la svolta

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il Prof. Diano scrive a Mons. Fellay

la svolta 2


A S.E. Rev.ma
Mons. Bernard Fellay
Superiore Generale
della Fraternità Sacerdotale S. Pio X



Eccellenza Rev.ma,
con riferimento all'articolo qui sotto riportato dal web, ci dichiariamo d'accordo con quanto da Lei sostenuto sulla piaga dell'antisemitismo.

Tuttavia e nondimeno, poiché lo status quaestionis relativo alle polemiche sorte in questi ultimi giorni, una volta doverosamente ribadito che un cattolico NON PUO' in alcun modo essere antisemita (precisazione che del resto, noi stimiano, vale solo per gli ignoranti e per le persone in cattiva fede, tanto è ovvia), rischia (e non sia mai) di dribblare sul fatto che un cattolico NON PUO' NON essere anti-giudaico (o comunque rischia di vellicare nel pusillus grex un'idea tanto perigliosa), ci aspettiamo che Lei - altrettanto doverosamente e per rimettere tutte le cose a posto - tuoni con altrettanta chiarezza e veemenza (e ha fatto bene ad usarle contro l'antisemitismo, anche se non comprendiamo bene - come detto - il motivo della precisazione) contro il filo-giudaismo, che nulla - dovrebbero saperlo tutti - ha a che vedere con l'antisemitismo e che viene oggi sbandierato dalle "autorità" con le quali Lei vorrebbe metterci in "comunione".

Oppure, lo dica - La supplichiamo - chiaramente, Lei riconosce la legittimità per i giudei di attendere un altro Messia?
o giudica che gli stessi giudei professino un credo religioso compatibile con quello cattolico?
e l'equiparazione antisionismo=antisemitismo? o persino antigiudaismo=antisemitismo?
Ci consentirà di porre tali domande senza ammorbidimenti e sbavature, giacché ci sembra che la posta in gioco imponga ormai a tutti i livelli l'evangelico linguaggio del "sì sì no no".

Nella piena consapevolezza che - al di là del giudizio strettamente storico, che come tale qui non pertiene - nulla c'entrano nel nostro discorso fatti in sé non connessi al côté religioso (quand'anche lo fossero in altro ambito, e quand'anche in tale ambito fossero da condannarsi in modo netto e totale, e quand'anche una siffatta condanna storico-etico-politica fosse doverosa e pure necessaria) e che, d'altra parte, la dottrina della Chiesa (compresa quella della sostituzione) non potrebbe in alcun modo essere mutata di una sola virgola da fatti storici ed eventi mondani (ancorché rilevanti in ottica non strettamente religiosa), e atteso poi che a nessuno è consentito di definire "antisemita" la fedeltà incondizionata alla dottrina della Chiesa, né - per timore del tutto ingiustificato e anzi reprimendo d'apparire politically non correct - sminuirne la nettezza e il rigore attraverso la negazione o l'occultamento di un qualsiasi punto d'essa, e neppure - in ultima istanza - di lasciar credere, implicitamente o esplicitamente, che di fatti o eventi storicamente negativi (qualora lo siano, ma non è ovviamente questo il punto) possa esser chiamata a responsabilità la richiamata incondizionata fedeltà alla dottrina cattolica la quale al contrario in nessun modo e in nessun caso - neppure sul piano storico - potrebbe esserne coinvolta, chiediamo a S.E., e attendiamo, una risposta CHIARA e priva di ambiguità sui punti in questa sede rilevati. E, tale risposta, la chiediamo pubblica, al pari delle Sue almeno altrettanto rilevanti dichiarazioni qui sotto riferite.

Di ciò La ringraziamo molto, confermandoci - in Christo et Maria - nel vincolo della medesima fede.

Nonché dichiarandoci, come sempre,
contro l'antisemitismo,
contro il filo-giudaismo,
contro i razzismi biologici,
contro chi non riconosce NSGC come Messia e unico Salvatore, per NSGC e - giusta l'insegnamento di Cristo stesso e della Sua Santa Chiesa Cattolica, Apostolica e Romana, della quale devotamente siamo e intendiamo incondizionatamente restare figli devotissimi, fedeli alle promesse battesimali e alla consegna crismale di "militare pro Deo" - contro chiunque Gli sia contrario, in qualsiasi modo e in qualunque grado.



Prof. Antonio Diano
Venezia
Circolo Christus Rex



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