strumentalizzazione mediatica 3
Lettera al Giornale di Vicenza del 2 febbraio 2009
Negazionismo/1
"Quel prete si vergogni"
Non è mai giusto né educato insultare o offendere una persona per nessun motivo, ma quando uno fa certe affermazioni che negano la Verità, che è unica e sola verità, non merita nessun rispetto né forma di educazione.
E' raccapricciante sentire da una persona che per tanti anni ha studiato ed è stato ordinato prete, la negazione della Verità. Perché ogni persona è libera di avere le proprie idee, di essere ateo, credente, fascista, comunista, ma nessuno può negare la Verità sui campi di concentramento, sull'Olocausto, sui milioni di morti, perché tutto questo è Storia, cioè realtà vissuta e subita da milioni di esseri umani.
Negare tutto ciò è da perfetto im....le.
Don Abrahamowicz, si vergogni e chieda pubblicamente scusa ai milioni di morti dei campi di concentramento e soprattutto a chi è ancora vivo e ne ricorda la stoltezza umana.
Attilio Lunardi
Quinto Vicentino
RISPONDE IL PROF. FRANCO DAMIANI:
"Non è mai giusto né educato insultare o offendere una persona per nessun motivo" tranne naturalmente nel caso in cui questa persona non accetti di sposare acriticamente la vulgata olocaustica. In tal caso, è la tesi del sig. Attilio Lunardi di Quinto Vicentino, si può tranquillamente dargli dell'imbecille, anche senza conoscerlo e anche se è un sacerdote. E' ciò che il gentile ed educato lettore fa nei confronti di don Floriano Abrahamowicz, sacerdote cattolico della FSSPX, che da dieci anni celebra a Lanzago di Silea per i fedeli tradizionalisti del Triveneto. Anche perchè "ogni persona è libera di avere le proprie idee, di essere ateo, credente, fascista o comunista" - quindi anche di essere "negazionista" della divinità di Nostro Signore - ma nessuno può permettersi di contestare tale vulgata. Parola di Attilio Lunardi.
Mi sarebbe facile replicare al sig. Lunardi che l'imbecille è lui, ma non intendo scendere al suo livello.
Gli faccio solo notare che la Verità con la V maiuscola è Nostro Signore Gesù Cristo e che usare il termine per una vicenda umana, oltretutto recente, ancora vittima della propaganda e gravida di tanti interessi politici ed economici, è quanto meno imprudente. Dell'unica Verità don Floriano, prete di straordinaria fede, di straordinaria dottrina e di staordinaria pietà, ci nutre ogni domenica e ogni festa comandata celebrando una delle due Messe cattoliche esistenti attualmente nel Veneto, nella quale si rinnova in modo incruento l'unico vero Olocausto della storia. La notizia che i giornali hanno tentato di occultare sollevando il solito polverone "olocaustico" è che don Floriano e i fedeli del Triveneto rifiutano la "revoca della scomunica" concessa "benignamente" dall'apostata Ratzinger nel tentativo di farla finita con la Tradizione. Per quanto riguarda le vittime della seconda guerra mondiale e polemiche connesse, don Floriano ha detto tra l'altro che non è un problema di numeri: tuttavia le cifre sicuramente documentabili (parlo di registri della Croce Rossa, ampiamenti studiati nello studio di Walter Sanning "Quanti ebrei sono effettivamente scomparsi?", non ancora tradotto in italiano) ammontano a due o trecentomila. Quanto alle camere a gas, che non potessero servire a scopi omicidi è stato dimostrato dalla perizia (l'unica effettuata dal 1945 a oggi) di Fred Leuchter, tecnico delle camere a gas dei penitenziari americani, e confermato (in occasione del processo Zundel del 1988) da tree controperizie tra loro indipendenti. Con buona pace del sig. Lunardi, che si crede depositario della Verità, gli storici seri, sfidando il carcere, l'esilio e la persecuzione fisica, stanno cominciando a smontare l'enorme edificio della propaganda giudaica, cui servilmente si accodano gli sprovveduti, e a fare finalmente luce su ciò che è realmente successo. Questo è importante per i cattolici che non vogliono restare succubi del tentativo giudaico, stoltamente o diabolicamente appoggiato dagli occupanti il Vaticano, di imporre la Shoah come unica vera religione: autentica bestemmia, che grida vendetta al cospetto di Dio.
Chi deve vergognarsi è dunque il sig. Lunardi: vergognarsi, studiare prima di parlare, domandare scusa a chi ha offeso e magari venire ad assistere a una Messa a Lanzago. Personalmente la frequento da dodici anni e devo a don Floriano, oltretutto straordinario confessore, la salvezza della mia anima che stava, come tante altre, per essere travolta dallo tempesta modernista.
Grazie, don Floriano, siamo orgogliosi di te.
Franco Damiani