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Cosa significa accettare il Concilio Vaticano II? di R. Spaemann

La Resistenza Cattolica 3

Leggere per credere...

martedì 5 maggio 2009

Che cosa significa accettare il Concilio Vaticano II?

Pubblichiamo questo articolo di Robert Spaemann, pubblicato sul Tagespost e ripreso da . (dal sito )

Il successo delle discussioni che dovranno svolgersi fra Roma e la Fraternità San Pio X, dipenderà essenzialmente da un`intesa possibile delle due parti per quel che riguarda il Concilio Vaticano II. È richiesto ai membri della Fraternità di riconoscere la validità dei testi di questo Concilio, alcuni precisano: di riconoscere integralmente tutto ciò che ha detto il Concilio. Ciò pone tuttavia una domanda importante: tutti coloro che esigono con forza e vigore questo comportamento da parte dei tradizionalisti, si preoccupano di conformarsi essi stessi, su ogni punto, ai testi conciliari?

Il primo problema che dovranno affrontare i membri della Fraternità che desiderano sinceramente la riconciliazione è quello della Liturgia. Mons. Lefebvre aveva rifiutato di celebrare la messa secondo i libri di Paolo VI, e ripetere che si tratta "della messa del Concilio" non farà avanzare la discussione. inoltre precisare che la messa uscita dai lavori del Concilio era stata presentata nel messale del 1965 , a sua volta sostituito nel 1970 dal
Novus Ordo Missae. Questo rito restaurato ("nuovo" per alcuni) e ancor più la sua pratica effettiva attuale si trova tuttavia in flagrante contraddizione con certe prese di posizione della Costituzione sulla Liturgia del Concilio, che aveva firmato Mons. Lefebvre. ciò, la proibizione di celebrare con l`antico messale (che Benedetto XVI dice non sia mai esistita) era già stata tolta da Giovanni Paolo II: i vescovi erano stati allora pregati di accogliere con "generosità" i fedeli che si sentono attaccati all`antico rito. Questi stessi vescovi non hanno fatto prova di alcuna sollecitudine a mostrare la loro "generosità... ciò che ha spinto Benedetto XVI a ufficializzare "la forma straordinaria" della messa, dando così ad ogni prete la possibilità di celebrare secondo l`antica forma del rito romano, senza domandare l`autorizzazione a nessuno.

La questione che resta aperta per i membri della Fraternità, è dunque quella della riconoscenza della legittimità della "nuova messa". Contrariamente alla loro posizione attuale, dovranno ammettere che un cattolico ha adempiuto il suo"dovere dominicale" avendo assistito ad "una messa di Paolo VI", a condizione evidentemente che quest`ultima sia celebrata nel rispetto dei libri liturgici. potrà anche domandare loro di riconoscere la legittimità dell`uso di ostie consacrate durante una messa secondo il nuovo
Ordo e conservate nel tabernacolo, come il fatto di comunicarsi durante una messa celebrata dal vescovo del luogo... sempre a condizione che rispetti i libri liturgici attuali... Sarebbe assurdo di considerare che un membro della Chiesa cattolica possa rifiutare di assistere ad una messa celebrata dal Papa e di ricevere la comunione dalle sue mani!Questa rivendicazione di accettazione integrale di tutti i testi del concilio suona tuttavia molto falsa quando proviene da preti che esprimono apertamente il loro disprezzo per la forma straordinaria del rito romano o che non rispettano nemmeno la forma ordinaria dello stesso rito, cosa che è purtroppo molto frequente. Come quel prelato che dichiarava a un fedele che gli domandava di utilizzare il "Canone romano": "Anche sotto la tortura non lo permetterò!". Bisogna tuttavia sapere che il Concilio di Trento minacciava di scomunica chiunque criticasse il contenuto dottrinale del Canone romano...allora che cosa significa "accettare il Concilio?".

È la domanda fondamentale che si pone ai tradizionalisti così come alla maggior parte dei loro oppositori.Accettare il Concilio può significare che non bisogna considerare il Vaticano II come un concilio parassita nella Chiesa per metterlo in accusa, ma riceverlo come un Concilio convocato e presieduto dal Papa, e rispettare le sue dichiarazioni, costituzioni e altri decreti come gli atti legittimi della più alta autorità della Chiesa.Accettare il Concilio può anche voler dire aderire senza condizioni e senza eccezioni a tutte le sue decisioni. È così che molti lo capiscono. Ma questa accezione è corretta, è quella giusta? Può essere quella giusta?

Se sì allora una gran parte dei teologi cattolici attuali e anche dei vescovi dovrebbero essere... scomunicati, o per lo meno esclusi dalle loro funzioni! Non hanno in effetti in alcun modo l`intenzione di realizzare una tale applicazione integrale del Concilio che tuttavia pretendono dagli altri. Possono essere citati molti esempi di dissensi e segni di disobbedienza che non sono stati finora sanzionati:

-Si possono negare apertamente i dati della fede definiti durante i concili anteriori e confermati dal Concilio Vaticano II (la Trinità, la divinità di Cristo, il suo concepimento virginale, il carattere salvifico della morte di Cristo sulla croce...). Il Concilio utilizza più di 20 volte l`espressione "sacrificio della Messa" ; il fatto che dei teologi cattolici e persino dei vescovi contestino questa interpretazione ha conseguenze su tutto il significato della messa come attualizzazione del sacrificio di Cristo e rende obsoleta l`espressione "sacrificio della messa". Eppure il carattere sacrificale della Messa è un dogma definito dal concilio di Trento e ripreso dal Vaticano II.

-Il Concilio parla della Chiesa e di Cristo come unico mediatore per la salvezza degli uomini. Dice: "
Perciò non possono salvarsi quegli uomini, i quali, pur non ignorando che la Chiesa cattolica è stata fondata da Dio per mezzo di Gesù Cristo come necessaria, non vorranno entrare in essa o in essa perseverare" (Lumen Gentium n.14). Il Concilio precisa ancora che per mantenere aperta la via della salvezza, Cristo ha dotato la Chiesa del principio d`infallibilità nelle questioni di fede e di morale. In ispregio a ciò, un certo numero di teologi raccomandano piuttosto il relativismo e un pluralismo scettico.

-Citiamo ancora il celibato del sacerdote considerato dal Concilio come un dono prezioso per la cui conservazione sacerdoti e fedeli sono invitati a pregare insistentemente. È a causa di una infelice coincidenza che durante gli ultimi 40 anni non ci sia stato nessun richiamo a una tale preghiera ?

- La celebrazione quotidiana della santa Messa oggi non è più un`evidenza. In certi luoghi è diventata persino impossibile ; eppure il Concilio dice: "
quindi se ne raccomanda caldamente la celebrazione quotidiana, la quale è sempre un atto di Cristo e della sua Chiesa anche quando non è possibile che vi assistano i fedeli". (Presbyterorum Ordinis, n.13). Chi fra coloro che esigono un`accettazione completa di tutti i testi del Concilio ha veramente accettato questo testo?

-La Costituzione
Gaudium et Spes è sovente un test per misurare il grado di adesione al Vaticano II. Sta scritto: "per quel che riguarda il controllo delle nascite non è permesso ai figli della Chiesa, fedeli a questi principi, di prendere delle vie che il Magistero, nell`esplicitazione della legge divina , disapprova". Eppure sappiamo che numerosi preti e teologi si oppongono fermamente a queste frasi.

-Il Concilio proibisce di introdurre nella liturgia delle novità la cui utilità non è giustificata. Ha confermato il latino come lingua della liturgia romana e offerto la possibilità di utilizzare la lingua del popolo unicamente per certe parti della messa (liturgia della Parola). Ha designato il canto gregoriano come "il canto proprio alla liturgia romana"e domandato che i fedeli sappiano cantare in latino le parti che spettano loro. Ha parlato del sacerdote come di colui che alla guida del suo popolo porta le preghiere dei fedeli davanti a Dio; non ha detto nulla sul rivolgersi del sacerdote verso i fedeli . Il sacerdote non è colui che invita i fedeli alla comunione; è il primo degli invitati, colui che riceve e trasmette il dono ricevuto. Ciò si esprime molto semplicemente nel fatto che la comunione dei fedeli ha luogo dopo quella del celebrante.

-Nessun padre conciliare avrebbe avuto l`idea di far sparire il Simbolo di Nicea (quel Credo che unisce tutte le Chiese cattolica, ortodossa e anglicana), e di sostituirlo con il Simbolo degli Apostoli. E tuttavia ciò è stato fatto.... e c`è sovente ancora di peggio!.

Dicevamo...adesione totale al Concilio?

Su tutti questi temi e altri ancora, come quello della libertà religiosa, il successo delle discussioni con la Fraternità San Pio X non è garantito. Non necessariamente a causa delle posizioni della Fraternità stessa, ma anche perchè di fronte alla Fraternità si trovano numerosi preti -e vescovi- che non rispettano il Concilio di cui si reclamano. Ma non è nemmeno giusto pensare che questo accordo sia improbabile: si tratta in effetti di un`opera di riconciliazione, di un`opera dello Spirito Santo. In questo campo, un cristiano non deve speculare, esprimere il suo pessimismo o il suo ottimismo, ma gli compete di pregare o domandare un miracolo.

La fede cristiana spinge a credere ai miracoli: si mette la propria fiducia nelle parole del Signore : "
Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto; perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto. Chi tra di voi al figlio che gli chiede un pane darà una pietra? O se gli chiede un pesce, darà una serpe? Se voi dunque che siete cattivi sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele domandano!"



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