La resistenza Cattolica
Nonostante le ripetute specifiche, Laura Canzian si ostina a scrivere che il Circolo Christus Rex raduna tutti i fedeli lefebvriani del Nord Est. Per dovere di cronaca e amor di verità, questo non è vero. La Redazione del Circolo.
Don Floriano: «Non c'è dialogo col Papa»
la Tribuna di Treviso — 09 marzo 2009 pagina 11 sezione: CRONACA
Don Floriano sfida tutti e lancia un nuovo attacco alla Fraternità di San Pio X. Ieri il prete lefebvriano ha celebrato la messa in un gazebo di una casa privata a Treviso. «Non vi è dialogo possibile con la Roma di Ratzinger prima che questa non torni alla dottrina dei suoi predecessori preconciliari», ha detto don Floriano ai suoi fedeli durante l’omelia. Uno «scisma interno» quello di ieri mattina, anche se da Lanzago si è pronti a perdonare: «Basta un suo piccolo segno di ravvedimento e potrà tornare con noi», ha detto don Davide Pagliarani, capo della Fraternità Romana. Da un lato la Fraternità, che ha inviato un nuovo prete a celebrare la messa nella cappella «ufficiale» di Lanzago di Silea. Dall’altro don Floriano e una cinquantina di suoi fedeli, da sempre sostenitori del religioso anche contro il provvedimento di espulsione emesso dai vertici della Fraternità che ha sede a Roma, impegnati in questi mesi in un difficile lavoro di diplomazia con il Vaticano su questioni come il riconoscimento del Concilio Vaticano II e dei suoi principi. Lo zoccolo duro della comunità di Lanzago ha scelto un luogo segreto per il rito: si tratta di un gazebo che si trova a Treviso, a 1.500 metri dalla cappella dove, fino alla scorsa domenica, i fedeli di don Floriano si sono riuniti. «Alla funzione ha partecipato il 95 per cento dei fedeli di Lanzago - dice Matteo Castagna, del circolo Christus Rex, che riunisce i fedeli lefebvriani del Nordest - Il restante 5 per cento è andato ad assistere alla messa a Lanzago per cercare una via di dialogo con la Fraternità». Secondo Castagna, i numeri indicano che la stragrande maggioranza di laici lefebvriani del nordest è rimasta attaccata alla tradizione cattolica. «I nostri fedeli non vogliono abbracciare il modernismo e non vogliono accordi con la chiesa conciliare», ha ribadito Castagna. Mentre don Floriano celebrava sotto un gazebo, don Davide Pagliarani era impegnato a Lanzago. Ma non è mancato un suo pensiero nei confronti del parroco espulso. «Siamo pronti a farlo tornare con noi, ma è necessario anche solo un piccolo segno di ravvedimento, di pentimento», ha detto il sacerdote che solo lunedì scorso aveva presenziato al cambio della chiavi della cappella. Ma è don Floriano stesso a scagliarsi contro il «nuovo corso» della comunità lefebvriana. Lo fa dal «pulpito» del gazebo privato. «Invito la Fraternità a ritornare allo spirito del suo fondatore», ha detto, precisando inoltre di confidare ancora in una riappacificazione con i lefebvriani di Roma e delle altre confraternite. Ma in una nota diffusa nel pomeriggio, il circolo «Christus rex» aggiunge un duro attacco al Papa: «Siamo fedeli alla dottrina e in unione spirituale con i fedeli di Francia, Austria e America Latina che nel nome della Tradizione Cattolica e dell’eredità di monsignor Lefebvre, si stanno battendo contro la deriva dell’abbraccio suicida con la Roma conciliare apostata e modernista di Joseph Ratzinger».