strumentalizzazione mediatica 2
I fedeli: «È una montatura, noi non abbiamo nulla da nascondere»
Treviso. Lefebvriani, messa blindata:
«Minacce anonime a Don Floriano»
TREVISO (1 febbraio) - «È una messa teologicamente perfetta. La nuova messa, entrata in vigore negli anni '70 non è la vera messa».
È quasi l'unico a parlare il signore anziano che è arrivato da Venezia per assistere alla messa celebrata con rito tradizionalista a Silea da don Floriano Abrahamowicz, il capo della comunità lefebvriana del Nordest.
Cammina faticosamente con il bastone e da 15 anni frequenta la messa di don Floriano nella piccola cappella di Lanzago di Silea. Una messa "blindata" con la consegna del silenzio stampa dopo le polemiche scoppiate per le dichiarazioni del sacerdote lefebvriano sulle camere a gas nei campi di sterminio nazisti. Arrivano da tutto il Nordest, alla spicciolata, da Udine, Venezia, Spinea, Pederobba, e da tanti altri paesi, chi da dieci anni chi da un pò meno e nessuno vuole parlare, se non qualche battuta frettolosa come quella di un altro fedele: «E' la messa recitata in latino, la messa dei nostri avi».
Ma tutti difendono don Floriano: «È tutta una montatura mediatica. Noi non abbiamo mai avuto nulla da nascondere, tant'è che la nostra cappella è sempre piena di gente, al contrario delle chiese moderniste - dicono - ma non parliamo per evitare ulteriori polemiche».