la svolta
L’affondo di ‘Avvenire’: “Ai ‘lefebvriani’ nessuna cambiale in bianco, non possono fare e dire tutto quello che vogliono”. Monsignor Paglia: “E’ il caso che Williamson si scusi personalmente”
CITTA’ DEL VATICANO - Nel revocare la scomunica ai seguaci di Monsignor Marcel Lefebvre, il Papa, è stato detto, "avrebbe firmato una cambiale in bianco ai 'lefebvriani' che non avrebbero alcuna intenzione di riconoscere l'ultimo Concilio della Chiesa cattolica. Ora, le parole pronunciate dal Papa sono inequivocabili: non c'è alcuna cambiale in bianco": lo sottolinea 'Avvenire'. "Il Papa ha compiuto un gesto da padre misericordioso. Spetta a loro ora accoglierlo", scrive Gianni Cardinale in un editoriale. "E con sollecitudine". "Le parole pronunciate da Benedetto XVI dovrebbero porre fine ad una polemica che, per certi versi, si poteva evitare. E che poteva essere evitata se, ad esempio, la Fraternità San Pio X fosse stata più rapida a prendere limpidamente le distanze dalle affermazioni false e sciagurate di un suo confratello che, essendo passato direttamente dall`anglicanesimo al movimento 'lefebvriano', forse non ha avuto ancora il tempo di respirare un`aria autenticamente cattolica". E' "sorprendente", sottolinea peraltro il quotidiano dei vescovi italiani, che tra i più "scandalizzati" per la revoca della scomunica "si siano mostrati coloro che di solito accusano la Chiesa - quella 'ratzingeriana' oggi e quella 'wojtyliana' ieri - di essere poco misericordiosa, più matrigna che madre". Sul caso del vescovo negazionista il Papa "ha già fatto quanto era giusto e necessario", afferma dal canto suo Monsignor Vincenzo Paglia, Presidente della commissione Cei per l'ecumenismo. "Certo, magari arrivasse personalmente da Williamson una personale richiesta di perdono - aggiunge il presule intervistato dalla 'Stampa' -, ma ciò non può essere una questione automatica". papanews.it 29/01/09