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IL SILENZIO STAMPA DELLA FSSPX.

strumentalizzazione mediatica 2

Lefebvriani & Olocausto, l’affondo del Vaticano: “Chi nega la Shoah nega il mistero di Dio e la Croce di Cristo”. Intanto il Distretto italiano della ‘Fraternità San Pio X’ si chiude nel silenzio


CITTA’ DEL VATICANO - "Chi nega il fatto della Shoah non sa nulla ne' del mistero di Dio, ne' della Croce di Cristo". Lo afferma il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi, in una nota trasmessa dalla Radio Vaticana. L'accostamento tra la Shoah e il mistero di Dio e della Croce rende "tanto piu' grave", per il portavoce del Papa, la negazione dell’Olocausto quando "viene dalla bocca di un sacerdote o di un vescovo, cioe' di un ministro cristiano, sia unito o no con la Chiesa cattolica". Mercoledi' scorso, ricorda Lombardi, "Benedetto XVI ha ripreso la profonda meditazione del suo discorso nel campo di concentramento di Auschwitz. Non ha solo condannato ogni forma di oblìo e di negazione della tragedia dello sterminio di sei milioni di ebrei, ma ha richiamato i drammatici interrogativi che questi eventi pongono alla coscienza di ogni uomo e di ogni credente". Infatti, "e' la fede nella stessa esistenza di Dio che viene sfidata da questa spaventosa manifestazione della potenza del male. La piu' evidente per la coscienza contemporanea, anche se non la sola". Tutto questo, rileva la nota vaticana, "Benedetto XVI lo ha riconosciuto lucidamente nel discorso di Auschwitz, facendo sue le domande radicali dei salmisti a un Dio che appare silente ed assente". Ai microfoni della Radio di Oltretevere, il portavoce della Santa Sede sottolinea, inoltre, che per Benedetto XVI "di fronte a questo duplice mistero della potenza orribile del male e dell'apparente assenza di Dio, l'unica risposta ultima della fede cristiana e' la passione del Figlio di Dio". "Queste - rileva Lombardi - sono le questioni piu' profonde e decisive dell'uomo e del credente di fronte al mondo e alla storia. Non possiamo e non dobbiamo evitarle e tantomeno negarle. Altrimenti, la nostra fede e' ingannevole e vuota". Nel frattempo, ''a causa del clima mediatico creatosi in questi ultimi giorni'', il Distretto italiano della Fraternita' San Pio X sceglie il silenzio e rinvia la conferenza pubblica prevista a Rimini per la giornata di sabato 31 gennaio. Gli incontri pubblici restano sospesi, spiega il responsabile per l'Italia, don Davide Pagliarani, ''nell'attesa che la creazione di un clima piu' sereno possa rendere possibile alla Fraternita' San Pio X di presentarsi e farsi conoscere per cio' che veramente è”. La linea della riservatezza potra' certamente favorire gli sforzi della Santa Sede per un rientro definitivo della Fraternita' nella Chiesa Cattolica, che ha come condizione l'accettazione da parte dei lefebvriani del Concilio Vaticano II (letto, come propone il Papa, alla luce della Tradizione e non come rottura con essa).
Papanews.it 30/01/08



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