la svolta

Cerca

Vai ai contenuti

Menu principale:


I Buoni e i Cattivi frutti... di Matteo Castagna

La resistenza Cattolica

I BUONI E I CATTIVI FRUTTI

di Matteo Castagna

Oggi, 9 Marzo 2009, possiamo fare un parziale bilancio dei frutti delle azioni messe in atto dopo il 29 gennaio 2009 da alcuni vertici della Fraternità.

"L'albero buono si vede dai frutti" - dice il Vangelo.
"Dai loro frutti li riconoscerete..." - ribadisce il Vangelo. Questi sono i criteri di valutazione dei cattolici.
Ebbene, pur ancora fiduciosi in un ravvedimento da parte dei succitati vertici, per il quale preghiamo e chiediamo ferventi preghiere a tutti coloro che hanno a cuore la Verità, la Tradizione, la Chiesa Cattolica Apostolica Romana, facciamo un breve ma significativo elenco dei "frutti" dell'ambiguità dottrinale e degli errori pastorali che ci hanno condotto fin qui. Il mio testo va letto nel contesto di tutto il dossier La Svolta del sito www.agerecontra.it.
Veniamo dunque ai frutti:

-
Generale disorientamento dei fedeli a livello internazionale (come si può leggere all'interno del titolo Resistenza Cattolica del dossier La Svolta da noi curato, che sarà costantemente aggiornato) che si trovano in situazione di imbarazzo, se non addirittura scandalizzati di fronte a quello che va sempre più profilarsi come un cambiamento di rotta rispetto all'eredità spirituale di Mons. Lefebvre. In America Latina (in particolare in Messico), in Francia, (ma pare ci sia fermento anche in Austria, e Germania) ed anche in Italia (ovviamente) numerosi fedeli stanno facendo sentire la loro voce di protesta e si rivolgono ai sacerdoti della FSSPX chiedendo chiarimenti nella direzione del SI SI, NO NO. Dubbi e perplessità provengono da questa mancanza di chiarezza. Tutti devono sapere che l’obiettivo non è l'abbraccio con la roma conciliare apostata modernista, peggiorata dai tempi di Mons. Lefebvre, di venerata e compianta memoria.

-
abbiamo testimonianze di fedeli sconvolti da questo nuovo atteggiamento.

-
I sacerdoti che dichiarano di non allinearsi al "ralliement" di Mons. Fellay vengono isolati, talora calunniati e, infine, "espulsi".
Il caso più eclatante è stato certamente il trattamento che il vertice della FSSPX ha riservato a Mons. Williamson, uno dei 4 vescovi ordinati da Mons. Lefebvre. Questo trattamento ha compiaciuto sia la "roma conciliare" che i più eminenti esponenti, addirittura di un'altra religione.
Oltre a don Floriano, ricordiamo che altri sacerdoti hanno subito reprimende, sanzioni, censure o attendono l'espulsione per le loro posizioni "che non sarebbero più conformi allo spirito della Fraternità", tra cui il Superiore del Distretto del Messico abbè Meramo, l'abbè Ceriani, frère Jean e presumibilmente altri, tacitati e preventivamente "pensionati", magari sventolando sotto il loro naso e sotto a quello di ignari fedeli le motivazioni clericali della presunta indisciplina e della presunta disobbedienza.

-
In Francia alcuni fedeli hanno distribuito un duro volantino di protesta a Saint Nicolas.

- Il
"Courrier de Ticique", realizzato e distribuito sempre da fedeli francesi è durissimo contro il "ralliement" (vi rimando al link Resistenza Cattolica del sito)

- Per
il testo scritto da fedeli di Guadalupe vi rimando al link Resistenza Cattolica del nostro dossier La Svolta.

- In
Germania si tiene oggi una importante riunione di sacerdoti per discutere della delicata ed incredibile situazione. L’esito si saprà nei prossimi giorni.

- In
Italia esistono 3 priorati. Potrebbero essere 4. Ma in oltre 10 anni la Casa Generalizia della Fraternità ha sempre espresso a parole la volontà in tal senso, ma mai l'ha resa possibile, adducendo problemi economici, che in altre zone non paiono esserci. In Asia, addirittura, si sono chiuse delle case, costruite chissà per chi e sulla base di quali criteri.
Nel Nord Italia esiste una realtà a Ovest composta da pochi fedeli, in cui il Priorato è considerato dall'abbè du Chalard un "convento". E i risultati sono sotto gli occhi di tutti...
Nel Nord-est, don Floriano ha costruito la realtà più florida, numerosa, vivace, fervente e attiva d'Italia. Fondando l'apostolato sul motto di S. Filippo Neri: "Studio, Preghiera, Azione" ha valorizzato le potenzialità di ciascuno, ha lasciato lavorare i cervelli, trattando i fedeli come persone e non come pecore. Da qui, infatti, è partito il maggior numero di vocazioni religiose italiane degli ultimi anni e la dignità dei fedeli e delle famiglie ha avuto il giusto riconoscimento. Nel Centro-Sud esiste una realtà diversificata. Non molti fedeli. Alcuni certamente scontenti a causa del "ralliement", come alcuni scrivono sul forum www.tradizione.biz.

-
Don Curzio Nitoglia, sacerdote fuoriuscito dall'IMBC e residente presso le suore di Velletri, vicine alla FSSPX, ha scritto sul suo sito (su agerecontra si possono leggere le copie) con estrema chiarezza che il "ralliement" con la chiesa conciliare è un suicidio, dimostrando di non essere "in linea" coi cosiddetti vertici.

-
Altri sacerdoti, anche diocesani, visto l'atteggiamento dei vertici della FSSPX, si sono avvicinati alla "Resistenza Cattolica" e sono pronti a dare il loro contributo.

-
Nel Nord-est chi ha cercato e voluto seminare vento, "espellendo" il parroco dei tradizionalisti locali a mezzo stampa, adducendo motivazioni che sono apparse al 95% dei fedeli come "un brodino da far bere ai pusilli", "sfrattandolo" senza le procedure previste dalla legge, cambiando le serrature del suo domicilio, dimostrando quale sia la "carità cristiana" che si predica e quale quella che si applica, mettendo e facendo mettere le mani negli effetti personali per inscatolarli ed inventariarli, violando le cose più private, ha raccolto e raccoglierà tempesta. Ha destato una certa ilarità, per usare un eufemismo, sentir dire che “per don Floriano le porte sono aperte”, dopo che gli sono state sostituite le serrature del suo domicilio…
Così come, i gesti di ravvedimento, li dovrebbe compiere chi ha cambiato linea e atteggiamento, non certo la parte lesa, che da sempre tiene una posizione coerente con l’eredità spirituale del venerato fondatore Mons. Lefebvre.

E mentre domenica 8 Marzo don Floriano celebrava davanti alla stragrande maggioranza dei fedeli abituali della zona, l'emittente Antenna 3 riprendeva la cappella di Lanzago completamente vuota, trasmettendo il servizio nel TG serale.

- Ecco i frutti, per quanto concerne le cappelle nel Triveneto:
TRENTO: chiusa.
VERONA: rimasta alla Resistenza Cattolica.
TRIESTE: rimasta alla Resistenza Cattolica.
LANZAGO DI SILEA (TV): ripresa da don Davide Pagliarani, Superiore del Distretto Italiano della Fraternità San Pio X e presidente dell'Associazione San Giuseppe Cafasso, proprietaria del bene. Ma, nei paraggi, dopo la prima Messa celebrata per strada, don Floriano sta cercando un luogo adatto. E’ nostro preciso dovere aiutarlo!
Preghiamo affinchè la Fraternità si ravveda e affinchè anche quel 5% di fedeli, certamente più disorientati che certi della parte scelta, abbiano il tempo di riflettere e di ritornare sui propri passi. Riconoscendo che, se lo stato di necessità un giorno ci costrinse a dire NO alla chiesa conciliare, oggi, con immenso dolore, abbiamo il dovere di dire NO all'ambiguità del "ralliement" della FSSPX, scongiurandolo con tutte le nostre forze.



Torna ai contenuti | Torna al menu