battaglia per la Fede.

Il Circolo Christus Rex aderisce e sostiene queste iniziative spontanee dei fedeli.


L'Addetto Stampa
Luigi De Rosa

A S.E. Rev.ma
Mons. Bernard Fellay
Priorat Mariæ VerkündigungSchwandeggCH-6313 MENZINGEN ZG

A S.E. Rev.ma
Mons. Alfonso de Gallareta

Seminario Nostra Señora Corredentora c.c.308 LaRejaRA-1744 MORENO (Argentina)

A S.E. Rev.ma
Mons. Richard Williamson



A S.E. Rev.ma

Mons. Bernard Tissier de Mallerais
Séminaire Saint Pie XCH-1908 ECONE (Riddes) VS

Molto Rev.do
Superiore del Distretto Italiano

Don Davide Pagliarani
Via Trilussa, 45 00041 ALBANO LAZIALE -RM-


Raccomandata A.R.


APPELLO AI VERTICI DELLA FSSPX DA PARTE DEI FEDELI DEL TRIVENETO (ITALIA)




I fedeli cattolici del Triveneto denunciano la deriva suicida dei vertici FSSPX che, in spregio alla ragion d'essere della Fraternità e alle direttive del suo venerato fondatore Mons. Lefèbvre, da oltre otto anni si baloccano con "trattative" con la Roma modernista espressamente vietate da Monsignore fino a che questa non fosse ritornata alla dottrina della Roma eterna. "Trattative" che, mentre hanno messo la Fraternità stessa nell'indecorosa posizione di un errante che supplica il perdono, sono destinate a sfociare nel nulla dal momento che la controparte non ha nessuna intenzione di abiurare il modernismo ma cerca solo di liberarsi di un fastidioso dissenso per proseguire indisturbata la scientifica opera di distruzione del sacerdozio cattolico e, se fosse possibile, della stessa Chiesa. Questa folle corsa al "ralliement" , condotta con patetico alternarsi di toni soft e di reviviscenze intransigenti e con un bilinguaggio espressione di bipensiero, uno "ad intra" per i fedeli, onde non disanimarli del tutto, e uno tutto accattivante e politicamente corretto per i media, si abbatte come una mannaia sui sacerdoti coerenti, non disposti a vendere la propria vocazione per un (improbabile) piatto di lenticchie, provocando una grottesca caccia all'uomo che sta privando la Fraternità stessa dei suoi uomini migliori, perseguitati, minacciati e, ora sempre più spesso, espulsi nella maniera più feroce, senza alcun riguardo di carità e di umanità.

I fedeli chiedono ai vertici FSSPX di smetterla di giocare con il fuoco; chiedono loro di buttar via la torta avvelenata del Vaticano II, come farebbe una madre di famiglia che sapesse che in essa è nascosto del veleno.

Chiedono loro che ritrovino l'orgoglio della Tradizione e che la smettano di inchinarsi servilmente alle (pseudo) autorità moderniste. Ricordino che ancora due mesi e mezzo prima di morire Mons. Lefèbvre chiamava il "Papa" e la "curia" "assassini della fede" e che al vertice della curia c'era l'allora cardinal Ratzinger.

Chiedono loro che si vergognino di espellere o di ridurre al silenzio i loro confratelli che hanno il solo torto di essere coerenti, e di non dare al mondo lo spettacolo di un'associazione che ha più a cuore le lodi del nemico che la concordia e la solidarietà interna.

Chiedono loro che la smettano di trattare i fedeli come docili pecorelle da tener buone con discorsetti ad hoc e che li trattino come persone capaci di ragionare, con cui usare il linguaggio della verità evangelica

Chiedono loro in particolare che prendano inequivocabilmente le distanze dall'attuale corso dei rapporti con il giudaismo farisaico e talmudico, corso inquietante che vede costantemente la Chiesa di Cristo in posizione di sudditanza e di servilismo nei confronti degli eredi spirituali del deicidio.

Chiedono loro di riprendere la buona battaglia, che tante anime ha salvato, anziché disperdere per opportunismo e illusioni diplomatiche i frutti copiosi raccolti in quasi quarant'anni di apostolato.


A S.E. Rev.ma
Mons. Bernard Fellay
Priorat Mariæ VerkündigungSchwandeggCH-6313 MENZINGEN ZG

A S.E. Rev.ma
Mons. Alfonso de Gallareta

Seminario Nostra Señora Corredentora c.c.308 LaRejaRA-1744 MORENO (Argentina)

A S.E. Rev.ma
Mons. Richard Williamson
larejadire@gmail.com

A S.E. Rev.ma

Mons. Bernard Tissier de Mallerais
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Molto Rev.do
Superiore del Distretto Italiano

Don Davide Pagliarani
Via Trilussa, 45 00041 ALBANO LAZIALE -RM-
Raccomandata A.R.


LETTERA DI SOLIDARIETA’ A DON FLORIANO ABRAHAMOWICZ IN MERITO ALLA SUA “ESPULSIONE”


Le modalità con le quali è avvenuta l'espulsione dalla FSSPX di don Floriano Abrahamowicz, da oltre dieci anni responsabile dell'apostolato in Triveneto, figura conosciutissima e oggetto di generale stima, ammirazione e devozione, sono particolarmente odiose e suscitano la riprovazione generale dei fedeli. Come si può concepire che il superiore del distretto italiano si rechi in persona nottetempo a Lanzago di Silea con un altro sacerdote e che faccia cambiare di nascosto le serrature delle porte della chiesa e della canonica per escluderne il suo confratello? Che si impadronisca dei suoi effetti personali negandogli persino i paramenti per celebrare? Che ne parli dal pulpito, a fedeli che lo conoscono da un decennio, come uno che "deve ravvedersi" (di che?) per sperare di essere perdonato? Come può non rendersi conto dello scandalo enorme e del discredito che questi atti gettano sull'intero mondo della Tradizione? E come può poi questa stessa persona parlare dal pulpito di carità, di amore fraterno, di misericordia ? L'unico risultato ottenuto, oltre allo scandalo suscitato da questi comportamenti indegni di sacerdoti (quasi i confratelli coerenti fossero nemici più pericolosi delle impenitenti gerarchie moderniste), è l'aver diviso una comunità che da dieci anni si ingrandiva continuamente, l'aver lasciato coprire di fango la figura di un sacerdote di limpida dirittura e dottrina e l'aver seminato inimicizie là dove si era creato un gruppo di fedeli unito nella liturgia, nel canto e nell'amicizia, dove la Messa domenicale era l'occasione per incoraggiarsi a vicenda nella buona battaglia dopo aver ricevuto i sacramenti e aver ascoltato le parole edificanti del sacerdote. Con lo stabilirsi di don Floriano a Lanzago si aprivano inoltre nuove insospettate possibilità di apostolato, come l'avvio della mensile catechesi per adulti, completata di recente da quella tenuta dal pulpito dopo la Messa, come quella per i piccoli, come le feste periodiche che portavano a Lanzago centinaia di persone, in un clima di serenità e di cristiana letizia quale è sempre più difficile incontrare nelle parrocchie moderniste.fedeli del Triveneto non abbandoneranno don Floriano, eroica figura di sacerdote, impareggiabile direttore di anime e guida sicura per esse nella tempesta che la Chiesa sta attraversando. Dove egli andrà, anche essi andranno, e la Provvidenza farà fiorire tesori di pietà, di fede e di amore fraterno dove qualcuno vorrebbe seminare odio, prepotenza e divisione.Non don Floriano dunque, ma si ravvedano invece i "vertici" di Menzingen e di Albano, ritrovino il coraggio della testimonianza e della resistenza, abbandonino i sogni di onori e di riconoscimenti che sono tentazioni di Satana, ridiano ai fedeli l'orgoglio della Tradizione, ritrovino il linguaggio chiaro e netto del Vangelo e rinuncino a quello ambiguo del compromesso e dell'ipocrisia. Altrimenti faranno la fine di tutti coloro che li hanno preceduti su questa strada infernale: saranno ben presto assorbiti nel Pantheon ratzingeriano, non conteranno piùnulla e potranno solo piangere invano il loro tradimento e la loro apostasia.



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