strumentalizzazione mediatica 5
Non si avevano ricordi di parole così dure da parte di un uomo generalmente mite e dall'indole diplomatica. Non abbiamo ricordi di parole altrettanto dure e di condanna sugli errori del Concilio, sulla nuova messa ecc.
La Redazione del Circolo
Lefebvriani, Fellay passa alle minacce: “Williamson sparisca e stia zitto, se torna a negare la Shoah lo espello dalla Fraternità San Pio X”
CITTA’ DEL VATICANO - Consiglio: e' meglio per tutti se il vescovo Richard Williamson sparisce per un bel po' dalla circolazione e si fa dimenticare. Minaccia: se tornera' a negare la Shoah, sara' espulso dalla Fraternita' di San Pio X. Ad esprimere questi concetti, in una intervista al settimanale tedesco ‘Der Spiegel’, e' il superiore della comunita' lefebvriana, Monsignor Bernard Fellay (nella foto). Sin dall'inizio del caso Williamson, la Fraternita' di San Pio X aveva preso le distanze dal negazionismo del confratello, anche con un comunicato ufficiale, rilanciato dal Vaticano. Nell'intervista al settimanale tedesco, il superiore lefebvriano torna ad imporgli il silenzio. ''Se tace, se resta nell'angolo, sarebbe veramente meglio per tutti. Mi auguro che sparisca dalla vita pubblica per un bel pezzo'', confida, annunciando che escludera' Williamson dalla Fraternita' se ''ricomincia a negare l'Olocausto''. A suo avviso, la lettera diffusa dal presule due giorni fa costituisce ''una prima domanda di perdono, come anche un passo importante nella giusta direzione''. ''Ci si puo' sempre augurare - ha osservato Fellay - una migliore formulazione. Sempre che la sua richiesta di perdono sia sincera e che il ritiro delle sue affermazioni sia reale''. ''Ci ha fatto del male ed ha sporcato la nostra reputazione, Noi prendiamo le distanze da lui'', ha proseguito Monsignor Fellay aveva gia' domandato a Williamson di riconsiderare le sue idee negazioniste e gli aveva proibito di apparire in pubblico senza un accordo preliminare. Lo aveva anche rimosso dal ruolo di direttore del seminario di La Reja, nelle vicinanze di Buenos Aires, pochi giorni prima che il vescovo venisse espulso dal governo argentino. Williamson, tornato in patria, in Gran Bretagna, dove e' stato accolto calorosamente dallo storico negazionista David Irving, aveva diffuso due giorni fa una nuova lettera per scusarsi delle sue affermazioni, senza pero' ritrattare le proprie idee sulla Shoah. Il Vaticano ha giudicato le sue scuse insufficienti per poter aspirare a tornare a svolgere la missione di vescovo nella Chiesa cattolica. Da parte sua, Fellay, in un'intervista di akcuni giorni fa ad un quotidiano svizzero, ''Le Courier'', aveva affermato che il Concilio Vaticano II ha prodotto solo danni e che la Fraternita' di San Pio X non e' pronta a riconoscerne i risultati, come chiede la Santa Sede. Sia Fellay che Williamson fanno parte del gruppo di 4 vescovi ordinati illegittimamente nel 1988 dallo scismatico e anti-conciliare Marcel Lefebvre e scomunicati da Giovanni Paolo II. Lo scorso 24 gennaio Benedetto XVI ha revocato la scomunica per aprire un negoziato che riporti gli ultra-tradizionalisti in una piena comunione con la Chiesa cattolica. Una mossa che, al momento, non ha avuto contropartite dai lefebvriani e che ha anzi innescato polemiche a non finire sia nel mondo ebraico che tra le file cattoliche. Papanews.it 21/02/09