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L'ARENA DI VERONA ALIMENTA LE POLEMICHE

strumentalizzazione mediatica 2

Le camere a gas? Per disinfettare»

SCONTRO SULLA SHOAH. Parole choc di don Abrahamowicz.Lettera distensiva del Vaticano al Rabbinato di Israele
Il cappellano lefebvriano del Nord-Est riapre la polemica E il priore di Rimini accusa il Papa per la visita in moschea
30/01/2009

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Da sinistra, Don Floriano Abrahamowicz, Matteo Castagna e Roberto Maroni


ROMA
Sul negazionismo tornano ad agitarsi le acque tra la Chiesa cattolica e le comunità ebraiche. I tentativi del Vaticano di ricucire lo strappo attraverso una lettera che la Santa Sede ha inviato ieri al Rabbinato di Israele invitandolo a non cancellare l'incontro con i cattolici previsto per marzo, vengono «minati» e in qualche modo «vanificati» da nuove dichiarazioni choc di un altro lefevbriano, il leader della comunità dei tradizionalisti del Nordest, don Floriano Abrahamowicz, che ha dichiarato in un'intervista alla Tribuna di Treviso che «le camere a gas sono esistite almeno per disinfettare, ma non so se abbiano fatto morti oppure no, non ho approfondito la questione».
E da Rimini arriva un altro affondo contro il Papa. Don Pierpaolo Petrucci, priore della locale Fraternità San Pio X, afferma che i lefebvriani «sono rimasti scandalizzati dalla preghiera che Benedetto XVI ha fatto nella Moschea blu di Istanbul», nel 2006 e ha ribadito che riconoscono il magistero della Chiesa «solo fino al Concilio Vaticano II».
Pur rifiutando di definirsi antisemita, il prete tradizionalista don Abrahamowicz - che nel settembre 2007 celebrò messa in latino a Lanzago di Silea per il leader della Lega, Umberto Bossi - ha rilanciato la teoria per cui i numeri della Shoah sono un problema secondario, accreditati «sull'onda dell'emotività» dal capo della comunità ebraica tedesca subito dopo la liberazione («Nella foga ha sparato una cifra»). Una posizione che ricalca quella negazionista del vescovo britannico Richard Williamson, e dalla quale i vertici italiani della Fraternità San Pio X avevano preso le distanze, come già avevano fatto con le affermazioni del vescovo britannico.
«Dichiarazioni squallide» le ha definite il rabbino capo di Venezia, Elia Richetti. E se il vescovo di Treviso, monsignor Mazzoccato, invita tutti i cristiani a far proprie le parole pronunciate dal Papa sulla Shoah nell'udienza di mercoledì scorso, più dure sono le repliche del presidente della Regione Veneto, Giancarlo Galan («a chi nega l'Olocausto va tolto l'abito talare») e del sindaco di Venezia, il filosofo Massimo Cacciari che invoca la scomunica («la Chiesa deve eliminare lo scandalo, chi parla così va buttato fuori»). Intanto il Rabbinato di Gerusalemme ha apprezzato come «importante, molto bella e molto seria» la lettera inviata dal presidente del Pontificio consiglio per l'Unità dei cristiani, cardinal Walter Kasper.
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Dice di non voler alimentare polemiche il capo della comunità lefebvriana del Nordest, don Floriano Abrahamovicz, ma, affermando di sentirsi «vicino alla gente della Lega Nord, che cerca la religione tradizionalista», interviene ancora su pena di morte e genocidio, definendole cose «non in sè riprovevoli. Lo diventano in mano ad una società come la nostra, che non è più in grado di gestirle».
Definisce poi «isteriche» le reazioni alle sue parole sulle camere a gas, e si dice convinto che sia «solo una strumentalizzazione anti Vaticano». Quando si parla di Olocausto» aggiunge, «l'emotività prevale sulla realtà storica», e per questo è un argomento «da lasciare agli specialisti».
Per il movimento «Padania Cristiana» i media avrebbero «strumentalizzato le parole di don Abrahamowicz», «per non parlare della questione fondamentale: l'assoluta necessità di giungere ad una vera restaurazione della fede nella Chiesa cattolica apostolica Romana, abrogando il nefasto Concilio Vaticano II». Il coordinatore di Padania Cristiana, Matteo Castagna, contesta l'accostamento del sacerdote alla Lega, finalizzato «a farlo sconfessare. Lo stesso trabocchetto è stato fatto a mons. Williamson, per indurre il suo superiore a sconfessarlo».




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