la svolta

Cerca

Vai ai contenuti

Menu principale:


La fraternità S. Pio X nella "Chiesa Ufficiale": Danno per le anime

Un'illusione puerile


“UN’ ILLUSIONE PUERILE”: LA FRATERNITA’ SAN PIO X NELLA CHIESA “UFFICIALE”: DANNO PER LE ANIME

+ don Floriano Abrahamowicz


Il sottoscritto, sacerdote dal 1992, membro a vita della Fraternità Sacerdotale San Pio X, espulso il 5 febbraio per le sue posizioni dottrinali e per averle confessate pubblicamente, convinto di rispecchiare fedelmente la linea direttrice lasciataci dal nostro venerato fondatore e abbandonata dai vertici attuali della Fraternità, a grave danno delle anime, le quali si confondono e si turbano quando se ne accorgono e se non se ne accorgono saranno portate alla chiesa conciliare, cantando in latino… E’ ora di svegliarsi!


Nel 1988 al momento delle consacrazioni episcopali, dopo 20 anni di combattimento contro la chiesa conciliare, la posizione della Fraternità si era stabilita. Mi sono sforzato di presentarla traducendo in italiano i passi delle conferenze e degli scritti del nostro venerato fondatore, che mi sembrano più importanti. Trovate nei testi allegati l’illustrazione di questo riassunto della posizione della Fraternità. L’ obiezione più frequente che mi viene fatta è la seguente: lei fa una selezione “tendenziosa” di citazioni di Monsignore Lefebvre. Rispondo subito che, se è vero che Monsignore Lefebvre nei primi venti anni di combattimento per mantenere la dottrina, i sacramenti e soprattutto il sacerdozio cattolico, attraversava periodi nei quali si pronunciava più o meno severamente sul concilio Vaticano II, sulla questione del papa, ecc… alla fine, una volta messo in salvo il sacerdozio con le consacrazioni episcopali, non risolse i problemi del papa, del concilio e della chiesa conciliare ma diede delle direttive chiare su come atteggiarsi verso il papa, la chiesa conciliare e il concilio di questa chiesa conciliare. E’ questa la posizione che intendo esporre sinteticamente. E’ questa la posizione che è stata abbandonata dai vertici della Fraternità, come appare attraverso le prese di posizione pubbliche, di cui fornisco in questa sede, la traduzione italiana alla quale rinvio nel corso del testo, affinché i fedeli italiani abbiano l’opportunità di venirne a conoscenza e di formulare un giudizio. Forse questo abbandono è stato già premeditato da lunga data? Da quanto si desume dalla lettera aperta a Mons. Fellay del Frère Jean, maestro dei novizi dei cappuccini di Aurenque in Francia, un “club” nominato G.R.E.C.: “Gruppo di Riflessione fra Cattolici” che riunisce laici e chierici di ogni corrente “tradizionalista” sta lavorando sin dal 1997 alla loro “riconciliazione nelle forme giuridiche e istituzionali” con la Roma modernista. Questa iniziativa ha il benestare del nunzio, Monsignore Balzelli e del Monsignore Breton, vescovo di Aire e di Dax, rappresentante dei vescovi francesi in queste riunioni, alle quali partecipavano anche membri della Fraternità Sacerdotale San Pio X, unici partecipanti a non essere ancora reinseriti nella chiesa conciliare. Finora si ignorava l’esistenza di questo gruppo che promuove la petizione per Benedetto XVI, raccomandata dal superiore della Fraternità in Francia, padre Regis de Cacqueray.




Torna ai contenuti | Torna al menu