strumentalizzazione mediatica 3
Treviso. Don Floriano alza la voce:
«Non ritratto, sono stato travisato»
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TREVISO (4 febbraio) - Dopo che il Vaticano ha chiesto ai lefebvriani di ritrattare le tesi negazioniste sull'Olocausto, torna a parlare don Floriano del quale, in un'intervista, era stato riportato un virgolettato capace di infiammare ancor di più le polemiche. Il prete lefevriano ora annuncia: «Non ho nulla da ritrattare, sono stato frainteso».
Don Floriano Abrahamowicz, il sacerdote lefebvriano di Treviso, afferma di esser stato travisato nelle sue dichiarazioni sulle camere a gas, quindi - in relazione alla richiesta di ritrattazione rivolta dal Vaticano ai lefebvriani - non ritiene di dover ritrattare alcunché.
«Da una mia frase affermativa sull'esistenza delle camere a gas - ha affermato oggi - è stato fatto sui giornali un titolo negazionista che mi faceva dire che esistevano solo per disinfettare, mentre la mia posizione aveva invece un contenuto astensionista».
«Ho suggerito ad alcuni organi di stampa - ha annunciato - di evidenziare questo travisamento: cerco chiarezza, non polemiche, spero che domani appaiano queste rettifiche».
«Sul negazionismo la tensione è troppo alta».
Secondo don Floriano per discutere in materia di negazionismo all'interno del Diritto canonico «la tensione è ancora troppo alta». «Non c'è ancora serenità - ha detto, commentando la proposta di un teologo tedesco di un emendamento in proposito - c'è ancora troppa isteria, bisogna aspettare». Secondo Don Floriano, «quando sarà possibile, dovremo riflettere a partire dalla "Nostra Aetate" del Concilio Vaticano II».