La resistenza Cattolica 2
Il Presidente della Pontificia Commissione Ecclesia Dei, istituita da Giovanni Paolo II per favorire il "ralliement" della FSSPX con la roma conciliare, si smarca dalle accuse e dalle polemiche di "mala gestione" della situazione relativa alla revoca delle pseudo-scomuniche.
"Decisioni prese sempre collegialmente". "Dialoghi iniziati quando Ratzinger non era ancora Papa". Hoyos non avrebbe, comunque, richiesto a Mons. Williamson di ritrattare le sue opinioni sulla Shoah, in quanto di carattere storico e non relative alla morale.
Ai lettori più accorti, sembra un assist a Benedetto XVI: non è che il Vaticano si stia adoperando CONTRO un'eventuale espulsione dalla Fraternità di Mons. Williamson, per timore che egli nomini altri vescovi, divenendo il Lefebvre del terzo millennio?
La Redazione
Lefebvriani, il Cardinale Castrillòn si difende andando all'attacco: “Non ero a conoscenza del negazionismo di Williamson ma anche se lo fossi stato non gli avrei chiesto di ritrattare”
CITTA’ DEL VATICANO - Il presidente della commissione Ecclesia Dei, il Cardinale Dario Castrillòn Hoyos, ha affermato che, anche se fosse stato a conoscenza delle posizioni negazioniste del vescovo lefebvriano Richard Williamson, non gli avrebbe comunque chiesto di ritrattare perche' la questione da lui sollevata ''e' un problema storico, non morale''. In una intervista al quotidiano colombiano ‘El Tiempo’, il porporato rileva inoltre di aver saputo delle dichiarazioni negazioniste di Williamson ''solo quando c'e' stata la grande reazione del mondo ebreo e dei vescovi delle aree piu' sensibili (Germania, Svizzera, Austria)''. Il presidente di Ecclesia Dei osserva che su Williamson ''l'unica cosa che bisognava sapere e' che e' stato ordinato da Lefebvre senza autorizzazione''. ''Nessuno poteva chiedere'' a Williamson di ''ritrattare perche' ne' il Santo Padre ne' noi eravamo a conoscenza di quel che aveva detto'', ha aggiunto. In tal caso, domanda il giornalista, avreste chiesto di ritrattare prima di sospendere la scomunica? ''Credo di no, perche' e' un problema storico, non morale. Per prudenza, il Santo Padre avrebbe potuto dire che aspettassero un momento''. Ogni passaggio del negoziato tra Vaticano e lefebvriani che ha condotto alla revoca della scomunica, comunque, e' stato compiuto ''collegialmente'', con la partecipazione, agli inizi, dello stesso Joseph Ratzinger, allora Cardinale, ha quindi affermato Castrillòn, piu' volte chiamato in causa nella vicenda e nelle accese polemiche che l'hanno accompagnata. Rispondendo ad una domanda sul ruolo da lui svolto nel negoziato, il porporato ha risposto: ''Io ero incaricato dei colloqui - ha detto -, ma questo non significa che fossi il solo a dialogare con Fellay (capo della Fraternita' San Pio X, ndr.). Ho sempre avuto attorno a me tutto il gruppo necessario dentro la Santa Sede per ogni passo. Quando parlavamo delle scomuniche non e' stato un dialogo di Castrillòn con Fellay... No, no, no. Io non ho negoziato con nessuno - ha proseguito perentorio il Cardinale -. E' stata la Commissione dei Cardinali, incluso Ratzinger, perche' di questo abbiamo iniziato a parlare quando lui ancora non era Papa. Non c'e' stato - ha concluso - un solo atto non fatto collegialmente''. Papanews.it 18/03/09