la svolta
Capovilla, criptico sul reintegro della Fraternità: come il figliol prodigo è tornato per fame (ma che vuol dire in riferimento alla FSSPX? Fame spirituale? Fame materiale? Tutt'e due insieme? Essendo oggi gli interlocutori vaticani (da Benedetto XVI a Kasper a Ricard a Hoyos) evidentemente "conciliari" e neo-modernisti, questa "fame" sarebbe gravissima in entrambi i sensi. Giungere per tempo anche al pentimento - aggiunge Capovilla. Di cosa ci si dovrebbe pentire? forse di esser rimasti cattolici nel marasma dell'apostasia generale?
Lefebvriani, l’autorevole intervento di Monsignor Loris Capovilla: “Occorre guardare con rispetto a chi è tornato come il figliol prodigo”
CITTA’ DEL VATICANO - Secondo il segretario del beato Giovanni XXIII, Monsignor Loris Capovilla occorre ''guardare con rispetto'' al ritiro della scomunica ai quattro vescovi lefebvriani e, come raccomandava lo stesso Papa Giovanni, ''dare tempo al tempo''. La decisione del Pontefice, quindi, e', a suo giudizio, ''un punto di partenza'', che va letto nell'ottica di una Chiesa ''mater et magistra'', ''a volte severa, ma che non cessa di essere madre''. Una Chiesa - ha aggiunto il prelato - ''che non cambia bandiera come un Governo o un Parlamento, ma che e' in costante ricerca del bene''. ''Lo stesso Papa Giovanni - ha detto Capovilla -, inaugurando il Concilio disse delicatamente che 'siamo appena agli inizi del nostro lavoro, ma anche dell'evangelizzazione'. Qualche passo - ha proseguito - e' stato fatto, e tra noi cattolici ci conosciamo meglio ora che 50 anni fa, ma il cammino da percorrere e' ancora lungo''. Le parole negazioniste del vescovo lefebvriano Richard Williamson a proposito della Shoah ''sono forse state malintese'' - ipotizza Capovilla - e le distinzioni tra progressisti e conservatori ''nella Chiesa hanno un senso diverso che in politica''. Resta il fatto che ''la parabola del figliol prodigo vale ancora oggi: un figlio che torno' dal padre per fame, e che poi, vedendosi aprire le porte, giunse col tempo anche al pentimento''. Quanto al Concilio Vaticano II, in cui i lefebvriani continuano a dire di non riconoscersi, Monsignor Capovilla ricorda che Giovanni Paolo II ne raccomando' un ''approfondimento'' e che Benedetto XVI lo ha definito una ''stella polare'' nel cammino della Chiesa. Papanews.it del 25/1/09